La vita va così
di Riccardo Milani
Italia, 2025
Con: Giuseppe Ignazio Loi (Efisio Mulas), Virginia Raffaele (Francesca Mulas), Diego Abatantuono (Giacomo, il presidente), Aldo Baglio (Mariano), Geppi Cucciari (Giovanna)
Trailer del film

Una delle più grandi società immobiliari italiane costruisce dappertutto, specialmente nei luoghi più belli e incontaminati, come le montagne e le spiagge. Costruisce resort di lusso, rigorosamente ecosostenibili; i suoi dirigenti utilizzano soltanto auto elettriche e in ogni progetto e documento compaiono di continuo le parole green, ecologia, ambiente. Nel 1999 – la vicenda infatti è realmente accaduta – tale società presenta un progetto di edificazione in una splendida area marina nel sud della Sardegna. Gli abitanti della zona sono entusiasti poiché intravvedono possibilità di lavoro, gli amministratori ne colgono anche altri vantaggi, tutti vendono i loro terreni in prossimità delle spiagge.
Tutti tranne uno, Efisio Mulas, un pastore che da sempre abita nella sua fattoria, a poche centinaia di metri dal mare, conduce le sue vacche al pascolo, è una cosa sola con la terra, con le radici, con ciò che in tedesco viene definito Heimat (patria/genitrice della vita e della comunità umana) e Umwelt (mondo/ambiente che dà senso a chi lo abita).
Per superare l’ostacolo rappresentato dal rifiuto di Mulas, la società immobiliare aumenta progressivamente l’offerta che da 150 milioni di lire perviene a milioni di euro. Ma Efisio non accetta nessuna offerta, affermando che la sua casa «non ha prezzo». L’intero paese di Bellesamanna gli va contro, lo accusa di testardaggine ed egoismo. Il sindaco e il maresciallo dei carabinieri arrivano quasi a minacciarlo. Si muove persino il vescovo per pregarlo di tenere conto degli interessi dei fratelli. Il no di Mulas è però definitivo. Dopo le prime incertezze anche la figlia Francesca è d’accordo con lui, lo protegge, lo difende.
L’impresa inizia comunque i lavori tutto intorno alla fattoria di Efisio. Quando occupa la stradina che dalle stalle porta al mare, Mulas sporge denuncia. Da Milano si muove il megapresidente in persona, il quale comprende però che il clima è cambiato, che qualcuno parla di Efisio come di un eroe che sta difendendo la Sardegna, il suo patrimonio che è di tutti, la sua identità.
Il film di Milani racconta questa vicenda in una chiave lieve e da commedia, senza però nascondere il suo significato paradigmatico e tragico. Mulas sostiene che i milanesi porteranno ricchezza soltanto a se stessi, che il diritto di mantenere le proprie radici e l’identità è un diritto sacro, che la spiaggia e il mare sono di tutti. E infatti le due scene di chiusura del film, successive alla sentenza relativa alla denuncia presentata dal pastore, raccontano la spiaggia abitata dagli autoctoni mentre si godono il mare e gli attori nella piazza di Bellesamanna mentre danzano antiche melodie.

Come accennato, la vicenda è realmente accaduta. Il suo protagonista si chiama Ovidio Marras (lo si vede nell’immagine di apertura accanto alla locandina del film), morto nel gennaio del 2024 a 93 anni, a Teulada, appunto nel sudovest della Sardegna, proprietario di un terreno nella magnifica zona di Capo Malfatano. A disturbarne e a colpirne l’esistenza fu la società immobiliare Sitas s.r.l. La sua battaglia si concluse nel 2016. Ciò che venne costruito intorno al suo podere è in condizione di degrado ed è stato messo all’asta.
La Società Sitas aveva tra i propri azionisti il gruppo Benetton e la banca Montepaschi di Siena, entrambi vicini alla ‘sinistra ambientalista’, Società oggi dichiarata fallita.
Quando, nel 2018, il Movimento 5 Stelle si presentava come difensore dei diritti dei cittadini (anche questo Movimento è stato dichiarato fallito dai suoi dirigenti, con a capo Giuseppe Conte), il candidato 5S alla presidenza della Regione Sardegna pronunciava queste parole: «C’è chi non ha paura di sfidare i poteri forti, quelli a cui i partiti che hanno sempre governato lo Stato si sono sempre piegati, socializzando le perdite e regalando altissimi profitti ai privati. Non è un eroe, è un cittadino comune, come noi. Un cittadino coraggioso, che pur di far valere i propri diritti non ha avuto paura di sfidare colossi come Benetton e Caltagirone: si chiama Ovidio Marras, è un pastore di 88 anni che vive e lavora nella costa di Teulada. Mi piacerebbe poterlo incontrare per ringraziarlo personalmente».
Ovidio Marras portò a evidenza, e incredibilmente a sconfitta, il nodo di interessi tra le grandi società immobiliari e le forze politiche (tutte le forze politiche), il loro talento nell’utilizzare il bisogno di lavoro come strumento di ricatto, la loro capacità di dividere i cittadini e dunque di vincere. Marras aiutò a comprendere che cosa davvero sia l’ambientalismo degli Attila, l’ecologia dei Vandali.

Un pensiero su “Ovidio Marras”
  1. Ottimo racconto-recensione su un antieroe del nostro tempo: Efisio Mulas/ Ovidio Marras. La strenua difesa della sua baia sul mare, circondata dalla muraglia innalzata dalla diabolica prepotenza degli “immobiliaristi” di turno, è un capitolo della storia del territorio e delle città del nostro paese che raramente hanno potuto contare sulla inflessibile ostinazione di antieroi che, come Efisio/Ovidio, attingono la forza del loro “no” dalla potenza misteriosa delle energie cosmiche.

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