febbraio 2010
di Carlo Maria Cipolla
Traduzione di Anna Parish
Il Mulino, Bologna 1988
Pagine 88

Nel primo dei due saggi che compongono il volume l’Autore disegna una breve storia dell’Europa medioevale, mostrando che i maggiori e più complessi eventi di quel tempo sono stati in realtà determinati dalla carenza -e dalla conseguente ricerca- di beni quotidiani come il vino, la lana e soprattutto il costoso e a volte introvabile pepe. In questa operazione, Cipolla utilizza strumenti di analisi assai sofisticati, risultando sempre persuasivo e anche molto divertente. A proposito dello spopolamento altomedioevale, ad esempio, l’Autore ne fa risalire l’origine alla carenza di pepe, noto afrodisiaco, e aggiunge che «l’idea di ricompense in Cielo aiutò la gente a sopportare la mancanza di pepe su questa terra» (pag. 17). Leggi il seguito »
maggio 2009
di Gustave Flaubert
(Bouvard et Pécuchet, 1881)
Trad. di Camillo Sbarbaro
Con un saggio di Lionel Trilling
Einaudi, Torino 1982
Pagine XXXIII-243

I due protagonisti di questa parabola non possono esser dimenticati facilmente. Da un lato sono dei personaggi reali, con le loro inconfondibili fisionomie, con il perfetto delinearsi dei caratteri. Dall’altro costituiscono una sferzante allegoria. Pur se ingenui, precipitosi, superficiali, imprudenti, i due impiegati che, ricevuta una cospicua eredità, decidono di apprendere tutto ciò che possa essere appreso -scienze agrarie, pedagogia, letteratura, medicina, archeologia, chimica, ingegneria, astronomia…- rimangono i più autentici tra gli esseri che costellano il romanzo. Composto insieme al Dictionnaire des idées reçues, e a esso strettamente legato, questo singolare capolavoro rappresenta infatti un’antologia della stupidità universale. Leggi il seguito »