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Mente & cervello 80 – Agosto 2011

Schopenhauer sostiene che «il mondo in cui un uomo vive dipende anzitutto dal suo modo di concepirlo. […] Quando ad esempio degli uomini invidiano altri per gli avvenimenti interessanti in cui si è imbattuta la loro vita, dovrebbero piuttosto invidiarli per la dote interpretativa che ha riempito siffatte vicende del significato, quale si rivela attraverso la loro descrizione» (Parerga e Paralipomena, tomo I, Adelphi 1981, p. 426). La cosiddetta “psicologia positiva” non fa che confermare questa natura ermeneutica della serenità, invitando a «imparare a gustare l’esperienza vissuta o a portare nuovamente il proprio pensiero su certi aspetti di un evento che ci ha resi felici» (R. Shankland e L. Bègue, 29). Di fronte all’enigma e alla durezza della vita bisognerebbe evitare sia ogni ottimismo superficiale sia una costante cupezza e praticare invece un ottimismo temperato che ci faccia essere «pessimisti solo per il tempo necessario», anche perché «essere ottimista è un vantaggio: anzitutto gli ottimisti sono in generale più felici della media, anche quando si trovano in situazioni difficili» (M. Forgeard e M. Seligman, 37 e 33). Essendo l’umano un’unità psicosomatica, l’energia con la quale evitiamo di dare un peso troppo angosciante alle difficoltà quotidiane salvaguarda la salute delle nostre cellule.

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Marella Ferrera

Catania – Museo Biscari
Marella Ferrera. Oltre l’abito….il Pensiero
Sino al 30 settembre 2009

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Il Museo, la splendida sua sede, rivive attraverso l’itinerario di Marella Ferrera nella storia e nella materia della Sicilia. Terrecotte, lava, ceramiche, coralli, alberi essiccati di fico d’India intessono gli abiti e uniscono chi li indossa al mare e alla terra. Il percorso museale è duplice: da una parte è fatto di ante che si aprono come momenti dello spazio e del tempo, tappe di una storia materica dell’Isola; dall’altra è la traduzione di tale storia nel vestire. Una sperimentazione che va oltre gli abiti e anche per questo assai più suggestiva di una semplice documentazione sartoriale.

Coco avant Chanel – L`amore prima del mito

di Anne Fontaine
Francia, 2008
Con: Audrey Tautou (Coco Chanel), Benoît Poelvoorde (Étienne Balsan), Alessandro Nivola (Arthur Capel), Marie Gillain (Adrienne Chanel), Emmanuelle Devos (Emilienne d’Alençon)
Trailer del film

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Orfana, sarta, cantante, amica e mantenuta di un ricco proprietario terriero, innamorata una sola volta nella sua vita. E soprattutto capace di liberare il corpo delle donne da stecche, corpetti, “tende”, fronzoli, piume, ammennicoli di varia natura, per restituirlo alla grazia naturale delle forme.

Questo fu Gabrielle “Coco” Chanel (1883-1971) e il film racconta il tempo più difficile della sua vita. Audrey Tautou presta occhi e sorriso all’intelligenza, all’ambizione, alla tenacia e al talento di un personaggio cresciuto in un mondo nel quale le donne erano dei soprammobili e che lei cercò invece di trasformare in persone. Anne Fontaine attinge molto al modello e all’iconografia proustiane -abiti, dimore, cavalli, le prime automobili, un tragico incidente stradale…- per un’opera certo convenzionale ma anche piacevole da seguire.

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