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L’amore non è

L’effetto acquatico
(L’effet aquatique)
di Sólveig Anspach
Francia-Islanda, 2016
Con: Florence Loiret-Caille (Aghate), Samir Guesmi (Samir), Didda Jónsdóttir (Anna), Ingvar Eggert Sigurðsson (Siggi)
Trailer del film

Samir sa nuotare benissimo ma finge di essere un principiante per poter stare accanto alla bella Agathe, istruttrice di nuoto. Quando lei scopre la bugia, se ne fugge in Islanda, dove Samir la segue per riconquistarla. Perduta la memoria in un incidente domestico, Samir viene risvegliato al passato dalla risvegliata passione di Agathe.
L’amore non è né lo sguardo sperduto e dall’effetto leggermente Ispettore Clouseau di Samir né la coggiutaggine permalosa ma in fondo disponibile di Agathe. L’amore non è un po’ di conflitto risolto dai baci. O almeno non è soltanto questo. L’amore è qualcosa di molto più complesso e tragico. E per questo interessante. Fosse quello che questo film ci propone, sarebbe sparito da tempo.

La terra, la sua gloria

C’è ancora speranza. Sì, c’è ancora speranza se un vulcano riesce a interrompere le attività della specie che si crede -risibile presunzione biblica- padrona e signora di ogni altro animale, fiore, ente. C’è ancora speranza se le forze profonde della terra disvelano tutta la debolezza delle tecnologie più avanzate, se la materia -la pura materia- annulla lo spirito e ogni sua rappresentazione. La potenza della cenere è più grande di ogni umano costrutto e riconduce l’Homo sapiens sapiens alla sua vera, infima misura: un frammento nella cieca gloria del fuoco e delle pietre.

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