Skip to content


Giappone

Carmelo Nicosia “Japan, Flight Maps”
Catania – Fondazione Brodbeck arte contemporanea
A cura di Gianluca Collica
Sino all’8 aprile 2018

Il Giappone. Un luogo esotico, fatto di samurai, di impero, di pagode. Un po’ come la Sicilia è fatta di coppole e carrettini. Oppure un luogo ipertecnologico, ultraoccidentalizzato, invaso di merci, ilare e angosciante. O ancora, un luogo antico, immobile, incomprensibile.
Carmelo Nicosia è andato oltre questi paradigmi. Ha guardato e ha lasciato testimonianza del suo sguardo in immagini che coniugano la geometria dei luoghi, il colore della mente -specialmente il blu-, la disperazione delle strade e degli edifici, che intride soprattutto il video digitale Travel Architectures. E poi quattro opere nelle quali Nicosia riprende lo sguardo di altri, lo moltiplica, lo rende seriale, lo intride di storia e di natura, dai vulcani al fungo atomico.
Giuseppe Frazzetto, con il quale ho avuto il piacere e il privilegio di condividere la visita, ha giustamente osservato che Nicosia cerca di ricomporre per quanto è possibile la frammentazione postmoderna di Wim Wenders che, in Tokyo-Ga (1985), moltiplicava lacerti di vita, esaltandone la dissolvenza. Le fotografie di Nicosia costituiscono invece una metonimia che tramite la parte/frammento cerca di comprendere il tutto, anche nel senso di ricomporlo, di coglierne e restituirne un significato.
Poche immagini nel suggestivo spazio della Fondazione Brodbeck di Catania ma sufficienti ad andare oltre il saputo e l’ignoto di una civiltà come quella nipponica, per osservarne il divenire, per fermarne il flusso e trasformarlo in arte. La fotografia, la sua potenza.

Un’estetica

Lunedì 13 novembre 2017 alle 17,30 nel Coro di Notte del Dipartimento di Scienze Umanistiche di Catania parteciperò alla presentazione del volume di Giuseppe Frazzetto Artista sovrano. L’arte contemporanea come festa e mobilitazione, uno dei libri più importanti che siano usciti negli ultimi anni, un’estetica all’altezza del nostro tempo.

[Il ritratto di Giuseppe Frazzetto è opera di Carmelo Nicosia]

La Sicilia impossibile

La nuova scuola di fotografia siciliana
Milano – Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Sino al 29 gennaio 2012

Tre fotografi siciliani dell’ultima generazione esprimono in modo radicale l’impossibilità di restituire l’Isola in immagini, sineddoche dell’impossibilità di dirla, di coglierla, di esaurirla. Carmelo Bongiorno (Last Plate, 2008) adotta una tecnica sfocata, un mosso troppo esplicito e dagli esiti manieristici, pur con qualche notevole raggiungimento, soprattutto nelle grandi foto a colori, come Last plate. Il risultato complessivo è vicino all’estetica della Pop Art. Effetti opposti consegue Carmelo Nicosia, con le sue immagini scattate dal cielo, troppo gelide e rarefatte. Sandro Scalia dà forma a una natura antropizzata e dunque del tutto desolata, fatta di autostrade, cantieri, cave, serre.

A questi tre fotografi la mostra accompagna le immagini di alcuni grandi maestri tra i quali Letizia Battaglia, con una Palermo dalla miseria senza fine, con i suoi morti ammazzati degli anni Settanta e Ottanta composti al modo di Mantegna e dal taglio sempre rinascimentale o caravaggesco, come lo splendido e dolente ritratto di Rosaria Schifani. Assai meno convincenti risultano le Rielaborazioni recenti di queste opere, che mescolano la tragedia alla frivolezza. Il più importante fotografo siciliano rimane Ferdinando Scianna, un talento nel quale la lezione di Cartier-Bresson, da lui personalmente conosciuto e frequentato, diventa pura arte, immagini epiche e potenti, come in quel vortice di sorriso e di femminilità mediterranea che è Pantelleria.

(Enzo Sellerio, Morgantina, il guardiano degli scavi, 1960; Letizia Battaglia, Rosaria Schifani, 1992)

Enzo Sellerio sembra tra i maestri il più tranquillo e invece a me la sua opera risulta estrema nella sua apparente pacatezza, generatrice di un’angoscia sottile e inspiegabile, come nel barocco e straniante Morgantina, il guardiano degli scavi.
Da tutte queste immagini la Sicilia emerge come tragedia, incubo, gloria, mito, disperazione, Sole, nulla.

Vai alla barra degli strumenti