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Alimentazione e ambiente

Fabbriche di carne: gli allevamenti intensivi in Europa
(byoblu, 8.3.2019, durata 6.40)

Ho poco da aggiungere a questo breve video, chiaro e pacato. Esso mostra con efficacia che la prima forma di rispetto dell’ambiente passa attraverso l’alimentazione. E questo non per motivazioni sentimentali o psicologiche ma per ben più corpose ragioni politiche, economiche, “ecologiche” nel senso strutturale e non da sospiro etico o da semplice fenomeno mediatico.

Segnalo anche una mia sintesi di qualche anno fa -pubblicata su Girodivite.it, 14.2.2008- nella quale ho indicato undici motivi per essere vegetariani, «non solo per gli altri animali» ma anche per l’animale umano: Essere vegetariani: le ragioni

Consiglio infine la lettura di uno dei migliori romanzi contemporanei: Regno animale, di Jean-Baptiste Del Amo.

 

Libertaria 2018

Sabato 20 ottobre 2018 alle 18,00 a Nicosia (Enna) nell’ambito delle Giornate di DaVì parteciperò alla presentazione di  Libertaria 2018 – Voci e dinamiche dell’altro (a cura di Luciano Lanza, Mimesis 2018) e Anarchici e orgogliosi di esserlo di Amedeo Bertolo (elèuthera 2017).

L’emancipazione è un processo senza fine. Anche questo ci insegna la storia dell’anarchismo. Un processo nel quale ciò che conta non è la meta finale -che non esiste- ma è il divenire della libertà. E questo accade perché anche il dominio è un processo senza fine. Tramontate alcune tradizionali strutture istituzionali, emergono forme sociali apparentemente più impalpabili, virtuali, ma di fatto anch’esse ferree. Tale è il Web, che diventa sempre più «una massiccia macchina di sorveglianza di proporzioni inimmaginabili alle polizie segrete del passato» (Harry Halpin, Libertaria 2018, pp. 46-47) e che esercita il proprio dominio con l’attiva complicità e partecipazione dei dominati. Tale è «il diritto internazionale umanitario, restio a prendere atto dell’egemonia orwelliana a livello linguistico, là dove la guerra è umanitaria, l’ordine ferreo è pace, la dittatura è democrazia, l’oligarchia è pluralismo» (Salvo Vaccaro, ivi, p. 32). Tale è lo squilibrio pervasivo e massiccio tra teorici alleati tra i quali uno -gli Stati Uniti d’America- interviene continuamente nell’immaginario collettivo, nelle condizioni economiche, nelle strutture terroristiche che esso stesso crea, protegge, finanzia. Il caso italiano è paradigmatico, come ben sanno gli anarchici milanesi. La strage di piazza Fontana non sarebbe stata infatti possibile né pensabile senza i ‘Servizi di sicurezza’ statunitensi che conoscevano e tranquillizzavano gli ideologi e i realizzatori del massacro.
La forma più violenta di dominio -quella che di fatto influenza e determina le altre- si attua nell’«abisso del nichilismo finanziario» (Vaccaro, 29), nella «finanziarizzazione predatoria» di cui discutono Yanis Varoufakis e Noam Chomsky. Il Capitale è sin dal principio l’appropriazione privata della ricchezza generata dall’intero corpo sociale. Il Capitale è l’astrattezza matematica della scienza economica che si pone per intero al suo servizio, ignorando nelle proprie equazioni -le equazioni che determinano poi la vita di miliardi di persone- lo spazio e il tempo reali, le fabbriche, i costi di trasporto, i monopoli; una scienza dunque del tutto disincarnata ma che detta le formule che poi la stampa finanziata dallo stesso Capitale rende luogo comune,  verità, decisione giusta e inevitabile.
Il Capitale è la legge del più forte, che nel 2008 salva le banche e le assicurazioni statunitensi che avevano accumulato miliardi di debiti -cancellandoli di botto-, affama la Grecia, per i suoi debiti di gran lunga inferiori, e condiziona la politica di tutte le società europee, compresa l’Italia.
Le istituzioni dell’Unione Europea sono le vere nemiche dell’Europa, dei suoi popoli, dei suoi lavoratori, dei suoi diritti, delle sue libertà. Varoufakis, che ha conosciuto dall’interno le strutture dell’Unione, parla di vera e propria «brutalità» dei banchieri dell’Eurogroup contro i rappresentati eletti degli stati europei.
Rispetto a questo estremismo finanziario le prospettive libertarie mostrano la loro saggezza e il loro potenziale di emancipazione e di pace. Lo fanno a partire dalla lucidità con la quale sanno individuare identità e differenze nelle strutture del potere. Tra coloro che meglio ne hanno individuato la natura c’è Amedeo Bertolo (1941-2016), che non è stato soltanto uno dei più importanti anarchici europei ma  anche e soprattutto uno dei più lucidi pensatori libertari, capace di distinguere con esattezza concetti come potere, autorità, dominio.
Il dominio ha la sua fonte nella trasformazione delle differenze in gerarchie. Il modello originario e fondante del dominio è la relazione dell’animale umano con gli altri viventi. Una relazione che è diventata sempre più a senso unico, che ha assunto le forme dello sterminio e della produzione industriale di viventi generati soltanto per essere destinati alla macellazione: «Negli ultimi due secoli la violenza e lo sfruttamento degli animali hanno cambiato passo non solo per la quantità (miliardi), ma per la qualità. È un’interminabile moltiplicazione per sterminio che ha profondamente trasformato l’animale, da corpo vivente e senziente in pura fungibilità. È il sogno realizzato di ogni dominio, segnatamente quello capitalistico: trasformare il vivente in pura fungibilità» (Filippo Trasatti, p. 184). È anche per questo che l’opzione vegetariana è oggi una delle più efficaci e concrete forme della disobbedienza a un sistema che affama interi continenti per produrre la carne che arriva sulle mense dei Paesi più ricchi. Rispettare, conservare, difendere la differenza animale è conservare, rispettare, difendere «le forme di eguaglianza nella differenza» delle quali parla Vaccaro (27); è attuare una pratica «da cui emerga un’identità umana meno monolitica e al tempo stesso di un’ontologia che metta in primo piano il divenire, la molteplicità, le differenze» (Trasatti, 180).
Perché al centro dell’anarchia, come della vita, c’è sempre la Differenza.

[L’immagine è di Pietro Spica]

Mangiare

Cowspiracy: The Sustainability Secret
di Kip Andersen e Keegan Kuhn
USA, 2014
Trailer del film

Quali sono le ragioni del disastro ecologico verso il quale la nostra specie sembra tranquillamente avviarsi, e con essa gli altri animali e i vegetali? Sono numerose. Petrolio, plastica, deforestazione (l’Amazzonia sta subendo danni gravissimi), spreco di acqua. Su tutto ciò le grandi associazioni ambientaliste offrono ampia documentazione e analisi.
Manca tuttavia qualcosa. Manca l’essenziale. E di questo neppure le organizzazioni ecologiste amano parlare. Le foreste vengono distrutte, le emissioni di metano aumentano vertiginosamente, la temperatura media del pianeta cresce e sembra ormai fuori controllo, enormi risorse idriche sono utilizzate a uno scopo ben preciso. Perché? Che cosa hanno in comune tali fenomeni? Quale il denominatore comune? L’alimentazione.
Le foreste vengono trasformate in immensi pascoli e in coltivazioni di mais e soia. Per produrre un hamburger è necessario utilizzare migliaia di litri d’acqua. I miliardi di bovini che ruminano e defecano emettono quantità impressionanti di metano. Questa è la ragione fondamentale del disastro ambientale, evidente ma nascosta da interessi economici, inerzia dei comportamenti, rassegnazione sociale e antropologica. La causa principale di tale disastro è l’alimentazione carnea, in particolare quella bovina e dei derivati del latte. Sta anche qui la giustezza, la necessità, il significato della scelta alimentare vegetariana e vegana. Bisogna diminuire drasticamente l’allevamento intensivo dei bovini e il loro numero. E lo si può fare soltanto eliminando la loro carne dalla nostra alimentazione. Bisogna farlo per noi umani, per le mucche, per l’intero pianeta.
Si tratta dell’unica scelta razionale. Il film di Andersen e Kuhn lo mostra in modo rigoroso e coinvolgente.

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