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Gesualdo da Venosa

MI-TO Settembre Musica 2013
Chiesa di Sant’Angelo – Milano – 14 settembre 2013
L’anima del dolore. Sacrae cantiones
Ensemble La Venexiana
Direttore Claudio Cavina
Musiche di Gesualdo da Venosa – Jean de MacqueGiovanni Maria TrabaciAscanio Majone

Carlo Gesualdo da Venosa (1560-1613) portò a compimento l’arte del madrigale. Nulla di languido o di romantico in questa musica del dolore ma piuttosto una geometrica spiritualità fatta di regole compositive ferree, dentro le quali emerge però un accordo profondo con la specifica cadenza del testo musicato. Un’arte quindi che ogni volta si rinnova dentro l’identica forma che la intesse.
Nel quarto centenario della morte, MiTo ha dedicato a Gesualdo un concerto eseguito da uno dei migliori gruppi di musica rinascimentale e barocca, che alle composizioni del madrigalista ha alternato brani strumentali di Jean de Macque, Giovanni Maria Trabaci e Ascanio Majone.
Propongo l’ascolto di Tribulationem et dolorem inveni, nell’esecuzione della Oxford Camerata diretta da Jeremy Summerly. Un brano che Angelo Chiarle così descrive: «Il carico di dolore raggiunge il culmine con i cromatismi su “animam meam”, ma alla fine la speranza della iustitia divina riporta il sereno».

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Jubilate

MI-TO Settembre Musica 2012
Chiesa di Sant’Angelo – Milano – 15 settembre 2012
Musica sacra tra Firenze e Venezia

Interpreti

Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Piero Monti, direttore
Ensemble La Pifarescha

Doron David Sherwin, Andrea Inghisciano – cornetti
Luigi Cozzolino – violino barocco
Anna Noferini – violino barocco e viola da braccio
Ermes Giussani, Mauro Morini, Corrado Colliard, David Yacus – tromboni

Andrea Secchi, organo
Luca Logi, organo

Devo ammetterlo: vivo da decenni a Milano e non avevo mai visitato la Chiesa di Sant’Angelo, che si trova in un quartiere assai bello che ben conosco. Un luogo affascinante, nel quale l’architettura cinque-seicentesca riesce a essere insieme sobria e trionfante. Uno spazio quindi perfetto per le musiche di Giovanni Gabrieli (1577-1612), per questi suoni rinascimentali così intimi e universali, per quest’armonia che coniuga lo slancio mistico con una ben immanente pienezza della vita.
L’ultimo brano a essere eseguito è stato Jubilate Deo, omnis terra, un canto di vera plenitudo.

 

 

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