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Eugenetica

È del tutto giusto e naturale che da genitori molto intelligenti nascano figli sciocchi e da persone esemplari dei delinquenti, come anche viceversa. La ragione è la giustizia, la distribuzione di qualità e limiti all’interno dell’intera specie e dei diversi gruppi familiari, in modo da evitare che poche stirpi abbiano sempre gli individui migliori. Una dinamica che rende insensate le monarchie ereditarie e la boria delle aristocrazie. È anche per questo che le persone davvero ricche di talento dovrebbero evitare di far figli, perché le probabilità che generino dei mediocri sono altissime. Come si vede ogni giorno.

 

7 commenti

  • Oblomov

    Maggio 17, 2009

    … o quanto meno di avere l’illusione di farlo

  • Mariella Catasta

    Maggio 17, 2009

    La persona ,nella sua quotidianità, assume un atteggiamento che è spesso l’oggettivazione della propria posizione di pensiero. Io mi chiedo quale possa essere il criterio per valutare la positività o meno del proprio pensare.
    Nel corso degli anni mi sono convinta che assumere la concezione relativa alla centralità del soggetto e alla sua responsabilità nella costruzione della rappresentazione più o meno scientifica del mondo è sempre più vantagiosa che assumere un posizione che inchiodi l’individuo nel suo retroterra culturale e che lo definisca come “resultante” delle “leggi socioambientali” , privandolo quindi anche della speranza che può tradursi in possibilità concreta di cambiamento. Credo, che se io debba inevitabilmente scegliere tra l’una o l’altra “metafisica”, sceglierei quella che mi proietta fuori dall’immanenza, perchè mi apre l’opportunità di sperimentare percorsi alternativi , più congeniali a conseguire lo status di “essere libero” al di fuori quindi di ogni logica di sistema che può opprimere la mia coscienza. Infatti non sarebbe possibile alcuna “educazione” o “riabilitazione” dei soggetti , se assumessimo una antropologia che riproponga i vecchi schemi positivistici rimessi a nuovo.

  • Oblomov

    Maggio 17, 2009

    Anche la tua posizione non è priva di presunzioni di fondo.
    Presuppone ad esempio che il caso non sia semplicemente un altro nome per la nostra (attuale) ignoranza delle leggi e delle variabili che potrebbero esistere.
    Presuppone ad esempio che la coscienza, la libertà di essere e di pensare, ed ogni (nostra) attività ‘meta’fisica e spirituale non siano mere reazioni biochimiche nell’ambito del nostro cervello.
    Sinceramente, affermare che gli esseri umani possano decidere del proprio destino (ovvero uscire dal circuito della necessità e dell’immanenza) non mi pare meno ‘presuntuoso’ che affermare che tutto è scritto e l’intero universo (ivi compresi la specie umana ed i singoli individui che la compongono) si muove su guide da cui non si può deragliare.
    Nessuna delle due posizioni, dopo tutto, è ‘dimostrabile’. E paradossalmente, entrambe (quale che sia vera, sempre supponendo che una delle due lo sia) ammettono che altri possano essere fermamente convinti del contrario.

  • Mariella Catasta

    Maggio 17, 2009

    A mio avviso , c’è una presunzione di fondo quando si considera “la realtà” espressione di un tutto ordinato secondo leggi ferree, tale presunzione impedisce spesso di considerare la variabile del caso, la contigenza il libero gioco degli eventi nel creare la vita di un individuo e la formazione della sua personalità .
    Lo spirito umano non può essere ingabbiato in schemi scientifici. L’antiumanesimo della modernità è evidente.L’oggetto di indagine delle scienze umane non può essere “oggettivato”, sic et simpliciter ed inserito in una “natura intesa come insieme di fenomeni regolati da leggi .Occorre considerare la centralità della coscienza e la sua peculiarità nel suo rapporto con il mondo naturale e sociale.
    La libertà di essere e di pensare, non in senso astratto , è la spinta ad uscire dal circuito della necessità e dell’immanenza intesa questa come sistema asfittico che uccide ogni slancio di vita.

  • Oblomov

    Maggio 8, 2009

    La mia limitata esperienza mi indica peraltro che questa intuizione è drasticamente sbagliata. I figli di persone intelligenti sono generalmente tutt’altro che stupidi, a loro volta. Le mediocrità che si incontrano quotidianamente sono dovuti più all’ottundimento delle facoltà mentali per mancanza di stimoli attivi che ad una presunta legge di compensazione delle facoltà stesse all’interno di una linea di sangue.

    Per Mariella Catasta: non sarei tanto pronto ad affermare che “non esistono leggi deterministiche e meccanicistiche”. Anche le dialettiche interazioni tra fattori innati maturativi e fattori ambientali potrebbero essere guidate da leggi deterministiche e meccanicistiche. Il fatto che noi non ne conosciamo, o persino supponendo che noi non si possa conoscerle, non implica necessariamente che esse non esistano. (Né, se è per questo, che esistano.)

  • Alberto G. Biuso

    Maggio 8, 2009

    La ringrazio per il commento.
    Naturalmente, in cinque righe non si elabora alcuna teoria (neppure “pseudo”) ma, al massimo, un’intuizione.
    Concordo certamente sulla “contaminazione tra innato e appreso” (uno dei fondamenti di molti dei miei testi) ma respingo (anche in quanto spinoziano) l’affermazione così netta per la quale “non esistono leggi deterministiche e meccanicistiche”.
    Esprimo in ogni caso la mia compassione per la prole dei mafiosi e tutto il mio apprezzamento per i figli di professori intelligenti, squattrinati e precari!

  • Mariella Catasta

    Maggio 7, 2009

    Non sono daccordo. Non esistono leggi deterministiche e meccanicistiche
    Fattori innati maturativi e ambientali interagiscono dialetticamente e dinamicamete al punto che la contaminazione tra innato e appreso è così capillare da rendere impossibile stabilire quale fattore sia prioritario nel determinare la personalità di un individuo. Elaborare psudo-teorie per giustificare oppure confutare alcune tesi in merito è rischioso:
    se un figlio di un mafioso spesso è un esemplare studente non è un destino per ribaltare la situazione, ma è anche vero che gli stimoli culturali che possono essere finanziati grazie all’enorme quantità di denaro a disposizione certamente fornisce vantaggi superiori (master costosi , viaggi all’estero regali costosi ad ogni piccolo successo …) rispetto a chi possibilmente è figlio di professori intelligenti ma squattrinati e spesso precari!

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