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António Guterres è il Segretario Generale delle Nazioni Unite (ONU). Questa sua dichiarazione è del 17 maggio 2025: «La situazione dei palestinesi a Gaza è al di là di ogni descrizione, al di là di ogni atrocità, oltre ogni disumanità. Una scelta politica che assedia e che affama è una parodia del diritto internazionale. Il blocco degli aiuti umanitari deve finire subito. Questo è il momento di fare chiarezza morale ed è il momento di agire».
Tutto molto chiaro. La verità è che nella storia contemporanea Israele è l’unico Stato al quale è permesso di sostenere politicamente e di praticare militarmente il razzismo, il suprematismo, il genocidio, con la benevola e fattiva complicità dell’Occidente anglosassone.
La distruzione di Gaza, la violenza dei coloni ebrei in Cisgiordania, lo sterminio del popolo palestinese, segnano anche la fine acclarata di ogni pretesa dell’Occidente di costituire una cultura e una civiltà democratica, inclusiva, egualitaria, di essere un paradigma e un modello per l’intera umanità.
Si tratta di una menzogna non più sostenibile. L’Occidente non ha nulla di più nobile della Russia, della Cina, dell’Iran e di nessun’altra struttura geopolitica contemporanea. Anzi, ha molto di peggio. Ogni pretesa di superiorità della civiltà anglosassone (USA e Regno Unito) e degli staterelli che vi ruotano intorno, Italia compresa, è del tutto ingiustificata  La complicità con lo Stato terrorista e criminale di Israele lo dimostra.

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Parole coraggiose da parte di un testimone, di un pastore che vive tra la sua gente, cristiani di etnia palestinese che vivono in Israele e nel Vicino Oriente. Ho avuto modo di incontrare Pizzaballa a Gerusalemme un paio di anni fa. Un cardinale di notevole forza ecumenica, consapevole della difficile situazione dei palestinesi arabi nei territori controllati da Israele.

Si, condivido i tre parametri che indichi nel tuo intervento sull’ Occidente in rapporto al genocidio in corso a Gaza. 1) la eccezionale, infernale “unicità” di Israele nel condurre, senza alcun intervento di contrasto o di limitazione, la sua politica di sterminio; 2) La fine del modello occidentale di tolleranza e di “universalismo”; 3) il declino della presunta “superiorità” morale e politica di una Europa impegnata a isolare la Russia e a sostenere una aggressiva espansione ad est.
Dentro di me, il mio “panorama” interiore, è profondamente angosciato dalle “abissalità” del Male. Ne avverto la potenza invincibile, l’implacabile ferocia, la continua violenza, la caparbia brutalità con cui colpisce. Una ferocia che lascia sgomenti, che riduce l’umano a polvere che il vento disperde. Gaza è uno dei tanti luoghi della nostra contemporaneità in cui l’uomo viene calpestato, ridotto a disperato istinto di sopravvivenza, a cieca autoconservazione. Luogo di feroce violenza senza alcun segno di pietà.

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