«Quasi sempre i detentori del potere sono folli, ignoranti e affetti da ogni genere di vizi»
Pietro Pomponazzi, Trattato sull’immortalità dell’anima (1516), Olschki 1999, XII,47, p. 73
La diffusione di una quantità imprecisata (in ogni caso molto, molto grande) di comunicazioni, lettere, testi, i quali risalgono tutti all’attività di Jeffrey Edward Epstein costituisce una conferma tragica e clamorosa di ciò che è chiaro a tutti coloro che cercano di conoscere e di leggere la storia contemporanea (e non soltanto essa) senza le fortissime pregiudiziali che ne hanno segnato lo studio e l’analisi almeno da un secolo e certamente da dopo la II Guerra Mondiale.
Epstein – prudentemente ‘suicidato’ in carcere nel 2019 – oltre a essere un pedofilo e assassino di bambini era anche un convinto razzista. Egli afferma infatti che «i goym esistono per servire il popolo di Israele»; i goym sono i gentili, siamo tutti noi, siamo i non appartenenti al popolo di Israele. Tale affermazione non è di Epstein, è molto antica, costui si limitò a farla propria.
Quanto Epstein ha realizzato non può naturalmente attribuirsi a una singola persona e neppure a una organizzazione privata. I capitali, il sostegno, le complicità e i silenzi necessari all’impresa la riconducono alla potenza finanziaria e politica che soltanto degli Stati o delle organizzazioni sovranazionali possono detenere. La riconducono in particolare ai loro servizi segreti, il vero cuore del potere anche dei Paesi occidentali (chi ritiene che l’occidente sia ‘democratico, umanitario, inclusivo, libero’ ecc. crede evidentemente a Babbo Natale).
E che cosa si riassume nel nome di Epstein? Qualcosa che fa leva su due delle più grandi passioni umane: il comando e il sesso.
La documentazione che emerge illustra infatti le azioni di alcuni capi di stato, di partito, di aziende, molte aventi a che fare con l’informatica, il Web, l’IA, in particolare Bill Gates, che sembra sia stato uno dei più assidui frequentatori dei riti pedofili di Epstein (oltre che suo stretto amico e propugnatore fanatico dei ‘vaccini’ Covid19), di regnanti (in particolare quelli britannici), di banchieri. Quali azioni? Interviene qui l’altra passione: donne, uomini, bambine e bambini comprati, venduti, sodomizzati, torturati, uccisi.
Ma che cosa stai dicendo?! Non io ma i documenti già disponibili dicono che queste sono le azioni che Epstein e le sue aziende hanno stimolato, proposto, organizzato. Gran parte di tali perversioni è stata (e io credo che sia ancora) filmata, registrata, conservata. A questo punto si comprende l’obiettivo finale: un enorme potere di ricatto sui capi di governo di molti Paesi.
Un potere che continua a condizionare le scelte politiche dell’occidente. Come si legge qui sotto, senza una tale dinamica ricattatoria rimangono effettivamente inspiegabili molte decisioni e azioni della storia politica e militare recente, in particolare quelle dell’Unione Europea.
Assai meglio di quanto possa fare io, hanno spiegato tale complessa e perversa dinamica alcuni analisti, dei quali riporto le tesi.
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Pino Cabras
«Salò e le 120 giornate di Epstein
Epstein non era un generico puttaniere. Già da solo, il volume delle e-mail collegate al suo traffico (milioni di messaggi) è quello di un apparato para-statale. Parliamo di una macchina organizzativa da super-mafia globale dedita a industrializzare la ricattabilità di tutti i potenti occidentali che potete immaginare.
Una mafia cui hanno steso i tappeti rossi e tributato vistosi inchini tutte le istituzioni, tutte le redazioni e tutti i talk show della corrente principale dei media.
Il Dipartimento di Giustizia USA ha escluso dagli Epstein Files immagini di morte e torture. E ciò già ci consente di dire questo: che sappiamo già che la compagnia di giro di notabili planetari legata a questa super-mafia è stata ed è protetta dall’esposizione delle prove documentali che la associano a una pratica sistematica di crimini terrificanti, consumati con la frequenza di un rituale oscuro.
Anni fa, la stagione delle rivelazioni di Wikileaks ebbe effetti notevoli nella coscienza di centinaia di milioni di persone per come era messo a nudo un certo lato del potere, ancora leggibile nell’ambito delle “normali” miserie terrene. Oggi, la nuova fase delle rivelazioni sul tentacolare mondo di Epstein mette a nudo un lato del potere che si erotizza nella violenza, trasformando i corpi in oggetti e la sopraffazione in rituale.
Pasolini lo denunciava come metafora politica. Epstein lo rivela come meccanismo terribilmente reale di un potere che si protegge da solo. Ciò detto, pensiamo per un istante a come possono essere accolte le lezioni di moralità e di democrazia che le facce di bronzo del nostro sistema pretendono di impartire fuori dal perimetro occidentale, dove i trucchi e le omertà nostrane non hanno effetto».
Domenico Farina
«‘Trump è compromesso da Israele e Kushner [suo genero] è il cervello della sua Amministrazione’. Lo rivela una fonte confidenziale all’FBI. La fonte sa molte cose, rivela nomi di agenti CIA in Indonesia (coperti da omissis, quindi plausibilmente veri), è a conoscenza di transazioni immobiliari riservate, ha accesso a documenti legali riservati. Insomma, la fonte riservata non è uno qualunque ma è un membro della community dell’intelligence;
2) il vice-ministro [statunitense] della Giustizia ha dichiarato che sono state rimosse le immagini di ‘morte, sevizie e abusi’. Quindi ci sono prove fotografiche di un abisso di violenza;
3) è emersa una mail in cui Epstein dichiara a un contatto coperto da omissis che il suo video di torture gli è piaciuto molto. Il riferimento alla tortura compare in molte mail, rendendo plausibili scenari da film horror: snuff movie etc;
4) contatti coperti da omissis autorizzano in più di una mail Epstein a uccidere persone che hanno fatto sgarbi a loro o a lui;
5) Epstein si riferisce ai bianchi come ‘goym’, scrivendo in più di un’occasione che ‘i goym esistono per servire il popolo di Israele’;
6) una fonte coperta rivela all’FBI che Kushner passerebbe le informazioni del Mossad [il servizio segreto di Israele] ai russi;
7) i messicani si lamentano con gli USA perché un programma condiviso di contrasto al traffico minorile ha subito attacchi militari da parte di risorse americane. L’ufficiale messicano rivela che il problema è che l’ex ambasciatore americano in Messico ha messo incinta una bambina di 11 anni».
Marcello Foa
«Le ragazzine vittime delle violenze sessuali, di Epstein erano 1200: un numero enorme, tra cui anche una bambina di 11 anni. Dunque c’era un vero e proprio traffico di minorenni.
Una domanda sorge spontanea: com’è possibile che nessuno vedesse né sapesse? La polizia e la magistratura dov’erano?
Infatti, dai file risulta che i procuratori della Florida, ad esempio, sapevano delle violenze da prima del 2006, ma non hanno fatto nulla. E il New York Times ha scoperto la denuncia di un ex collaboratrice di Epstein, l’artista e scultrice Maria Farmer, che addirittura nel 1996 denunciò all’FBI gli orrori commessi dal finanziere pedofilo suicida ma gli investigatori anziché indagare non le diedero retta e archiviarono. La Farmer fu quindi oggetto di una campagna di maldicenze, fu screditata e isolata, messa all’angolo. Nessuno volle più vedere le sue opere.
Insomma, Epstein godeva di una immunità di fatto perché tanti, troppi potenti erano sotto il suo ricatto ovvero trattasi di gran parte dell’élite che ha governato il mondo occidentale per oltre trent’anni. Quelle che ha determinato i nostri destini»
Andrea Zhok
«Gli Epstein files hanno un volume documentale mostruoso; tre milioni e mezzo di pagine FINORA rilasciate, 2.000 video e 180.000 immagini.
Queste dimensioni vanno completamente al di là delle capacità di organizzazione di un singolo individuo, per quanto ricco.
L’entità di questa operazione, che è stata essenzialmente un’operazione di messa sotto ricatto di classi dirigenti nell’intero mondo occidentale, è quella disponibile solo ad un servizio segreto nazionale particolarmente efficiente.
Quale sia non lo sappiamo, e lascio a ciascuno di farsi le proprie idee, ma a me francamente una sola opzione pare plausibile…
Al di là della cronaca nera e dello schifo, ci sono due elementi strutturali che rivestono qui importanza.
Il primo è che quanti vedono movimenti coordinati dei vertici politici mondiali OCCIDENTALI in direzioni controproducenti per i propri popoli, efferate e incomprensibili, oggi hanno una chiave di lettura in più, una chiave di lettura che finalmente non ha bisogno di appellarsi all’intervento soprannaturale del Maligno. Agire sotto ricatto di un servizio segreto straniero spiega molte cose altrimenti inspiegabili.
Il secondo è una riflessione sullo straordinario tasso di marciume morale, di putredine interiore, di schietta depravazione che manifestamente alberga nella cerchia dei ‘ricchi e potenti’ del mondo occidentale. Mentre Hollywood rappresenta regolarmente i leader dei paesi ostili, extra-occidentali, come satrapi perversi e grotteschi, sembra plausibile che lo facciano perché proiettano cose che gli sono familiari.
E pensare che queste classi dirigenti occidentali da oltre tre decenni vanno in giro con i propri pretoriani a insegnare la morale e la civiltà al resto del mondo è qualcosa che farebbe ridere se non facesse ribrezzo».
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Alcuni di questi file confermano il fatto che anche la rovina finanziaria della Grecia, voluta dai banchieri tedeschi e da Mario Draghi, ha a che fare con queste situazioni, con tale mondo di sopraffazioni, di ricatti, di culto idolatrico del denaro.
Tra i clienti di Epstein ci sono segnatamente i presidenti degli Stati Uniti d’America degli ultimi 20 anni.
Perché tali documenti stiano emergendo in questi mesi, io non lo so. So però che questo abisso di perversione politica ed esistenziale mostra con chiarezza che i Paesi occidentali, in particolare quelli anglosassoni, NON hanno alcun diritto di intromettersi negli affari interni di altre nazioni, nella vita della Federazione Russa (compresa la guerra in Ucraina), della Cina, dell’Iran, dell’India, del Brasile, del Venezuela e di nessun altro Paese al mondo. Per quanto riguarda l’Unione Europea, essa è una struttura insieme complice e serva degli USA, del tutto immersa in tali efferate dinamiche.
Che gli Stati Uniti intervengano di continuo in tutte le parti del pianeta presentandosi come i buoni e i giusti è parte fondamentale dell’inganno di un occidente del quale non faccio assolutamente parte. Io sono un europeo e quindi non sono complice di questo occidente e delle sue perversioni.








I complottisti si stanno scatenando su Epstein: ma c’è molto di oscuro
di Daniele Luttazzi – Il Fatto Quotidiano
I complottisti stanno ruminando i 3 milioni di documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa, rigurgitando il bolo delle ipotesi più spericolate perché nelle email sono oscurati non solo i nomi delle vittime, ma pure i nomi dei colpevoli. Quei criminali sono ancora a piede libero, nonostante le denunce delle sopravvissute. In una email del 2020 l’avvocato di una di esse denuncia alle autorità che nella mansion di Epstein a New York un genitore affidatario, “Mike”, stuprava con complici, fra cui Epstein, la bambina che gli era stata affidata. Una foto oscurata immortala uno stupro di gruppo su quella povera bambina in età prepuberale: l’avvocato descrive la scena, un rituale sadico e violento. Il testo è raccapricciante (t.ly/s4x3b). I complottisti non sono da biasimare anche perché continuano a emergere stranezze e incongruenze nel materiale diffuso dal DoJ.
Per esempio, lo scorso luglio, volendo mettere a tacere le voci scettiche sul suicidio di Epstein (omicidio? finta morte con fuga?), il DoJ diede ai media un video di 11 ore ripreso da una telecamera di sorveglianza che inquadra un’area comune del Metropolitan Correctional Center di New York, la struttura dove era detenuto Epstein. Il filmato va dalle 19.30 del 9 agosto 2019 alle 6.30 del 10. “Chiunque fosse entrato nell’area in cui si trovava la cella di Epstein in quell’arco di tempo sarebbe stato ripreso dalla telecamera”, disse l’Fbi.
Nel video si vede l’androne che porta alla cella, e alle 19.49 e 20″ Epstein accompagnato in cella dalle guardie (t.ly/SqMaD, a 9’20″); alle 6.30 del 10 luglio, il momento in cui Epstein viene trovato morto in cella, una guardia corre a telefonare. Fra i due momenti non si vede nessun altro, a parte la guardia in servizio. Ma non si vede neppure la scala che a destra sale alla cella, né la porta che, sempre a destra, porta altrove: una guardia corrotta avrebbe potuto far entrare e uscire chiunque da quella porta. Qui la mappa in 3D dell’area comune e delle celle: t.ly/FxLha (i pallini gialli nel secondo rendering indicano il percorso non visibile dalla telecamera). Allora un curiosone (io) si è chiesto: “Esistono video di sorveglianza di quella mattina fatidica? Dopo le 6.30, cos’è successo?”- Purtroppo, nei 3 milioni di files rilasciati dal DoJ non c’è traccia dei video di sorveglianza del carcere di Epstein. O almeno così credevo. Invece ci sono eccome! Ma nascosti, insieme ad altri 3789 video mai visti, da link che terminano con .pdf.
Per esempio questo: http://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%208/EFTA00033220.pdf. Se lo cercate sul sito ufficiale del DoJ e ci cliccate sopra, compare una schermata con scritto “No Images Produced”. Ma se mettete sul browser lo stesso link cambiando .pdf con .mp4: apriti Sesamo! Il video diventa visibile! Va dalle 14 alle 15 del 9 luglio 2019. A questo punto, per vedere il video successivo, ho riscritto il link con 221 invece di 220. Sorpresa! Questo video parte dalle 17 del giorno dopo! Ovvero, il DoJ non ha diffuso proprio la parte interessante: il filmato della rimozione del cadavere di Epstein. Per giunta, sul pianerottolo c’è un paravento messo apposta per impedire la vista della scena che cercavo. Ci sono i video di ogni giorno, tranne quelli. Epstein era stato tradotto in carcere un mese prima, il 6 luglio. Il DoJ indica che entrò in cella alle 19.49. Nel filmato di quel giorno, a quell’ora, c’è movimento, arriva anche una donna in camice bianco che poi va verso l’ingresso a destra, ma Epstein non si vede: tutto accade nella parte cieca che dicevo (t.ly/HguDJ).
Delusi? Avete sempre i 3789 video mai visti. Cercandoli con la frase magica “No images produced”, arrivate qui: t.ly/Yr7P8. Basta metterli uno per uno nel browser cambiando .pdf con .mp4 e potrete vederli tutti e 3789. Ma attenti: è la tana del Bianconiglio!
Epstein e Trump
Daniele Luttazzi, Il Fatto Quotidiano, 13.2.2026
Epstein e Rockefeller
Daniele Luttazzi, Il Fatto Quotidiano, 12.2.2026
I file di Epstein
Daniele Luttazzi, Il Fatto Quotidiano, 11.2.2026
«La rete globale di Epstein è un gruppo di potenti al fianco degli israeliani»
Daniele Luttazzi, <em>Il Fatto Quotidiano</em>, 10.2.2026
Questa riflessione mi sembra saggia.
Le perverse oligarchie che governo da tempo l’occidente praticano molte strade per nascondere se stesse e l’indicibile della loro natura.
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Da un intervento di Andrea Zhok
11.2.2026
E qui ritorno alla vicenda Chomsky e a perché mi ha colpito.
Non per questioni di affezione personale: Chomsky era un liberal, con posizioni molto convenzionali sui soliti “villain” made in USA, ha preso posizioni stupide durante la pandemia, ecc. Non il mio eroe. L’unico suo libro nella mia biblioteca è di linguistica.
Ciò che qui mi colpisce è un elemento relativo alla dinamica reputazionale.
Chomsky appare come un idealista che lottava contro il sistema, e per quanto posso capire ci credeva fermamente. Scrive qualcosa come quaranta volumi di critica severa al sistema di potere americano – certo, critiche nella cornice della Costituzione americana, non è un rivoluzionario, e tuttavia. È percepito da due generazioni come una figura esemplare. Fa conferenze ovunque nel mondo sempre con un enorme seguito. E ciononostante non si arricchisce (è benestante, ma niente di più).
A 87 anni incontra Jeffrey Epstein.
A 95 anni ha un ictus che lo incapacita.
A 97 anni la sua reputazione viene distrutta perché consultando gli Epstein files emerge una frequentazione del medesimo, l’accettazione di favori (una facilitazione finanziaria, vacanze), una conversazione in cui cerca di confutare le idee razziste di Epstein, dialoghi privati in cui sembra credere all’innocenza di Epstein.
Ecco, come ho detto a me non interessa difendere Chomsky né nessun altro, ma una cosa non posso fare a meno di chiedermela. A qualcuno è chiaro in quale tunnel ci siamo messi?
Voglio dire: se uno può costruirsi una reputazione impeccabile e addirittura gloriosa agli occhi dell’opinione pubblica di tutto il mondo fino alla quarta età e questa può essere incenerita in una settimana da una frequentazione senile sbagliata, esattamente chi è al sicuro?
Chi può dirsi che investire nei valori tradizionali dell’onorabilità, della lealtà, della reputazione, affaticarsi nel perseguimento comune di un ideale abbia oggi senso?
Capite che cosa è in gioco?
Abbiamo costruito un mondo in cui puoi scannare il prossimo, massacrare popoli, buttare nella miseria regioni, stuprare, fare compravendita di organi, fare qualunque cosa e alla fine, se la tua cerchia di co-ricattati tiene a sufficienza, te la cavi con una menzione laterale, mantieni tutto il tuo potere, e in punto di morte puoi commissionare un regista glamour di farti un biopic lusinghiero, che farà dire allo spettatore: sì, era un po’ un figlio di puttana, ma un simpatico figlio di puttana, va là.
Dall’altra parte puoi dedicare la vita ad idee che ritieni giuste, discutere con tutti, non sottrarti mai, partecipare, firmare appelli, scrivere incessantemente, mantenere la coerenza anche in situazioni difficili, non accettare ricatti, non farti dettare le cose che dici dal potere, e alla fine se qualcuno mette in fila dieci episodi “inopportuni” in fase senile, questo è sufficiente a schifarti e buttare nell’inceneritore tutto quanto hai fatto.
Ecco, non so se è chiaro quale lezione sta arrivando alle nuove generazioni. Poi non stupitevi.
L’occidente è immondo perché tale è la sua informazione.
Da: GIÙ LE MASCHERE: I DOCUMENTI EPSTEIN RIVELANO IL CONTROLLO ISRAELIANO E LA RETE DELLE ÉLITE SATANICHE
Giubbe Rosse, 7.2.2026
«Chi può davvero giudicarli? Giudicarli significa giudicare l’intero Occidente moderno, giudicare l’élite occidentale e coloro che ora governano il mondo. […]
Ora sta emergendo un quadro chiaro: Israele ha utilizzato queste informazioni compromettenti per controllare la politica americana e, forse, quella mondiale. Questo cambia completamente tutte le percezioni e il campo di gioco. L’America si considerava sovrana e Israele solo un alleato in Medio Oriente, ma improvvisamente si scopre che è vero il contrario. È stato Israele a dirigere la politica americana, coordinando il processo di ricatto»
Fonte: https://giubberossenews.it/2026/02/07/giu-le-maschere-i-documenti-epstein-rivelano-il-controllo-israeliano-e-la-rete-delle-elite-sataniche/
Una analisi molto chiara e plausibile dell’abisso nel quale l’occidente è da tempo precipitato e che si racchiude nel nome di Epstein:
https://giubberossenews.it/2026/02/06/presidenti-pedofili-e-dossier-epstein/
Ancora documenti su Epstein e Netanyahu.
Epstein e la famiglia Rotschilds
Epstein e Netanyahu