Johann Sebastian Bach
Weihnachtsoratorium (Oratorio di Natale) BWV 248
Erster Teil – «Jauchzet, frohlocket, auf, preiset die Tage»
Qualcosa di stupefacente, come se l’umanità potesse una volta liberarsi dal proprio male e diventare essa stessa un inno, un canto, una pienezza. Diventare Πλήρωμα.
Il testo cantato in questo brano invita a oltrepassare ogni paura e a bandire ogni lamento per immergersi negli «herrlichen Chören», nei cori gloriosi.
«Jauchzet, frohlocket, auf, preiset die Tage,
rühmet, was heute der Höchste getan!
Lasset das Zagen, verbannet die Klage,
stimmet voll Jauchzen und Fröhlichkeit an!
Dienet dem Höchsten mit herrlichen Chören,
lasst uns den Namen des Herrschers verehren!»
Qualche anno fa – esattamente sette – avevo proposto l’ascolto di un altro brano dal’Oratorio di Natale BWV 248: l’aria Grosser Herr, o starker König. La pagina nella quale ne parlai si intitola La gioia.
L’immagine mostra la tomba di Johann Sebastian Bach a Leipzig ma questa entità superiore non è morta e non morirà fino a che la specie umana avrà respiro.
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I Barocchisti – direzione di Diego Fasoli – Coro della Radio Svizzera
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Akademie für Alte Musik Berlin – direzione di Peter Dijkstra – Chor des Bayerischen Rundfunks






Esistono persone capaci di raggiungere livelli di comprensione e di fusione con un “oggetto” artistico, che sanno vivere a fondo e intensamente una esperienza di contatto e di empatia con l’arte; persone che ammiro perché hanno una innata vocazione a questa esperienza totalizzante. Fa parte del loro corredo personale, è una forma di sapienza istintiva, trascinante che penetra l’emotivo, l’intellettivo, il mentale e che regala il potere arcano della grande emozione artistica. La musica poi, è uno degli incontri più profondi, più misteriosi, più passionali, più avvolgenti.