Femmine e maschi costituiscono la medesima natura umana, ci sono «pochissime differenze rilevanti nella struttura o nelle funzioni cerebrali di maschi e femmine» (L.Eliot, pag. 29). Questo non implica, è chiaro, che non si diano differenze di altro tipo. Diversità anche profonde che danno ricchezza alla specie, ai generi femminili e maschili, ai singoli: dal modo in cui donne e uomini affrontano la depressione -«il disturbo psichiatrico più comune al mondo» (E.Westly, 38)- alle forme della comunicazione linguistica e comportamentale; dall’umorismo, con i suoi importanti significati relazionali e sessuali -«una donna ride molto quando è attratta da un uomo o quando percepisce il suo interesse, e quella risata, a sua volta, potrebbe renderla più attraente ai suoi occhi» (C.Nicholson, 60)- alla interpretazione delle gerarchie sociali. Leggi il seguito
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Ultima modifica: 4 febbraio 2012
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La mente temporale
Recensione di Giuseppe O. Longo, in Nuova Civiltà delle Macchine, numero 3/2011, pp. 225-227
___________________________ Con le donne che più non si amano, e che si incontrano dopo tanti anni, non c’è forse la morte fra loro e noi, come se non fossero più di questo mondo, perché il fatto che il nostro amore non esiste più trasforma quel che esse allora erano, o coloro che noi eravamo, in altrettanti morti?
— Marcel Proust, Il tempo ritrovato, Einaudi, p. 7



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