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If is a light

Song of Someone
U2
da Songs of Innocence (2014)

If there is a light you can’t always see
And there is a world we can’t always be
If there is a kiss I stole from your mouth
And there is a light, don’t let it go out

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Antony e Hitler

Hitler In My Heart
da «Antony and the Johnsons»
(2000)
di Antony and the Johnsons

«As I search for a piece of kindness / And I find Hitler in my heart». Questo cantano Antony and the Johnsons. La voce di Antony Hegarty è suadente e prometeica, capace di modulare la gentilezza -appunto-, l’inquietudine e l’eros. Di essa la grande Diamanda Galás ha detto che «every emotion in the planet is in that gorgeous voice», la quale non raggiunge l’incredibile estensione di quella di Diamanda ma è capace allo stesso modo di entrare nel corpo come un vento.

 

 

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Because the Night

di Patti Smith e Bruce Springsteen
(1978)

Uno dei capolavori della musica rock, intriso di forza e di malinconia, di poesia e di eros.
La voce di Patti Smith è perfetta.

Take my hand as the sun descends
they can’t touch you now,
can’t touch you now, can’t touch you now
because the night belongs to lovers …

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Sultans of Swing

Dire Straits
(1978)

Una chitarra immortale, quella di Mark Knopfler.
Una canzone sul piacere di suonare, sulla musica come scopo.

You check out Guitar George
he knows all the chords
Mind he’s strictly rhythm he
doesn’t want to make it cry or sing
And an old guitar is all he can afford
When he gets up under the lights to play his thing
And Harry doesn’t mind if
he doesn’t make the scene
He’s got a daytime job he’s doing alright
He can play the honky tonk just like anything
Saving it up for Friday night
With the Sultans with the Sultans of Swing.

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Napoli vive!

Canta appress’a nuie
di Edoardo Bennato
Da È Goal! (Live, 1984)

Uno dei luoghi arcaici, ctoni, tenebrosi e sempre nuovi. Questo è Napoli, città meravigliosa e come nessun’altra in Europa uccisa dal male. La sua parlata è una lingua  capace di andare al cuore stesso della materia, dei corpi e delle passioni. La monnezza che la camorra impone è specchio della camorra stessa, del suo tanfo entropico, e non dell’intero popolo che abita Napoli. Il canto al quale invita Edoardo Bennato è segno della gioia che trascina questo luogo, della vita dolente ed entusiasta di cui è impastato. Auguro a Partenope di diventare ciò che è, di tornare bella.

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I gatti persiani

di Bahman Ghobadi
(Kasi Az Gorbehaye Irani Khabar Nadareh)
Iran, 2009
Con Negar Shaghaghi, Ashkan Koohzad, Hamed Behdad, Ashkan Koshanejad, Hichkas
Trailer del film

A Teheran una giovane coppia di musicisti cerca di costituire una band e di trovare i passaporti per andare a suonare in Europa. Un loro coetaneo fa di tutto per aiutarli, muovendosi nell’intrico di un potere inflessibile e insieme corrotto, come tutte le tirannidi. Tra mucche che, stordite dall’heavy metal, non fanno più latte, rapper che chiedono conto ad Allah, feste clandestine a base di tekno, ascoltiamo l’intenso rock persiano che la Legge vieta di suonare, dimenticando che nulla diventa più attraente di ciò che è proibito.

Un film che non è soltanto una testimonianza politica ma è anche e soprattutto un atto d’amore verso la musica e la sua potenza. Molto bravi gli attori, che in gran parte interpretano se stessi. Ottimo il montaggio, che alterna lo svolgersi della vicenda con veloci sequenze a base di rock, capaci di descrivere l’Iran quale probabilmente in gran parte è: una società giovane, colta, estremamente vivace.

Romeo and Juliet

Dire Straits

da Making Movies (1980)

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Musorgskij – Emerson Lake & Palmer

7 maggio 2009
Centro Culture Contemporanee Zo – Catania
Associazione Musicale Etnea

Modest Musorgskij.
QUADRI DI UN’ESPOSIZIONE.
Aki Kuroda, pianoforte. Emerson Lake & Palmer, video al Lyceum Theatre 09.12.1970

La contaminazione è davvero una delle strutture fondamentali del mondo. I visionari Quadri di un’esposizione di Musorgskij (1874) acquistano splendida vitalità un secolo dopo la loro composizione nell’esecuzione progressive e psichedelica degli ELP. Le dissonanze e le percussioni che intridono l’originale vengono esaltate dall’energia e dalla creatività del trio. Ma anche la dolcezza di alcuni dei quadri –The Sage, ad esempio- riceve pieno accoglimento ed espressione dalla voce di Greg Lake.

La pianista Aki Kuroda ha creato uno spettacolo nel quale alterna la propria esecuzione solistica dell’opera musorgskijana con il video completo della performance ELP. Mano a mano che le due versioni procedono e si fondono, il pianoforte assume toni sempre più jazzistici e sincopati, sino al potente finale della Grande porta di Kiev. Una bellissima idea, un grande divertimento. In Rete si trovano facilmente i video del concerto Emerson Lake & Palmer. Ne propongo uno qui sotto, per farsi un’idea.

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