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Mente & cervello 68 – Agosto 2010

Femmine e maschi costituiscono la medesima natura umana, ci sono «pochissime differenze rilevanti nella struttura o nelle funzioni cerebrali di maschi e femmine» (L.Eliot, pag. 29). Questo non implica, è chiaro, che non si diano differenze di altro tipo. Diversità anche profonde che danno ricchezza alla specie, ai generi femminili e maschili, ai singoli: dal modo in cui donne e uomini affrontano la depressione -«il disturbo psichiatrico più comune al mondo» (E.Westly, 38)- alle forme della comunicazione linguistica e comportamentale; dall’umorismo, con i suoi importanti significati relazionali e sessuali -«una donna ride molto quando è attratta da un uomo o quando percepisce il suo interesse, e quella risata, a sua volta, potrebbe renderla più attraente ai suoi occhi» (C.Nicholson, 60)- alla interpretazione delle gerarchie sociali. Leggi il seguito »

Etologia umana

Irenäus Eibl-Eibesfeldt
ETOLOGIA UMANA
Le basi biologiche e culturali del comportamento

(Die Biologie des menschlichen Verhaltens Grundriss der Humanethologie
R.Piper GmbH e Co. KG München, 1984)
Edizione italiana a cura di Rossana Brizzi e Felicita Scapini, con gli aggiornamenti dell’autore per l’edizione USA, 1989.
Bollati Boringheri, Torino 1993
Pagine XII-554

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«L’etologia umana può essere definita come la biologia del comportamento umano» (pag. 4) dove si definisce comportamento ogni azione che abbia uno scopo e sia consapevole, pianificata e intenzionale. Studiare la biologia del comportamento vuol dire analizzarne le componenti innate, quelle insite nell’organismo, sapendo comunque che nei mammiferi gli elementi innati e quelli acquisiti cooperano sempre nel produrre l’una o l’altra azione. Dal punto di vista etologico innatismo non vuol quindi significare che la natura umana sia immutabile, proprio perché la capacità di apprendere e quindi adattarsi meglio all’ambiente è costitutiva della nostra specie. «La vecchia contrapposizione tra empirismo e innatismo è oggi senz’altro superata. I tentativi del behaviorismo di ricondurre ogni comportamento a semplici collegamenti stimolo-reazione che si formano attraverso l’esperienza, possono considerarsi falliti. Il nostro sistema nervoso centrale non viene riempito di contenuti solo attraverso le percezioni sensoriali. Esso, al contrario, è predisposto a percepire, e dunque non è una tabula rasa. Il behaviorismo sopravvive tuttavia nelle idee di molti profani e le sue tesi semplicistiche sono accolte da una certa parte delle pedagogia, psicologia e sociologia» (380). Leggi il seguito »