Come sempre accade nella storiografia e nella scienza politica, se si indaga un poco più a fondo rispetto alle tesi dominanti si fa chiara la complessità delle vicende dei popoli e delle idee.
Pochi ad esempio sanno che il III Reich collaborò con alcune associazioni e movimenti ebraici che ne condividevano le tesi imperialiste e che sostenevano la necessità di riappropriarsi della Terra promessa per fondarvi appunto un impero. Anche questa prospettiva era infatti favorevole alla soluzione della ‘questione ebraica’, vale a dire all’espulsione degli ebrei dalla Germania.
La rivista Giubbe Rosse ha tradotto un breve articolo di Thierry Meyssan che documenta tali legami e le loro ragioni. Al di là del giudizio che se ne può dare, mi sembra che questo testo indichi in ogni caso alcuni elementi di affinità tra l’imperialismo germanico e quello dell’attuale Stato di Israele.
Società e Stato i quali si fondano su un razzismo pervasivo in quanto di carattere e natura religiosi. Come si vede dall’immagine di apertura, ritenersi il Popolo Eletto da Dio pone al di fuori di ogni norma sia etica sia giuridica, fuori dal diritto internazionale e dalle sue regole.
Gli effetti di una simile aberrazione sono da alcuni anni sotto gli occhi del mondo, che non muove un dito per evitarli e anzi l’Occidente anglosassone collabora (con armi, finanziamenti, sostegno politico) al genocidio del popolo palestinese e al massacro dei suoi membri. Massacro che alcune immagini qui sotto documentano in modo evidente e, certo, insostenibile.
La foto del medico che asporta organi dai corpi dei palestinesi mi ha ricordato un dramma di Friedrich Dürrenmatt dedicato a un medico nazista che operava nei Lager. Il titolo di questo dramma è Il sospetto.
- Netanyahu e il Nazismo
Giubbe Rosse, 23 settembre 2025 - Versione in pdf








L’articolo pubblicato su Giubbe Rosse racconta vicende che, in linea generale, posso ritenere verosimili anche se, fino ad ora, non ho mai letto nulla sugli Ebrei Revisionisti, su Jabotinsky e sugli accordi e relazioni da essi intrattenuti con elementi di spicco del regime nazionalsocialista. E’ indubbio comunque che nell’ebraismo sia tuttora presente una corrente di pensiero politico-religioso che punta alla realizzazione del Grande Israele in cui (ri)prenda forma l’egemonia del “popolo eletto”. In questo senso può essere credibile quanto sostenuto nell’ articolo da Terry Meyssan sulla intesa degli “ebrei revisionisti” con il nazismo.