Ivan Illich: nemesi e dismisura
in Dialoghi Mediterranei
n. 77, Gennaio-Febbraio 2026
pagine 262-268
Indice
– Dismisura
– Nemesi medica
– La vita, la morte
– Esistenza e simbolo: Fachinelli, Baudrillard, Illich
Anche per ricordare e celebrare i cento anni dalla nascita, il primo numero 2026 di Dialoghi Mediterranei ha dedicato una sezione a Ivan Illich, filosofo poliedrico, libero, critico, come dovrebbe essere un vero intellettuale sempre, e particolarmente nei tempi autoritari nei quali viviamo. Si tratta di osservare il presente e in esso cercare di intravedere il futuro. È anche questo il difficile e necessario lavoro dei filosofi. Ed è ciò che Ivan Illich ha saputo fare su una varietà di tematiche riguardanti la vita umana individuale e collettiva: la scuola, i trasporti, l’ambiente, i sessi. E soprattutto la medicina.
Leggere oggi Nemesi medica (pubblicato nel 1976) significa disvelare sotto una luce radente e profonda le radici, le manifestazioni e soprattutto il significato dell’epistemologia che fa da fondamento alle pratiche mediche e alle opzioni che guidano le politiche sanitarie:
«Quando tutta una società si organizza in funzione di una caccia preventiva alle malattie, la diagnosi assume allora i caratteri di una epidemia. Questo strumento tronfio della cultura terapeutica tramuta l’indipendenza della normale persona sana in una forma intollerabile di devianza. […] L’individuo è subordinato alle superiori ‘esigenze’ del tutto, le misure preventive diventano obbligatorie, e il diritto del paziente a negare il consenso alla propria cura si vanifica allorché il medico sostiene ch’egli deve sottoporsi alla diagnosi non potendo la società permettersi il peso d’interventi curativi che sarebbero ancora più costosi».
Ho cercato di porre in relazione un pensare così acuto con le analoghe tesi di Elvio Fachinelli e Jean Baudrillard. E con il presente. Lo sguardo di Illich sulla reificazione dell’umano è uno degli strumenti più potenti che possediamo per resistere alla barbarie. E sconfiggerla.






Articolo ottimamente sviluppato su temi di forte coinvolgimento. Condivido il tuo frequente richiamo al pensiero e alle formulazioni critiche di autori che hanno mostrato indubbio coraggio intellettuale e feconda originalità.
Giusta la tua decisione di proporre in modo ricorrente riflessioni, approfondimenti, confronti su questioni che smascherano l’ipocrisia della nostra società e le false e ingannevoli illusioni sui poteri oramai illimitati dell’uomo contemporaneo pienamente padrone del suo destino.