Auditorium – Milano, 12/14 dicembre 2025
Messiah
(HWV 56; 1742)
di Georg Friedrich Händel
Giulia Semenzato, soprano
Gaia Petrone mezzosoprano
Jorge Navarro Colorado, tenore
Fabrizio Beggi, basso
Massimo Fiocchi Malaspina, Maestro del Coro
Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano
Fabio Biondi, Direttore
Non un dio sofferente, se non il minimo indispensabile, ma un Messia vincitore. Non la croce ma la gloria. Questo è il Messiah potente e barocco di Händel. Non soltanto il celeberrimo Hallelujah! ma ogni brano di questo oratorio possiede l’energia di chi è certo della propria vittoria sul dolore e sul non senso.
La musica, che naturalmente qui è tutto, disegna un affresco sonoro di eleganza ed euforia nel quale le voci dei solisti e del coro vengono accompagnate in gran parte dagli archi. Ma quando, verso la fine dell’opera, compaiono anche i fiati, le trombe, le percussioni, i timpani, allora la gloria diventa sensibile, udibile, visibile.
La potenza delle voci che si sono esibite in questa esecuzione milanese è stata accompagnata dalla sapienza orchestrale del direttore Biondi, uno specialista del Barocco.
Sul web si trovano alcuni video di altre esecuzioni del Messiah dirette da Biondi; basta una veloce ricerca per aprirli.
Intanto consiglio qui due brani su Spotify:
-dalla prima parte For unto us a Child is born (direttore Karl Richter)
«For unto us a Child is born, unto us a Son is given; and the Government shall be upon his Shoulder, and his Name shall be called Wonderful, Counsellor, The Mighty God, The Everlasting Father, The Prince of Peace!»
-dalla terza parte Worthy is the Lamb (direttore William Christie)
«Worthy is the Lamb that was slain, and hath redeemed us to God by His Blood, to receive Power, and Riches, and Wisdom, and Strength, and Honour, and Glory, and Blessing. Blessing and Honour, Glory and Pow’r be unto Himn that sitteth upon the Throne, and unto the Lamb, for ever and ever».
Ma soprattutto consiglio, se e quando se ne presenterà l’occasione, di ascoltare questo capolavoro dal vivo. Nessuna registrazione può infatti restituire la forza di Händel: due ore e trenta di musica felice confermano che un dio non può morire, può soltanto trionfare, se è un dio.
[In apertura la Resurrezione di Piero della Francesca (1463-65) Borgo San Sepolcro, Pinacoteca comunale]






