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Chisciotte

Spazio Teatro 89 – Milano – 5 settembre 2018
Musica sospesa
MI-TO Settembre Musica 2018

Georg Philipp Telemann
Concerto in la maggiore per flauto traversiere, violino, violoncello, archi e continuo TWV 53:A2
Concerto in sol maggiore per viola, archi e continuo TWV 51:G9
Suite in sol maggiore per archi e continuo TWV 55:G10 “Burlesque de Quixotte”

La Mole Armonica
Ensemble dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
Fiorella Andriani, flauto traversiere
Lorenzo Brufatto, Antonio Bassi, Carola Zosi, Pietro Bernardin, Paolo Lambardi, Marcello Miramonti, violini
Agostino Mattioni, Davide Ortalli, viole
Fabio Storino, violoncello
Francesco Platoni, violone
Maurizio Fornero, cembalo

Uno dei musicisti più prolifici e geniali, che nella sua lunga vita (1681-1767) dal Barocco pervenne al Classicismo, fu amico fraterno di Bach e di Händel, spaziò tra i generi musicali più diversi.
Il concerto che Settembre Musica 2018 gli ha dedicato ha offerto un piccolo saggio dell’opera di Telemann, con due concerti per ensemble barocco e soprattutto con la Suite del Don Chisciotte.
Personaggio archetipo del primo romanzo europeo, El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha può ben ripetere con Schopenhauer che il mondo è una mia rappresentazione. Locande che diventano castelli, greggi trasformate in eserciti, mulini a vento in giganti, concretissimi lestofanti in magici incantatori, la realtà intera in un sogno d’amore, d’onore, di luce.
Qualche decennio dopo Cervantes, Descartes parlerà di un ‘genio maligno’ che può trasformare l’illusione in realtà e l’inganno in mondo. Se nel Quijote e nelle Meditazioni metafisiche l’inquietudine del vero è risolta nella oggettività garantita da Dio e dalla ragione, la questione attraversa ogni giorno il mondo virtuale e finto nel quale siamo tutti immersi.
Chisciotte «era alquanto curioso e sempre lo assillava il desiderio di saper cose nuove» (Don Chisciotte della Mancha, trad. di Letizia Falzone, Garzanti 1979, p. 616), una volontà filosofica che lo conduce a comprendere la teatrale ironia del mondo e a farsene protagonista: «Ebbene lo stesso -disse Don Chisciotte- accade nella commedia e nella vita di questo mondo, dove alcuni fanno gli imperatori, altri i pontefici, insomma tutte quante le parti che possono introdursi in commedia; ma, arrivati alla fine, cioè quando la vita termina, la morte toglie a tutti le vesti che li differenziavano, e restano uguali nella tomba» (Ivi, pp. 530-531). Alla risposta di Sancho, che rileva come non siano nuove le parole che ha ascoltato dal suo signore ma siano piuttosto diffuse, così come il paragone degli umani con i pezzi degli scacchi -che «terminato il gioco si mescolano, si uniscono e si confondono tutti e vanno a finire in una borsa, che è come la vita che va  a finire nella sepoltura»- il Cavaliere osserva che il suo scudiero va «diventando meno sciocco e più saggio». L’ulteriore risposta di Sancho è sincera: «Certo, un po’ della saggezza della signoria vostra mi si deve pur attaccare» (Ivi, p. 531).
Si attacca anche a noi, lettori di quel capolavoro e ascoltatori della versione musicale che ne ha dato Telemann, dalla quale propongo il secondo movimento, Le Reveil de Quixotte, nella esecuzione della Elbipolis Barockorchester Hamburg.

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Finzioni

Spazio Teatro 89 – Milano
Sit – Serie in teatro – V puntata
di Lorenzo Piccolo, Elisabetta Bocchino, Federico Bertozzi
Cast
Regia di Marta Erica Arosio
Sino al 18 aprile 2013

Ingarbugliata e tragica, la vicenda gotica di Archer’s End si dipana non verso il futuro ma in direzione di un passato sempre più inquietante, le cui oscure trame coinvolgono tutti i protagonisti del dramma, escluso il Dottor Witmore che sembra la vittima sacrificale dell’intera vicenda. O diventerà l’eroe dell’ultima puntata?
Il lavoro dei due investigatori dell’agenzia Bob Holmes assume sempre più i tratti del paradosso. Il titolare Roberto -un buzzurro che quando vede un libro mette la mano alla pistola- si vede incredibilmente scavalcato nella conquista di una bella antiquaria da un bibliofilo che ha dei tratti somatici non proprio gradevoli. La sua collega sembra fare la fine della ragazza che tutti vogliono e nessuno la prende. Riuscirà la dolce Carlotta a risolvere finalmente il proprio caso? Per quello di Roberto non sembra ci siano speranze.
L’équipe chirurgica di Animals è stata tutta intera sequestrata dai pirati e sbarcata nel cuore dell’Africa, dove medici e paramedici continuano a salvare pazienti nel modo più imprevedibile. Quasi soddisfatti e rassegnati a vivere lontano dalla ricchezza ma anche dai pericoli di Milano, questi allegri chirurghi si accorgono però che malviventi e clienti non intendono proprio mollarli. Riusciranno a diventare prima o poi dei seri professionisti?

Arrivata alla sua quinta puntata (l’ultima andrà in scena il prossimo 18 aprile), la Sitcom teatrale, inventata e realizzata da alcune compagnie milanesi, sta mantenendo le sue promesse di decostruzione ironica di vari generi televisivi e di intelligente divertimento per un pubblico che voglia andare oltre il ripetuto e stanco gioco delle parti al quale si sono ormai ridotti i palinsesti. Rispetto alla finzione televisiva che spaccia se stessa per vita vera, meglio la vera vita del teatro che si presenta come finzione.

Ridentem

Spazio Teatro 89 – Milano
Sit – Serie in teatro
Di Lorenzo Piccolo, Elisabetta Bocchino, Federico Bertozzi
Cast
Regia di Marta Erica Arosio
Sino al 18 aprile 2013

Sempre più avvincente. Nella terza puntata (7 marzo 2013) di questa Sitcom teatrale il Dottor Witmore, aiutato da un ambiguo dandy, si rende conto che l’intrico di casa Archer  è veramente inquietante, con la comparsa di sorelle in realtà mai scomparse e di un servitore deforme, brutale ma anche dotato di talento artistico; l’agenzia Bob Holmes prosegue nell’inconcludente ricerca di cani smarriti e di figlie mai nate; nella clinica Villa Santa Adelaide dopo l’ultimo e surreale intervento di chirurgia estetica risolto da un bambino-calamita, il primario Dott. Carolis è impazzito e crede di vivere nella saga del Signore degli Anelli, tanto che i suoi collaboratori sono indecisi se sedarlo o sopprimerlo.
L’ultima di queste tre storie è irresistibile, scritta con autentico talento comico e recitata con evidente divertimento dagli attori.
Si fa sempre più chiaro l’imponente sforzo creativo e produttivo che sta dietro e dentro Sit- Serie in teatro. È anche di questo che ha bisogno la drammaturgia contemporanea: non soltanto la riproposizione dei classici senza tempo, non soltanto l’invenzione di nuove forme e linguaggi, ma anche la capacità di contaminare i generi, di osservare la vita quotidiana, di ridentem dicere verum, come insegna Orazio (Satire,  I, 1, 24) che dell’umorismo fu maestro.

Teatro a puntate

Spazio Teatro 89 – Milano
Sit – Serie in teatro
Di Lorenzo Piccolo, Elisabetta Bocchino, Federico Bertozzi
Cast
Regia di Marta Erica Arosio
Sino al 18 aprile 2013

Fine Ottocento. In una colonia britannica il Dottor Witmore visita una casa –Archer’s End– dove tre donne -madre, figlia, domestica- vivono sotto l’inquietante presenza/assenza del padre, morto diciotto anni prima cadendo in un pozzo. Le trame e gli stilemi della letteratura gotica fanno intravedere un gorgo inquietante.
Roberto è titolare di un’agenzia di investigazioni -la Bob Holmes- piuttosto mal messa anche per la pigrizia del proprietario. Lo aiuta l’intelligente e generosa Carlotta. Una lauta occasione di guadagno è offerta dalla ricca, snob e antipaticissima vicina di casa che ha perduto la sua cagnetta e che è disposta a tutto pur di riaverla. Si tratta proprio di una Pulp Sitcom.
Animals è ambientato a Villa Santa Adelaide, una clinica privata specializzata in chirurgia estetica. I suoi operatori, i medici e i clienti sono una sorta di mescolanza tra ingenuità infantile, cialtroneria delinquenziale, fantasiosa incompetenza. L’effetto è irresistibilmente comico.

Tre storie diverse per autori, trame, stili. Ma non basta. Queste trame si dipaneranno in sei diverse serate. Ci vuole coraggio a immaginare e portare sulla scena un’ironica e intelligente imitazione delle sitcom televisive, costruita in sei puntate rendendo ogni episodio autosufficiente e nello stesso tempo incuriosendo lo spettatore sino a indurlo a tornare. Il primo episodio, andato in scena il 7 febbraio 2013, è talmente coinvolgente in tutte e tre le storie da far pensare che la scommessa sarà vinta. Tutto è qui molto lieve, divertito e assai curato nella messa in scena.
Delle sit-com televisive rimane però un difetto: due brevi scene conclusive della serata, peraltro assai gustose, fanno esplicito riferimento a delle aziende. Pubblicità, insomma, certamente giustificata dalla ristrettezze nelle quali sono costrette ad agire delle compagnie libere come quelle che hanno creato questo spettacolo. Dopo la prima serata le successive sono da non perdere, a cominciare da quella di stasera 21 febbraio.

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