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Dioniso in Prussia

Basilica di Santa Maria della Passione – Milano – 25 giugno 2018
Sonar in ottava

Musiche di Vivaldi, Bach, Goldberg
Milano artemusica 2018
Accademia dell’Annunciata
Mario Brunello, violoncello piccolo
Giuliano Carmignola, violino
Riccardo Doni, clavicembalo e direzione

Mario Brunello ha suonato un ‘violoncello piccolo’, strumento assai amato da Bach ma nel Settecento caduto in disuso. Il programma della serata è stato classicamente barocco. E però vorrei far ascoltare il talento poliedrico di Brunello attraverso una composizione tratta da Odusia (2008), nella quale il musicista ha assemblato suoni e colori del Mediterraneo. Peste è il secondo brano di «Spasimo», opera di Giovanni Sollima che da Palermo si allarga al mondo.
I ritmi tesi, forti, dolenti e danzanti sono eco del grande dio mediterraneo, Dioniso. La cui potenza è arrivata sino alle pianure prussiane, come dimostrano la musica di Bach e la filosofia di Nietzsche.
L’odissea di questo dio è sempre viva.

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Trombe barocche

22 ottobre 2015 –  Chiesa San Nicolò l’Arena – Catania
Angel trumpets
Ensemble Pian & Forte
Musiche di Vivaldi, Gonelli, Händel

Vivaldi_Concerti

L’antico e prezioso organo di Donato Del Piano occupa l’intera parete absidale dell’imponente chiesa benedettina di San Nicolò l’Arena, una delle sedi del V Festival internazionale Magie Barocche, diretto da Antonio Marcellino.
Persi in lontananza nella balaustra dello spazio che ospita lo strumento, un soprano e due trombettisti hanno eseguito brani assai noti di Vivaldi e di Händel, insieme a quelli del molto meno famoso Giuseppe Gonelli (1685-1745).
La suggestione della tromba barocca, dell’organo, della voce, è andata forse un poco perduta nello spazio davvero esteso della chiesa. Ma la potenza di una musica oggettiva, malinconica e trionfante -come quella barocca- è capace di trasmettere ovunque e sempre il proprio incanto.
Propongo l’ascolto dell’Allegro iniziale del Concerto in do maggiore per due trombe RV 537 di Vivaldi, nell’esecuzione dell’Academy of Ancient Music diretta da Christopher Hogwood.

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Triumphans?

Basilica di Santa Maria della Passione – Milano, 27.8.2014
Juditha Triumphans
Musiche di Vivaldi, Cimarosa, Jommelli, Mozart
Nell’ambito dell’ottavo Festival internazionale di musica antica
Les Talens Lyriques
Delphine Galou, contralto
Christophe Rousset, direttore

 

Vivaldi_ Juditha triumphans devicta Holofernes barbarieDivertente e profondo è il contrasto che in molte opere del barocco musicale si dà fra i truci contenuti delle opere e degli oratori -come, appunto, Juditha triumphans devicta Holofernis barbari, storia biblica dell’ingannatrice ragazza giudea che per motivi politici decapita l’assiro Oloferne dopo averlo ubriacato- e la lievità della musica, la sua vivacità.
Contrasto che in questo concerto non è stato possibile gustare pienamente poiché il luogo nel quale si è tenuto è del tutto inadeguato. Una chiesa grande e bella ma dove le parole si perdono, i suoni risultano impastati, la voce del contralto appare insufficiente. Il rapporto tra la musica e lo spazio in cui la si esegue è strettissimo, non si può ascoltare qualunque concerto in qualunque luogo.
A furia di festival di ogni genere che rincorrono il grande pubblico (sempre meglio della televisione, non ci sono dubbi) e che per questo non sono abbastanza attenti ai contenuti di ciò che propongono, si rischia di confondere la letteratura con un passatempo, la filosofia con la chiacchiera, la musica con i suoni.

Tra i brani eseguiti in questo concerto, propongo l’ascolto dell’aria Agitata infidu flatu dalla Juditha Triumphans di Vivaldi, nell’interpretazione del complesso Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli.

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L’ostinata passione

L’Olimpiade
di Antonio Vivaldi (1734)
Testo di Pietro Metastasio
Atto II, 15; Aria Gemo In un Punto e Fremo – Allegro
Rinaldo Alessandrini, Concerto Italiano & Sara Mingardo

«Gemo in un punto e fremo
fosco mi sembra il giorno
ho cento affanni intorno
ho mille furie in sen.
Con la sanguigna face
m’arde Megera il petto
m’empie ogni vena Aletto
del freddo suo velen»

L’amore, un’ossessione. Questo «infinito abbassato al livello dei barboncini» (Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio 1992, p. 14), «questa troppo facile parola» pronta a farsi «la bugia più fonda / il regno del più umile dolore». L’amore, eppure, rimane una forza ostinata che l’ostinato musicale di Vivaldi trasforma in un andare nell’inquietudine, nella lotta, nel sangue.

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Qual candido fiore

Da Orlando furioso
di Antonio Vivaldi
Aria di Medoro

Lajos Kozma, Claudio Scimone & I Solisti Veneti

vivaldi

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