in Siculorum Gymnasium
Anno LVIII-LXI (2005-2008)
«Studi in onore di Nicolò Mineo»
Catania, 2009
Tomo I – pagine 255-267
in Siculorum Gymnasium
Anno LVIII-LXI (2005-2008)
«Studi in onore di Nicolò Mineo»
Catania, 2009
Tomo I – pagine 255-267
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L’intolleranza è intrinseca soltanto alla natura del monoteismo: un dio unico è, per sua natura, un dio geloso, che non tollera nessun altro dio accanto a sé. Invece gli dèi politeistici, per loro natura, sono tolleranti, essi vivono e lasciano vivere. In primo luogo, tollerano volentieri i loro colleghi, gli dèi della stessa religione, e poi questa stessa tolleranza si estende anche agli dèi stranieri, che perciò vengono accolti con ospitalità, e col tempo ottengono perfino il diritto di cittadinanza, come dimostra anzitutto l’esempio dei romani, i quali accolsero volentieri gli dèi della Frigia, dell’Egitto e altri dèi stranieri. Perciò sono soltanto le religioni monoteistiche a offrirci lo spettacolo delle guerre e delle persecuzioni religiose, nonché dei processi agli eretici e della distruzione delle immagini degli dèi stranieri, della distruzione dei templi indiani e dei colossi egiziani, che per tre millenni avevano guardato il sole.
— Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, volume II, Adelphi, pp. 470-471
