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	<title>agb &#187; liberismo</title>
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	<description>un barlume di fasto</description>
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		<title>I pessimi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 19:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita&#8230;». Così inizia il testo della cosiddetta ennesima “Manovra” finanziaria. Che cosa è “il Paese”? È la terra, i fiumi, il paesaggio, le abitazioni. È la storia lunga, travagliata e tenace di una popolazione. Il Paese sono soprattutto le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita&#8230;». Così inizia il <a href="http://download.repubblica.it/pdf/2011/unico_bollinato.pdf" target="_blank">testo</a> della cosiddetta ennesima “Manovra” finanziaria. Che cosa è “il Paese”? È la terra, i fiumi, il paesaggio, le abitazioni. È la storia lunga, travagliata e tenace di una popolazione. Il Paese sono soprattutto le persone, gli esseri umani, la loro condizione economica, fisica, esistenziale. Il Paese che il governo Monti dichiara di voler salvare è invece altro. Sono gli speculatori finanziari, sono i grandi appalti criminogeni, sono le società di assicurazione, sono soprattutto le <a href="http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/11/30/giorgio-cremaschi-la-carta-di-credito-di-monti-e-gia-in-default/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">banche</span></a> e i loro investimenti più a rischio e più lontani dall’economia reale, le loro scommesse sui fallimenti delle imprese, ad esempio sull’impossibilità da parte dei cittadini di pagare i loro mutui e i propri debiti (li chiamano “derivati”).<br />
Per salvare il Paese reale si sarebbero potute prendere molte decisioni: cancellare <span style="color: #ff0000;"><strong>TAV</strong></span> e <span style="color: #ff0000;"><strong>Ponte</strong></span> sullo stretto; non acquistare <span style="color: #ff0000;"><strong>131 cacciabombardieri F35</strong> <strong>dal costo di 18 miliardi</strong></span> di euro (chi dobbiamo andare a bombardare?) e ritirarsi dalle infami guerre nelle quali buttiamo altro denaro; stabilire misure efficaci contro l’<span style="color: #ff0000;"><strong>evasione fiscale</strong></span> (rendendo ad esempio detraibili tutte le spese documentabili); far pagare le <span style="color: #ff0000;"><strong>frequenze televisive</strong></span> alla RAI e a Mediaset, invece che regalargliele; imporre l’<span style="color: #ff0000;"><strong>ICI</strong></span> sugli immobili di proprietà del <span style="color: #ff0000;"><strong>Vaticano</strong></span>. A una domanda su quest’ultima possibile entrata Monti ha risposto: «<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/07/santa-ici-basta-chiedere/175738/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">È una questione che non ci siamo posti</span></a>». Appunto. Come non se l’era posta neppure Berlusconi, il cui sostegno al governo rimane ovviamente fondamentale  -visto che il suo partito ha la maggioranza in Senato- e che può ben riconoscersi in una serie di provvedimenti che colpiscono i lavoratori che pagano già le tasse, non toccando invece i grandi patrimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha ragione <a href="http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6008/" target="_blank"><span style="color: #ff0000;">Guido Viale</span></a> : «Monti e Marchionne sono esempi lampanti di banalità, ferocia contro i deboli, complicità con i forti, inconcludenza». Sono un esempio degli errori economici gravissimi ai quali conduce la dottrina liberista, oltre che della sua intrinseca disumanità, dell’essere il <span style="color: #ff0000;"><strong>liberismo</strong></span> un’espressione di Mammona. Gli eventi della storia umana sono anche geometrici, posta una causa l’effetto segue: con il trionfo ottenuto nella Guerra fredda il liberismo ha dispiegato e dispiega ogni suo dogma fin negli interstizi più riposti delle vite umane. Uccidendole.  Pessimo governo perché pessimo è il Capitale.</p>
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		<title>La Russia di Cartier-Bresson</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 14:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Henri Cartier-Bresson. Russia Genova – Palazzo Ducale Sino al 14 febbraio 2010 Cartier-Bresson visitò l&#8217;Unione Sovietica nel 1954 e nel 1972. All&#8217;indomani della morte di Stalin e nel pieno della Guerra Fredda. Ma ciò che il suo sguardo incomparabile sa cogliere è la costante antropologica che precede di molto le rivoluzioni e che a esse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.palazzoducale.genova.it/naviga.asp?pagina=4511" target="_blank">Henri Cartier-Bresson. Russia</a><br />
Genova – Palazzo Ducale<br />
Sino al 14 febbraio 2010</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/02/bresson_russia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4374" title="bresson_russia" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/02/bresson_russia-400x269.jpg" alt="" width="400" height="269" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Cartier-Bresson visitò l&#8217;Unione Sovietica nel 1954 e nel 1972. All&#8217;indomani della morte di Stalin e nel pieno della Guerra Fredda. Ma ciò che il suo sguardo incomparabile sa cogliere è la costante antropologica che precede di molto le rivoluzioni e che a esse sopravvive. I santi, le icone, la fede che traspira dagli sguardi sono gli stessi sia che vengano rivolti alle Madonne ortodosse sia che abbiano come oggetto Stalin e gli altri santi del partito comunista. L&#8217;entusiasmo e la dedizione di milioni di russi al regime sembrano autentici. I bambini in divisa delle scuole elementari si alternano a una borsa oggetto di desiderio delle massaie  moscovite; le gigantografie di Lenin -per quanto enormi tanto da coprire interi palazzi- sembrano  sparire al confronto con gli immensi spazi della Russia profonda. La sensazione è che le tradizioni culturali, religiose, simboliche siano sopravvissute anche al dogmatismo rivoluzionario e che invece si stiano dissolvendo a contatto con il liberismo, che tutto riduce a merce e moneta. L&#8217;occhio di Cartier-Bresson suggerisce forse una triste verità: gli umani si adattano meglio alla servitù del gregge che alla libertà della polis.</p>
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