Eugenio Mazzarella torna a Catania per parlarci della sua prossima raccolta di poesie, della potenza della parola, dell’iniquità dell’occidente. Per parlarci dunque di una filosofia immersa nel presente, radicata nel sempre, necessaria per chi cerca di vivere libero. Gli eventi sono due, entrambi previsti per martedì 2 dicembre 2025. Uno al mattino e l’altro al pomeriggio.
«La perdita di consenso delle élite di sinistra addomesticate o addomesticatesi in proprio al regime oligarchico plutocratico occidentale in cui vivono (il loro cedimento al liberismo, con non pochi vantaggi di ‘servizio’). La loro scelta, nell’incapacità di rispondere ai bisogni, di proteggere, anziché i bisogni, i desideri sempre più ristretti ai diritti civili della sfera privata, per i quali non c’è nessuna faticosa redistribuzione economica da governare, ma solo una legislazione di favore da implementare, le ha definitivamente affossate nella loro credibilità a tutelare il ritorno di bisogni primari in vaste fasce della popolazione. […]
In sostanza, la guerra in Ucraina è stata ed è di fatto una guerra contro l’Europa, contro un’Europa che rischiava di diventare troppo larga, dall’Atlantico agli Urali. Il dramma per gli europei atlantici è che è stata fatta con il consenso dei loro governi. Quello che si capisce meno, o forse si capisce troppo, è perché l’Europa si sia prestata a un suicidio assistito. […]
Malafede parolaia delle cancellerie europee e del governo americano davanti all’abnorme catastrofe umanitaria, politica e morale, dalle prospettive incerte e angoscianti, che si sta da un anno e più consumando in Palestina per una scelta strategica di Israele di Netanyahu, con grande seguito purtroppo nella società israeliana. Una catastrofe che è anche sempre più una catastrofe dei presunti valori occidentali. […]
Sulla scena delle democrazie sono giunte a maturazione le condizioni per una demokratura digitale compiuta»
Eugenio Mazzarella, Contro l’Occidente. Trascendenza e politica, Castelvecchi 2025


Il ritorno di Eugenio Mazzarella a Catania avviene nel duplice segno della riproposizione della sua riflessione, fortemente critica, sul presente nazionale ed internazionale e della tensione etico-politica che lo anima. La breve estrapolazione dalla sua ultima e recentissima opera che tu hai presentato, fa comprendere bene la curvatura attuale del suo pensiero e del suo disinganno che si manifestano con una notevole carica polemica. Sarà quindi un ritorno molto coinvolgente da cui ricavare ulteriori conferme e ragioni del disagio suo e nostro per il tempo presente.