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Estasi

Recensione a:
Estasi: istruzioni per l’uso ovvero l’arte di perdere il controllo
di Jules Evans
(Carbonio Editore, 2018; pagine 320)
in Diorama Letterario – numero 351 – settembre/ottobre 2019
pagine 33-34

C’è stata, per millenni, una forma capace di coniugare la più lucida razionalità con il più gorgogliante dei pericoli. Questa forma è stata la Grecia pagana, dentro la quale «il sesso era una delle vie principali attraverso le quali il mondo degli spiriti si intersecava con le vicende umane», la corporeità era «una forza demoniaca, potente, giocosa, distruttiva, associata alla dea Afrodite e a suo figlio Eros, che ci priva della ragione», i Misteri erano l’ordine dell’imprevisto ripetuto all’infinito ma ogni volta rinnovato.
Il cristianesimo è stato una forza desacralizzante –«Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv., 14, 9)– che ha impoverito il cosmo della sua complessità, della sua potenza, del suo enigma. Anche da qui nasce il bisogno di un recupero della dimensione estatica della vita. Un bisogno che questo libro documenta e mostra nella varietà, curiosità, banalità e complessità delle sue espressioni contemporanee.

Nascere?

Meglio non essere mai nati
Riflessioni sul libro di David Benatar
in Liberazioni. Rivista di critica antispecista
Anno X / n. 38 / Autunno 2019
Pagine 37-40

Accade assai di rado di leggere un libro e condividerne per intero le parole. Se si tratta di un libro di filosofia, poi, questo significa che alla mente si apre lo squarcio di ciò che essa aveva già pensato ma non aveva ancora detto, o non aveva saputo dire, in modo così lucido.
Questo mi è accaduto alla lettura di un libro del filosofo sudafricano David Benatar. Sul numero 38 di Liberazioni ho cercato di indicare alcune delle principali ragioni di una condivisione così rara. Se non aggiungo che è un libro che io stesso avrei voluto scrivere è perché il metodo dell’autore è analitico, fatto di sic et non; di tesi, obiezioni e risposte; di un serrato tessuto argomentativo che in questa misura e modo non mi appartiene. Ma anche qui stanno il significato e il valore dell’opera, nell’aver affrontato un antico tema con un metodo freddo e rigoroso.
Alla sua lettura, che consiglio con la convinzione di indirizzare verso una verità profonda sulla specie e sulla materia viva, ho sorriso pensando a quanta ragione avessi avuto a elaborare pensieri simili a quelli che in questo libro emergono.

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