Londra al termine della notte
in Dialoghi Mediterranei
n. 76, Novembre-Dicembre 2025
pagine 50-61
Indice
– Au bout de la nuit
– Il viaggio, l’Europa
– La guerra
– Londra, la potenza
In questo saggio ho cercato di percorrere l’itinerario di Céline dentro l’umano, la storia, le passioni, l’orrore. Dentro il suicidio dell’Europa, dentro la follia e la lucidità, dentro una lingua plebea sino al turpiloquio e raffinata come soltanto quella di Proust sa essere, una lingua feroce e dolente.
Ferdinand Bardamu, Louis-Ferdinand Destouches, Céline, sono i nomi reali e inventati di chi ha scritto i libri che in questo testo ho cercato di raccontare e ne ha vissuto le vicende. Ma sono nomi che non contano rispetto alla potenza della scrittura, alla lancinante verità antropologica e storica che tali opere manifestano. Céline desiderava liberarsi dal soggetto della narrazione come se ne sono liberati i pittori, «ho tentato la stessa avventura». I pittori. Il riferimento non è certo casuale. Le pagine, tutte le pagine di questo scrittore fanno vedere l’orrore e il comico intrecciati e inestricabili. Come se Bosch, Bruegel e Grosz avessero dipinto insieme un affresco. L’intera opera di Céline è questo affresco.
Céline è uno degli scrittori più grandi di ogni tempo, uno degli uomini più liberi, uno degli europei più autentici.
