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Luz y Norte

Luz y Norte (Luce e Nord) è il titolo di una raccolta di musiche rinascimentali e barocche, che comprende brani di Lucas Ruiz de Ribayaz y Fonseca, eseguite dal The Harp Consort diretto da Andrew Lawrence-King.
Musica e testi vanno al di là dei confini di luogo, di epoca, di stile e puntano dritto dritto all’emozione di un legame con le forze profonde della terra e della bellezza. E infatti uno dei brani più intensi è So ell encina, che parla di un incontro d’amore (onirico?) all’ombra di una grande quercia. La musica, assai bella, è stata composta in stile antico da John Paul Jones (1989), bassista e tastierista dei Led Zeppelin…
Qui sotto trovate il testo di autore anonimo in antico spagnolo e una traduzione in inglese contemporaneo. La voce è del tenore Rodrigo Del Pozo.

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So ell encina (file audio)

So ell encina yo me iba
mi madre a la romería
por ir más devota
fui sin compañía
so ell encina.

Por ir más devota
fui sin compañía
tomé otro camino
dejé el que tenía
so ell encina.

Halleme perdida
en una montaña
hecheme a dormir
al pié del encina
so ell encina.

A la media noche
recordé, mezquina;
halléme en los brazos
fel que más quería.

Pesóme, cuitada
de que amanecía
porque yo gozaba
del que más quería
muy biendita sía
la tal romería.

So ell encina, encina,
So ell encina, encina.

———————

Beneath the holly oak, the holly oak,
beneath the holly oak.

I was going around
on pilgrimage, Mother,
and to show my full devotion,
I went alone,
beneath the holly oak.

To show my full devotion,
I went alone.
I took another road,
and left the one I was on,
beneath the holly oak.

I found I had lost my way
on the mountainside,
so I lay down to sleep
at the foot of a holly oak,
beneath the holly oak.

In the middle of the night,
I woke up, all miserable,
and found myself in the arms
of the one I love the best,
beneath the holly oak.

Poor me! I was so sorry
when morning came,
because I’d been enjoying
the one I love the best,
beneath the holly oak.

Oh blessed be
that pilgrimage
beneath the holly oak.

L’emozione, la gloria

Spem in alium
Mottetto a 40 voci
di Thomas Tallis
(1505-1585)
Alan Wilson, Andrew Parrott, Bud Owens, Paul Nicholson e Taverner Consort & Choir (2006)

Da dove provengono questi suoni? Dove vanno? Una potenza li attraversa, colma di grazia e di gloria. Una voce intona e sùbito decine di altre la seguono, la modulano, la spengono, la restituiscono. Otto cori a cinque voci descrivono una qualche harmonia mundi, il luogo della nostra nostalgia, la sicurezza della luce. Spem in alium. La speranza nell’altrove che sempre rimaniamo, il divenire che sempre siamo. Sistole e diastole. Quiete e fuga. Identità e differenza. Il contrappunto, un segreto.

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Jubilate

MI-TO Settembre Musica 2012
Chiesa di Sant’Angelo – Milano – 15 settembre 2012
Musica sacra tra Firenze e Venezia

Interpreti

Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Piero Monti, direttore
Ensemble La Pifarescha

Doron David Sherwin, Andrea Inghisciano – cornetti
Luigi Cozzolino – violino barocco
Anna Noferini – violino barocco e viola da braccio
Ermes Giussani, Mauro Morini, Corrado Colliard, David Yacus – tromboni

Andrea Secchi, organo
Luca Logi, organo

Devo ammetterlo: vivo da decenni a Milano e non avevo mai visitato la Chiesa di Sant’Angelo, che si trova in un quartiere assai bello che ben conosco. Un luogo affascinante, nel quale l’architettura cinque-seicentesca riesce a essere insieme sobria e trionfante. Uno spazio quindi perfetto per le musiche di Giovanni Gabrieli (1577-1612), per questi suoni rinascimentali così intimi e universali, per quest’armonia che coniuga lo slancio mistico con una ben immanente pienezza della vita.
L’ultimo brano a essere eseguito è stato Jubilate Deo, omnis terra, un canto di vera plenitudo.

 

 

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