Su invito della Prof.ssa Sara Lo Faro e delle colleghe di filosofia del Liceo Classico Bonaventura Secusio di Caltagirone, giovedì 20 marzo 2025 alle 11.00 terrò un incontro con gli studenti sul tema del tempo.
Il tempo è un enigma, ma è un limpido enigma. Il tempo è numero ed è anche durata; è interiorità ed è corpo; è convenzione ed è storia; è una struttura sociale ed è una potenza metafisica. Il tempo è unitario e molteplice.
Il tempo è una danza delle stelle, «χορείας δὲ τούτων αὐτῶν καὶ παραβολὰς ἀλλήλων» (Platone, Timeo, 40c) ed è un’apertura al futuro che sul fondamento di quanto è accaduto genera il presente.
Come Aristotele afferma dell’essere, anche il tempo si dice dunque in molti modi, πολλαχῶς.








Nel Liceo di Caltagirone dove ho avuto il piacere lo scorso mese di marzo di tenere una lezione è accaduto un fatto gravissimo. Il 26 settembre alcune professoresse sono state fermate e denunciate perché durante un’assemblea di docenti hanno parlato della Palestina. Sono arrivati tre uomini in borghese che le hanno portate in commissariato e non le hanno rilasciate fino a che non sono arrivati i loro avvocati.
È un fatto inaudito, è una conferma che nell’Unione Europea la democrazia è ormai dissolta, sostituita dall’arbitrio e dalla violenza delle autorità, le quali impediscono ai cittadini di esprimere le loro opinioni. La critica politica e culturale è diventata un reato, come accade in una dittatura.
Persone educate e attente. Alcune di loro hanno posto delle domande complesse, coerenti e puntuali. Avevano letto vari miei testi, guidati dalle loro docenti.
Posso dunque dire che le colleghe e gli studenti del Liceo Secusio di Caltagirone costituiscono una prova che, se i professori vogliono, la scuola può ancora essere scuola.
Un incontro per me veramente proficuo, del quale ringrazio chi lo ha voluto, organizzato, reso un momento di autentico confronto filosofico.
Auguri per l’incontro con gli studenti di Caltagirone. Vedrai cheti capiranno benissimo. Porti a loro proprio quello che a loro manca da sempre: un parlare chiaro e difficile, uno stimolo ad affrontare quelle difficoltà che la scuola attuale fa a loro evitare trasformando il fascino del difficile e dell’impensabile nel suo opposto ovvero la quotidiana banalizzazione del non pensiero che ha trasformato le aule scolastiche in luoghi di demenza precoce.
La tua fiducia è un augurio, caro Michele, che accolgo come auspicio. Grazie 🙂