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Mente & cervello 87 – Marzo 2012

Bellissime le «istantanee dal cervello» presentate alle pagine 50-55 di questo numero di Mente & cervello. Sembrano davvero delle opere d’arte astratta e forse questo significa che l’arte concettuale è la più autentica forma di realismo, quella mediante la quale la mente umana rappresenta se stessa, la propria capacità di generare mondi, colori, forme.
Così potente e plasmabile è il cervello da essere continuamente sottoposto a tentativi di controllo e di manipolazione. L’agone politico, lo spettacolo e la pubblicità hanno esattamente questo scopo. Un nuovo strumento di dominio è la connessione costante che la Rete permette. Anche per suo tramite «veniamo sottoposti a una pubblicità onnipresente: questa distruttrice delle capacità attenzionali non è altro che un uso metodico, a fini commerciali, di astuti furti di attenzione» (C. André, p. 35). La dispersione mentale è uno dei rischi impliciti nel multitasking che caratterizza ormai i comportamenti di molti di noi: «La moltitudine di sollecitazioni rende invece carente la nostra mente: carente di calma, di lentezza, di continuità. Tre nutrimenti vitali per le capacità attenzionali» (Id., 36).

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Forza Milan

Ci sono contraddizioni assai chiare ma che in certe condizioni non si riescono a percepire. Una consiste nell’essere milanisti e però detestare il berlusconismo. Lo dico da anni ai miei amici tifosi rossoneri: «ogni gol che vi fa esultare, ogni vittoria di questa squadra rappresentano un potente sostegno a Berlusconi, il quale ha fatto anche del Milan uno strumento di propaganda, di consenso, di dominio». La festa di ieri sera a Milano per il diciottesimo scudetto ne costituisce la conferma. Nei due giorni in cui la pubblicità elettorale è ufficialmente proibita, il Milan sta permettendo al suo padrone di mostrarsi, di additare se stesso come modello al quale credere sempre, a cui ciecamente affidarsi. L’intima natura totalitaria del berlusconismo nulla può lasciare al di fuori di sé, figuriamoci il calcio che è uno dei maggiori strumenti di manipolazione delle masse.
Da quando ero bambino e sino a vent’anni fa sono stato un tifoso milanista che adorava la sua squadra, che con essa ha esultato, atteso le vittorie, pianto (ad esempio dopo l’atroce sconfitta per 5 a 3 a Verona che nel maggio 1973 fece svanire all’ultima giornata di campionato lo scudetto della “stella”). Berlusconi mi ha rubato anche la squadra, trasformandola in una propaggine del proprio io, della propria menzogna. A queste condizioni non ho potuto più tifare per il Milan. Ribadisco dunque l’invito a non farsi complici del dittatore: «Amicus Milan sed magis amica libertas».

 

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