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Obama

Nel suo blog su Repubblica Alexander Stille parla di Una non-notizia importante: il mancato adeguamento della tassazione degli enormi profitti ottenuti dai «manager dei venticinque hedge funds di maggiore successo», i quali «hanno guadagnato un totale di 14 miliardi di dollari (circa 11 miliardi di euro), cioè più del PIL di un paese piccolo ma benestante come l’Islanda. Quindi quasi tutti i manager di questo gruppo hanno guadagnato oltre mille milioni di euro in un anno e hanno pagato meno della metà del normale livello di tassazione!»
Anche questo è la democrazia statunitense (oltre che fucili, stragi e fanatismo). E Barack Obama conferma di essere ciò che ho pensato di lui sin dall’inizio: un po’ di cosmetico su un volto disfatto, un uomo di paglia messo lì per ridare credito agli USA dopo i catastrofici otto anni di Bush figlio. L’assegnazione del Nobel per la pace a un politico che continua a finanziare due guerre illegittime e feroci è stata una decisione semplicemente grottesca.

12 commenti

  • agbiuso

    Luglio 7, 2016

    Elezioni Usa 2016: Hillary Clinton, ovvero il secondo maquillage
    di Giulietto Chiesa – il Fatto Quotidiano – 7 luglio 2016

    Sarà la seconda più grande operazione di maquillage collettivo mai vista nella storia delle cosiddette democrazie moderne. La prima fu con il presidente nero, il primo in assoluto, naturalmente in America. Fu un esperimento di successo, funzionò. Nella società dello spettacolo è una trovata quella che decide, una battuta, un sorriso, un colore: appunto in quel caso il nero.

    Bisognava spazzare via l’idea di un presidente imbelle, pasticcione, che diceva di parlare con Dio ogni mattina, e che fece guerre sanguinose, perdendole tutte ma issandosi con la bandiera sopra cataste di cadaveri. Sulla bandiera c’era scritto “mission accomplished”. Quale missione avesse compiuto lo vediamo adesso, dopo otto anni di un presidente nero e talmente pacifista da avere conquistato il Nobel per la Pace prima di patrocinare altre due guerre non meno sanguinose di quelle del suo predecessore bianco.

    Questa volta, mentre l’Impero è combattuto all’interno tra fazioni opposte, occorreva (così hanno pensato le fazioni attualmente dominanti) un altro maquillage che nascondesse le rughe. Ci voleva un’altra “trovata”, un’altra “prima” mondiale. Dopo il primo presidente nero, la prima presidente donna. Naturalmente prima in America. Sappiamo che il mondo è pieno di presidenti neri, ma quello americano fu speciale. Sappiamo che il mondo è stato pieno di presidenti donne. Ma quella americana sarà ovviamente ultra speciale. Sarà lei che ci farà dimenticare, per qualche minuto, i rumori della guerra al terrorismo e della guerra tout court.

    Appena prima di cominciare le “sue guerre”, e appena dopo avere messo in cantina, o riutilizzato, quelle del predecessore pacifista. Così, presumo, andrà a finire la campagna elettorale presidenziale del 2016. C’era stato qualcuno, anche tra i liberal europei, a sperare per qualche settimana che la spuntasse il socialista Bernie Sanders. Ma era un’illusione. I liberals, europei e americani, non hanno capito che lui non sarebbe stato un maquillage. Neanche lui l’ha capito e si è incaponito. Gli restava la speranza che il mailgate avrebbe affondato la signora Clinton. Ha sottovalutato la potenza dell’élite che comanda. Cosa volete che ci voglia a convocare un magistrato inquirente e spiegargli in modo felpato che l’interesse dell’America non può essere messo in discussione? E non c’è niente di più patriottico della Corte Suprema, della Cia e dell’Fbi. Così, i beneducati americani chiamati a giudicare Hillary, hanno concluso, molto prevedibilmente, che la futura presidentessa dell’Impero, sebbene un po’ sbadata, non ha messo in pericolo la sicurezza dello Stato. Cioè le hanno dato il via libera per l’elezione.

    Dunque sarebbe bastato rileggere o leggere “Impero” del defunto Gore Vidal per capire che l’esito era già segnato. In primo luogo perché l’Impero non potrà mai, neppure negli anni che gli restano, eleggere un presidente socialista, nemmeno un presidente socialista come Sanders. Impero e qualsiasi forma di socialismo sono antonimi. L’Impero ha cancellato quella parola dal vocabolario. E l’ha rimessa in pista solo per indicare i “social”, cioè i suoi motori di ricerca. Dunque che c’entrava Sanders con l’America? Niente. Infatti l’hanno tolto di mezzo.

    Metaforicamente. Adesso resta da vedere se Donald Trump riuscirà nell’intento di resisterLe. La battaglia è aperta. E chiuderla non sarà possibile neanche con l’endorsement di Barack Obama, che è corso finalmente in soccorso del boccheggiante Partito Democratico. L’elettorato profondo, in tutti i sensi, di Trump ignora la tecnologia elettorale. Ne è stato la prima vittima per due secoli. Potrebbe venirgli voglia di dire la sua. E allora potremmo trovarci di fronte un’America inedita. Non è detto che ci piacerà, ma peggiore di quella che si delinea dopo il secondo maquillage, certo non sarà.

  • aurora

    Giugno 3, 2012

    La tragedia rappresentata dal saper leggere e scrivere e l’incertezza che colpisce nel decidere su chi ha ragione e chi ha torto, Macchiavelli ha risolto con “Il fine giustifica i mezzi”,c’è anche chi smette di indignarsi e di conseguenza gioire,la televisione aiuta con un bel film intelligente Ninotchka, è un film del 1939 diretto da Ernst Lubitsch, si ride molto e si dimentica. Una volta ero innamorata di Lucio Magri, poi ho letto” Il suicidio assistito di Lucio Magri” e l’intervista rilasciata da “Marta Marzotto,che spiega molto bene sulla bellezza di Lucio,una bellezza vuota,e i compagni del manifesto che gli hanno tenuto sempre bordone in silenzio,certo che la Marzotto in quanto a dirittura morale non gli è da meno, insomma chi ha ragione e chi ha torto? Siamo d’accordo il più pulito ha la rogna

  • agbiuso

    Giugno 2, 2012

    I sovrani dell’Ancien Régime si limitavano a firmare delle Lettres de cachet, ordini arbitrari di incarcerazione di qualsiasi cittadino.
    Il democratico e progressista Barack Obama firma ogni settimana una Kill List, ordini di assassinio di chiunque nel mondo. Senza alcun processo ma eliminandolo, semplicemente.
    Un diritto planetario di vita e di morte nel pieno del XXI secolo.
    Credo che mai il “Nobel per la pace” sia stato portato sino a questo punto nel fango.

  • aurora

    Settembre 4, 2011

    la tentazione di un atteggiamento manicheo in tutte le situazioni è forte Obama è tutto bianco pur essendo nero di pelle, Putin è tutto nero,non sono un’appassionata di politica,non so contrapporre in alternativa altre decisioni più proficue per il genere umano,sono vecchia,da quando sono al mondo ho vissuto le guerre,anche quelle degli altri popoli, con molta sofferenza,esiste un rimedio a questo stato di cose ?

  • agbiuso

    Settembre 4, 2011

    Nel suo consueto discorso domenicale su Repubblica anche Eugenio Scalfari riconosce il declino di Barack Obama:

    “La vera preoccupazione delle Autorità europee riguarda la credibilità del governo e la sfiducia dei mercati nel debito sovrano italiano. Quella sfiducia è alimentata da vari elementi. Il primo proviene dalla contrazione economica americana e dall’evidente declino politico del presidente Obama”.

    Gli amici che frequentano questo spazio mi perdoneranno se ricordo che quando Obama venne eletto espressi subito -pur nel tripudio generale- il mio più completo scetticismo verso le speranze/certezze di giustizia e di pace che questo personaggio suscitava.
    Pensare che il colore della pelle di un uomo abbia a che fare con le sue qualità politiche e umane è, semplicemente, razzismo. Che tale colore generi disprezzo oppure scateni delle lodi, non cambia la sostanza della cosa.

  • agbiuso

    Maggio 4, 2011

    Barack Obama ha deciso che gli USA non diffonderanno le foto dell’assassinio di Osama Bin Laden. Il capo della Cia afferma: “Né io, né Obama abbiamo visto l’uccisione in diretta”. I capi dell’Impero non sanno neppure gestire le loro menzogne e meritano l’ironia della Rete:

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    Amministrazione USA e il mistero della quinta sparizione: dopo l’aereo sul pentagono e quello scomparso in pensilvania, le armi di distruzione di massa di saddam, i bombardamenti di gheddafi sulle manifestazioni di tripoli, il corpo di bin laden

    bush li fa, obama li accoppa

    mamma mia, se la gente si beve anche questa …

    la vera notizia: scongelato il cadavere di osama

    Osama sepolto in mare secondo tradizione “Islamica”: magari anche avvolto in pelle di maiale e con una bottiglia di whisky

    Osama sim salabin: uccidere un morto è possibile

    dalla Storia : “Vile, tu uccidi un uomo morto”

    da Totò: “Hai notato che muoiono sempre gli stessi ?”

    Morto osama , rinasce obama

    Bin laden è morto davvero: l’ha confermato lui stesso

    Corso di photoshop per Obama; falsa anche la seconda foto

    Non ci fanno vedere le foto perché più raccapriccianti di quelle di Abu Graib

    Il corpo di bin laden: USA e getta

    Epoca di riesumazione di cadaveri: Papa Woitjla, Bin Laden

    La realtà non è una illusione, è una barzelletta

    La foto di Obama e del suo staff che seguono l’operazione in diretta (in realtà stanno guardando noi): le loro espressioni dicono “Ci crederanno anche questa volta?”

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  • agbiuso

    Maggio 3, 2011

    Mi dispiace che gli eventi confermino quello che penso di Obama, un volgare assassino come molti dei suoi predecessori. Beppe Grillo lo paragona giustamente a Terminator, una macchina che “finisce” i suoi nemici. Nel caso di Osama si è trattato anche di un ex amico, che gli USA hanno ampiamente finanziato e sostenuto quando “il terrorista cattivissimo” combatteva contro la presenza sovietica in Afghanistan.
    Perdere la memoria storica è l’inizio della barbarie, davvero.

  • aurora

    Gennaio 31, 2011

    il neo liberismo di oggi non è diverso dal liberismo di Luigi Einaudi,del 1922,c’è chi sta sopra e chi sta sotto.Obama mi è simpatico perchè per arrivare ha sudato molto.I Bianchi Americani hanno accumulato un sacco di colpe nei confronti dei neri,Nelle nostre chiacchiere salottiere siamo certamente contro tutte le guerre anche se sappiamo che c’è l’industria delle armi che prospera anche in Italia
    cordiali saluti 31/1/2011

  • Biuso

    Gennaio 31, 2011

    Nel numero 6, Gennaio-Febbraio 2011 di Alfabeta2 Andrea Inglese illustra molto bene i dati e il senso della “guerra civile tra una cerchia ristretta di ricchi e una base sempre più ampia di poveri” che caratterizza la vita economica e sociale degli Stati Uniti e, per conseguenza, anche e sempre più dell’Europa.
    Le amministrazioni Bush e Obama hanno speso “700 miliardi di dollari (500 miliardi di euro) per sanare le maggiori istituzioni finanziarie (private) del paese, come banche d’affari, casse di risparmio, assicurazioni. (Da allora a oggi, i costi del risanamento finanziario sono lievitati vertiginosamente)”.
    La ragione di questa catastrofe sta nell’invenzione dei subprime da parte di “geni della finanza [che] hanno deciso di costruire titoli ad altissimo rendimento, basati su un onirico sistema di frazionamento e ricompattamento di milioni di mutui a rischio, concessi a delle famiglie di provata insolvibilità […] Un osceno banchetto di speculatori ricchissimi sulla pelle delle persone più povere e meno scolarizzate del paese. Legioni di famiglie costrette a rifinanziare due o tre volte il proprio mutuo, ossia a riacquistare a un prezzo sempre maggiore la propria abitazione. In concreto, i tassi elevatissimi -intorno al 16%- dei mutui per famiglie senza reddito fisso costituivano il rendimento di titoli inseriti nei portafogli di investitori statunitensi e di altri paesi, permettendo così a tutta la catena d’intermediazione immobiliare e bancaria di ingrassare con commissioni sempre più laute”.
    Ecco da quale famelica avidità di classe nasce la gravissima situazione economica anche dell’Italia: gli stipendi pubblici bloccati, la tassazione che -nonostante le menzognere dichiarazioni del governo e del suo capo- non è mai stata così alta, la chiusura di molte aziende, i costi elevati dei servizi. Si toglie ai poveri per dare ai ricchi.

  • aurora

    Gennaio 15, 2011

    é vero gli americani sono rimasti guerrafondai,i russi non sono diversiaspirare ad un mondo pacifico è umano,che ciò sia demagogia è altrettanto umano

  • Giuliano Fleri

    Gennaio 14, 2011

    E’ naturale in una società costruita su questo tipo di economia, che le speranze in “stile” Obama non sono altro che vacue operazioni propagandistiche degli uomini dietro le quinte (che non sono mostri che vivono nei sotterranei, molto più semplicemente sono i padroni delle aziende energetiche e i banchieri). Fino a che non riusciremo a capire che il neo-liberismo made in USA coincide con le guerre, la disuguaglianza e la mortificazione della creatività umana, fino a quel momento sono “cazzi amari”

  • aurora

    Gennaio 11, 2011

    sono vecchia e stanca,non mi stupisco più di niente,le differenze fra le classi sociali sono enormi, a Bologna una famiglia vive per la srada e il loro figlioletto neonato, muore di stenti,forse Barack Obama non è peggiore di altri.Noi Italiani abbiamo Berlusconi asso piglia tutto,lo conroponiamo ai metalmecanici a 1200 euro al mese

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