<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>agb &#187; islam</title>
	<atom:link href="http://www.biuso.eu/tag/islam/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.biuso.eu</link>
	<description>un barlume di fasto</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 17:56:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.3</generator>
		<item>
		<title>La pace femminile</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2012/01/22/la-pace-femminile/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2012/01/22/la-pace-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 11:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[E ora dove andiamo?]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[ironia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[monoteismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nadine Labaki]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[Vicino Oriente]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=9812</guid>
		<description><![CDATA[E ora dove andiamo? di Nadine Labaki (Et maintenant on va où?) Francia, Libano, Egitto, Italia, 2011 Con: Nadine Labaki (Amale), Claude Msawbaa (Takla), Layla Hakim (Afaf), Antoinette El-Noufaily (Saydeh), Yvonne Maalouf (Yvonne) Trailer del film Un gruppo di donne vestite di nero avanza danzando e battendosi il petto con le fotografie dei propri morti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>E ora dove andiamo?</em></strong><br />
di<strong> Nadine Labaki</strong><br />
(<em>Et maintenant on va où?</em>)<br />
Francia, Libano, Egitto, Italia, 2011<br />
Con: Nadine Labaki (Amale), Claude Msawbaa (Takla), Layla Hakim (Afaf), Antoinette El-Noufaily (Saydeh), Yvonne Maalouf (Yvonne)<br />
<a href="http://www.mymovies.it/film/2011/etmaintenantonvaou/trailer/" target="_blank"> Trailer del film </a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2012/01/Nabaki.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9814" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="Nabaki" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2012/01/Nabaki-221x300.jpg" alt="" width="221" height="300" /></a>Un gruppo di donne vestite di nero avanza danzando e battendosi il petto con le fotografie dei propri morti. Vanno al cimitero, dove si divideranno tra le tombe cristiane e quelle musulmane. In un villaggio senza nome di un indeterminato Vicino Oriente l&#8217;imam e il prete cattolico tentano di mantenere un clima di pace tra le due comunità. Le tensioni però sono sempre pronte a emergere, sino a un evento che sembra spalancare le porte al reciproco massacro. Ma le donne -tutte, islamiche e cristiane- ricorrono a ogni stratagemma pur di evitare il conflitto: dalle presunte visioni della madonna all&#8217;ingaggio di alcune danzatrici ucraine per distrarre i maschi, dal seppellimento delle armi alla preparazione di dolci corretti all&#8217;hashish.</p>
<p style="text-align: justify;">Divertimento e dramma si mescolano in questa parabola che va oltre il particolare contesto libanese e mostra con intelligenza e lievità la natura irrazionale di ogni conflitto, di ogni cedimento alle pulsioni che comportano anche la fine del <em>sé</em> pur di raggiungere la distruzione dell&#8217;<em>altro</em>. La guerra è un enigma evoluzionistico, politico, metafisico che millenni di riflessione hanno illustrato in tutti i modi, non riuscendo in alcun modo a debellarne la furia. Lo sguardo e il tocco femminili di questo film si pongono totalmente dalla parte della donna, vista come madre e amante pronta a tutto pur di proteggere i propri nati e i propri uomini dalla loro stessa furia, in una costruzione corale che è l&#8217;elemento più riuscito dell&#8217;opera. Il significato del titolo viene svelato nella scena finale e nella battuta conclusiva, ancora una volta capaci di mescolare le differenze e farne una ragione di ricchezza invece che di odio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2012/01/e-ora-dove-andiamo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9825" title="e-ora-dove-andiamo" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2012/01/e-ora-dove-andiamo-400x161.jpg" alt="" width="400" height="161" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2012/01/22/la-pace-femminile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contro il monoteismo</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2011/07/28/contro-il-monoteismo/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2011/07/28/contro-il-monoteismo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 18:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[che tutti siano uno]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[identità e differenza]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[monoteismo]]></category>
		<category><![CDATA[politeismo]]></category>
		<category><![CDATA[Schopenhauer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=8301</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ossessione di ricondurre a una monocorde identità la magnifica selva delle differenze è un crimine. Di tale ossessione i monoteismi fanatici si nutrono ogni giorno. La sofferenza e il male che ebraismo, cristianesimo e islam diffondono da millenni nel mondo sono una delle prove schiaccianti della ferocia di cui la nostra specie è capace. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ossessione di ricondurre a una monocorde identità la magnifica selva delle differenze è un crimine. Di tale ossessione i monoteismi fanatici si nutrono ogni giorno. La sofferenza e il male che ebraismo, cristianesimo e islam diffondono da millenni nel mondo sono una delle prove schiaccianti della ferocia di cui la nostra specie è capace. Un brano evangelico ne riassume perfettamente la logica abnorme e patologica, che vuole ridurre il molteplice, il politeistico, il vario, il difforme, all&#8217;uniformità più assoluta, quella di un solo principio, di un unico dio: «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. [...] Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch&#8217;essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l&#8217;ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell&#8217;unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me».<br />
(<em>Vangelo di Giovanni</em>, 17, 11-23)<br />
A questa logica che pretende e vuole fare del diverso «una sola cosa» si oppongono le parole lucide e pacate di un grande maestro: «Infatti l’intolleranza è intrinseca soltanto alla natura del monoteismo: un dio unico è, per sua natura, un dio geloso, che non tollera nessun altro dio accanto a sé. Invece gli dèi politeistici, per loro natura, sono tolleranti, essi vivono e lasciano vivere. In primo luogo, tollerano volentieri i loro colleghi, gli dèi della stessa religione, e poi questa stessa tolleranza si estende anche agli dèi stranieri, che perciò vengono accolti con ospitalità, e col tempo ottengono perfino il diritto di cittadinanza, come dimostra anzitutto l’esempio dei romani, i quali accolsero volentieri gli dèi della Frigia, dell’Egitto e altri dèi stranieri. Perciò sono soltanto le religioni monoteistiche a offrirci lo spettacolo delle guerre e delle persecuzioni religiose, nonché dei processi agli eretici e della distruzione delle immagini degli dèi stranieri, della distruzione dei templi indiani e dei colossi egiziani, che per tre millenni avevano guardato il sole».<br />
(Arthur Schopenhauer, <em>Parerga e Paralipomena</em>, Adelphi 1978, vol. II, pp. 470-471)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/07/Rodi_Apollo3_12_03.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-8307" title="Rodi_Apollo3_12_03" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/07/Rodi_Apollo3_12_03.jpg" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Bodoni SvtyTwo ITC TT Book', sans-serif; font-size: x-small;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2011/07/28/contro-il-monoteismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giornali terroristi</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2011/07/23/giornali-terroristi/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2011/07/23/giornali-terroristi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 14:58:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brachilogie]]></category>
		<category><![CDATA[Debord]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[società dello spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=8264</guid>
		<description><![CDATA[Sembra sia stato dunque un cristiano neonazista -forse da solo, forse aiutato da altri pari suoi- ad attuare l’immane massacro. Dopo aver fatto affluire la polizia nel centro di Oslo, ha poi sterminato con inusitata ferocia centinaia di ragazzi a pochi chilometri dalla capitale norvegese. La  peggiore stampa italiana già gongolava per le colpe da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sembra sia stato dunque <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/23/news/norvegese_celibe_e_anti_islamico_il_ritratto_dell_attentatore_di_utoya-19496231/" target="_blank">un cristiano neonazista</a> -forse da solo, forse aiutato da altri pari suoi- ad attuare l’immane massacro. Dopo aver fatto affluire la polizia nel centro di Oslo, ha poi sterminato con inusitata ferocia centinaia di ragazzi a pochi chilometri dalla capitale norvegese. La  peggiore stampa italiana già gongolava per le colpe da attribuire agli islamici. <em>Il Giornale</em>, un’autentica fogna, aveva <a href="http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2Fla-prima-pagina-del-giornale-che-non-avete-trovato-edicola" target="_blank">intitolato a caratteri cubitali</a> «<strong><span style="color: #ff0000;">Sono sempre loro. CI ATTACCANO</span></strong>» e una giornalista/deputata del Pdl scriveva un editoriale coerente con il titolo. In poche ore  il titolo è cambiato e dell’editoriale non c’è più traccia. Si può star certi che se la responsabilità fosse stata degli islamici i titoli cubitali sarebbero andati avanti per giorni. Trattandosi invece di patologico fanatismo cristiano, sul <em>Giornale </em>e su fogliacci simili la notizia è già passata in secondo piano. Debord ci aveva avvertito che uno degli elementi fondamentali dello <strong><span style="color: #ff0000;">Spettacolare integrato</span></strong><em> </em>è una pervasiva <strong><span style="color: #ff0000;">disinformazione</span></strong>, la quale «réside dans toute l’information existante; et comme son caractére principal» [risiede in tutta l’informazione esistente; e come sua principale caratteristica] (<em>Commentaires sur la société du spectacle </em>[1988], Gallimard 1992, tesi XVI, p. 69).</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2011/07/23/giornali-terroristi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sessuofobia islamica</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2011/06/08/sessuofobia-islamica/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2011/06/08/sessuofobia-islamica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 19:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Afrodite Callipigia]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[monoteismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=7920</guid>
		<description><![CDATA[Il 3 giugno 2011 avrebbe dovuto tenersi una partita di calcio tra le squadre femminili di Giordania e Iran. Le calciatrici persiane, però, hanno indossato lo hijab, una tenuta che copre l’intero corpo. La FIFA (l’organismo che governa il calcio mondiale) ha per questo annullato la partita, ha dato la vittoria alla Giordania e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/06/Calcio_Fifa_squalifica_iraniane_hijab.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7922" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="Calcio_Fifa_squalifica_iraniane_hijab" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/06/Calcio_Fifa_squalifica_iraniane_hijab.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Il 3 giugno 2011 avrebbe dovuto tenersi una partita di calcio tra le squadre femminili di Giordania e Iran. Le calciatrici persiane, però, hanno indossato lo <em>hijab</em>, una tenuta che copre l’intero corpo. La FIFA (l’organismo che governa il calcio mondiale) ha per questo annullato la partita, ha dato la vittoria alla Giordania e ha dunque escluso le ragazze iraniane dalle Olimpiadi di Londra del 2012. Decisione che reputo molto grave e discriminatoria, anche perché la federazione iraniana aveva cercato un compromesso rispetto alle richieste della FIFA. Risibile, poi, la motivazione per la quale durante le partite sono vietati abbigliamento e comportamenti che facciano riferimento a credenze religiose o politiche. Bisognerebbe, infatti, proibire anche il gesto del farsi la croce che alcuni calciatori mettono in atto all’inizio di una partita o dopo aver realizzato una rete.</p>
<p style="text-align: justify;">Va detto, tuttavia, che un episodio come questo conferma la fobia della fede musulmana nei confronti del corpo femminile. Il monoteismo islamico è nel suo sviluppo storico la più estrema forma di negazione del piacere, della bellezza, della vita nella sua potenza corporea. Se si confronta l’<em>Afrodite Callipigia</em> (dal bel sedere) dei pagani -la quale solleva la propria veste in un gesto di divertita conquista- con il divieto ossessivo imposto alle donne islamiche di mostrare la propria pelle, si comprende quale nichilismo antierotico esprimano il Corano e il suo predecessore, il libro degli ebrei e dei cristiani. <a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/06/afrodite_callipigia.jpg"><img class="size-full wp-image-7923 aligncenter" title="afrodite_callipigia" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/06/afrodite_callipigia.jpg" alt="" width="71" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/06/afrodite_callipigia.jpg"><br />
</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2011/06/08/sessuofobia-islamica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vita pensata 8 &#8211; Febbraio 2011</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2011/02/04/vita-pensata-8-febbraio-2011/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2011/02/04/vita-pensata-8-febbraio-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 12:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività]]></category>
		<category><![CDATA[cosmologia]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Bond]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Giusy Randazzo]]></category>
		<category><![CDATA[Hereafter]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Lars Norén]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Vita pensata]]></category>
		<category><![CDATA[You don't know Jack]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=6857</guid>
		<description><![CDATA[È uscito il numero 8 di Vita pensata, Rivista mensile di filosofia Indice del numero 8 &#8211; Febbraio 2011 [Miei contributi] Editoriale: Sulla fine (con Giusy Randazzo), p. 4 Islam. Immagini e forme, pp. 37-38 Le armi, la morte, pp. 39-41 Oltre la morte?, pp. 45-46 You don&#8217;t know Jack (con Giusy Randazzo), pp. 47-48 La fine di tutto, pp. 49-51]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È uscito il numero 8 di <a href="http://www.vitapensata.eu" target="_blank">Vita pensata</a>, Rivista mensile di filosofia</p>
<p><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/12/VP6_Indice.pdf" target="_blank"></a><a href="http://www.giusyrandazzo.eu/giusyrandazzo/wp-content/uploads/2011/02/Indice-Febbraio.pdf" target="_blank">Indice del numero 8 &#8211; Febbraio 2011</a></p>
<p><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/02/VP8_febbraio_2011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6860" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="VP8_febbraio_2011" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/02/VP8_febbraio_2011-231x300.jpg" alt="" width="231" height="300" /></a>[Miei contributi]</p>
<p><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/n-8-febbraio-2011-sulla-fine/" target="_blank">Editoriale: Sulla fine</a> (con Giusy Randazzo), p. 4</p>
<p><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/islam-immagini-e-forme/" target="_blank">Islam. Immagini e forme</a>, pp. 37-38</p>
<p><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/le-armi-la-morte/" target="_blank">Le armi, la morte</a>, pp. 39-41</p>
<p><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/oltre-la-morte/" target="_blank">Oltre la morte?</a>, pp. 45-46</p>
<p><em><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/you-don’t-know-jack/" target="_blank">You don&#8217;t know Jack</a></em> (con Giusy Randazzo), pp. 47-48</p>
<p><a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/la-fine-di-tutto/" target="_blank">La fine di tutto</a>, pp. 49-51</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2011/02/04/vita-pensata-8-febbraio-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arte islamica</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2011/01/21/arte-islamica/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2011/01/21/arte-islamica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 21:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[al-Fann]]></category>
		<category><![CDATA[Corano]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[monoteismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=6730</guid>
		<description><![CDATA[al-Fann. Arte della civiltà islamica Milano – Palazzo Reale Sino al 30 gennaio 2011 Millequattrocento anni di arte dalla Spagna alla Cina. Tale è la struttura spaziotemporale dell’arte islamica. L’uniformità che la rende immediatamente riconoscibile si coniuga a una grande varietà di materiali, forme, obiettivi, specifiche declinazioni territoriali e cronologiche. I materiali utilizzati dagli artisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/01/Miniatura-su-pagina-.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6731" style="margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 20px; margin-right: 20px;" title="Miniatura su pagina" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2011/01/Miniatura-su-pagina--246x300.jpg" alt="" width="246" height="300" /></a><a href="http://www.arteislamica.it" target="_blank">al-Fann. Arte della civiltà islamica</a></strong><br />
Milano – Palazzo Reale<br />
Sino al 30 gennaio 2011</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Millequattrocento anni di arte dalla Spagna alla Cina. Tale è la struttura spaziotemporale dell’arte islamica. L’uniformità che la rende immediatamente riconoscibile si coniuga a una grande varietà di materiali, forme, obiettivi, specifiche declinazioni territoriali e cronologiche.<br />
I materiali utilizzati dagli artisti islamici sono i più diversi; le forme che la materia assume sono fortemente geometriche, seriali, ripetute. E tuttavia, contrariamente a ciò che di solito si ripete, l’islam non rifiuta la figura umana o animale. È però molto attento a distinguere tra lo spazio religioso delle moschee nel quale non è ammessa alcuna immagine antropomorfica e lo spazio privato, dove invece è possibile rappresentare umani e altri animali. Gli obiettivi sono molteplici e analoghi a quelli propri di molte altre civiltà, culture, religioni. Il più importante consiste nel dare testimonianza della ricchezza che si possiede e dunque del potere che si detiene. Politica e religione, fede e potere sono nell’islam inscindibili. Uno dei pannelli di questa mostra ricorda la CXII Sura del Corano: «Di’ “Egli, Dio, è uno. Dio è l’eterno, l’Assoluto. Non generò né fu generato, e nessuno Gli è pari” ».<br />
È vero che molte conversioni dei cristiani all’islam furono dovute all’obbligo per i non convertiti di pagare più tasse ma è altrettanto vero che fu la rozzezza di questa fede -rispetto al complesso credo cristiano intriso di filosofia- a spingere le masse ad aderire a una prospettiva che descriveva il paradiso come un luogo di frescura, di ombra, di acque, di godimento in primo luogo carnale.<br />
È di questa visione assai fisica che parlano una originale lastra di marmo dalla quale scendevano acque; un grande tappeto-giardino con una vasca centrale asimmetrica circondata da molteplici canali, stilizzati pavoni, ricca vegetazione; vari astrolabi di ottone; numerosi gioielli; una bellissima mattonella di ceramica del XVI secolo decorata con palmette e semipalmette su uno sfondo rosso ceralacca.<br />
L’islam rimane per noi europei un enigma, soprattutto in questi decenni di guerre imperialistiche condotte contro alcuni dei suoi Paesi e di violente risposte da parte dei più fanatici sostenitori del Corano. Una mostra come questa aiuta a comprendere che al di là del presente vivono altri spazi, altro tempo.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p>[Una versione più ampia di questa recensione si può leggere sul <a href="http://www.vitapensata.eu/2011/02/04/islam-immagini-e-forme/" target="_blank">numero 8  - Febbraio 2011</a> del mensile <em>Vita pensata</em>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2011/01/21/arte-islamica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uomini di Dio</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2010/10/31/uomini-di-dio/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2010/10/31/uomini-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 17:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Algeria]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Des hommes et des dieux]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Pascal]]></category>
		<category><![CDATA[Uomini di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Beauvois]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=5960</guid>
		<description><![CDATA[di Xavier Beauvois (Des hommes et des dieux) Francia, 2010 Con Lambert Wilson (Christian), Michael Nosdale (Luc), Olivier Rebourdin (Christophe), Philippe Laudenbach (Célestine), Jacques Herlin (Amédée) Trailer del film In Algeria nel 1996 una comunità di monaci cistercensi francesi, perfettamente integrata con la locale comunità islamica, venne rapita e i sette monaci furono tutti uccisi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di <strong>Xavier Beauvois</strong><br />
(<em>Des hommes et des dieux</em>)<br />
Francia, 2010<br />
Con Lambert Wilson (Christian), Michael Nosdale (Luc), Olivier Rebourdin (Christophe), Philippe Laudenbach (Célestine), Jacques  Herlin (Amédée)<br />
<a href=" http://www.mymovies.it/film/2010/uominididio/trailer/" target="_blank">Trailer del film</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/10/uomini_di_dio.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5961" title="uomini_di_dio" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/10/uomini_di_dio-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In Algeria nel 1996 una comunità di monaci cistercensi francesi, perfettamente integrata con la locale comunità islamica, venne rapita e i sette monaci furono tutti uccisi. I maggiori indiziati furono dei gruppi estremisti musulmani ma le circostanze del massacro non vennero mai chiarite.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo atroce episodio, Xavier Beauvois costruisce un&#8217;opera meditativa come il luogo in cui si svolge ma anche piena di tensione per la consapevolezza dei protagonisti di essere destinati a una morte imminente. Così, le scene di preghiera, lavoro, studio, si alternano a quelle del duro confronto non soltanto con i guerriglieri islamici ma anche con l&#8217;esercito algerino, probabilmente coinvolto -secondo recenti documenti- nella tragica conclusione della vicenda. Il film rimane quasi sempre in equilibrio tra agiografia e distacco. Permette di entrare in una comunità cristiana, nelle sue pieghe, aspirazioni, limiti. E soprattutto dà ragione a una citazione da Pascal che padre Luc (un medico più illuminista che mistico) pronuncia: «Nessuna violenza è compiuta con maggior convinzione di quella che si giustifica con motivi religiosi». Perché “uomini di Dio” non sono soltanto i monaci, lo sono anche i loro assassini. Il titolo originale è comunque diverso e accenna agli uomini e agli dèi, citando a inizio del film il <em>Salmo</em> 82 (81): «Io ho detto: “Voi siete dèi, / siete tutti figli dell&#8217;Altissimo” / Eppure morirete come ogni uomo, / cadrete come tutti i potenti».</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2010/10/31/uomini-di-dio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il corpo di Sakineh, l&#8217;infamia del potere</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2010/09/05/il-corpo-di-sakineh-linfamia-del-potere/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2010/09/05/il-corpo-di-sakineh-linfamia-del-potere/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 10:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brachilogie]]></category>
		<category><![CDATA[adulterio]]></category>
		<category><![CDATA[anarchismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Jeshu-ha-Notzri]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Paganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[potere]]></category>
		<category><![CDATA[Sakineh Mohammadi Shtiani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=5645</guid>
		<description><![CDATA[Non so quale sarà il destino di Sakineh Mohammadi Shtiani, la donna iraniana frustata e condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio. Ma so che l&#8217;essenza del potere è da sempre il controllo dei corpi e il dominio sui loro desideri. È quindi ingiustificata ogni nostra pretesa, nostra di cristiani europei o statunitensi, di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;" lang="it-IT">Non so quale sarà il destino di Sakineh Mohammadi Shtiani, la donna iraniana frustata e condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio. Ma so che l&#8217;essenza del potere è da sempre il controllo dei corpi e il dominio sui loro desideri. È quindi ingiustificata ogni nostra pretesa, nostra di cristiani europei o statunitensi, di essere diversi rispetto alla teocrazia che infesta l&#8217;Iran. La condanna a morte, l&#8217;isolamento sociale, l&#8217;angoscia psicologica costituiscono certo forme tra loro assai diverse di punizione e però hanno tutte a fondamento l&#8217;istituzione che più di ogni altra fa da tramite fra il potere e la persona: la famiglia. Quando essa è fondata su un contratto -civile o religioso che sia- e non sulla libera adesione di chi giorno per giorno sceglie di amare il proprio compagno o compagna, la famiglia diventa il luogo terrorizzante dell&#8217;oppressione che i maschi esercitano sulle donne. Tra tutte le religioni, i tre monoteismi del Libro sono le più maschiliste e sessuofobiche, sono delle autentiche macchine di infelicità, sono delle sadiche espressioni contro natura poiché naturale è il desiderio di cui i corpi sono fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è ingenuo credere che in questo il cristianesimo sia migliore del rigorismo ebraico e del fanatismo islamico. Anzi, nel Vangelo di Matteo si legge una frase che trasferisce il terrore (il cosiddetto “peccato”) dalle azioni esteriori alla psiche: «Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (<em>Mt</em>, 5, 27-28). Che cosa c&#8217;è di più naturale del desiderio di un bel corpo? I Greci lo sapevano e lo accettavano; ebrei, cristiani e musulmani trasformano il desiderio in peccato. Lo conferma anche un altro brano evangelico, di solito addotto a testimonianza di clemenza. È vero, l&#8217;adultera non venne lapidata ma, rimasto solo con lei, Jeshu-ha-Notzri così le si rivolge: «“Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch&#8217;io ti condanno; va&#8217; e d&#8217;ora in poi non peccare più”» (<em>Gv</em>, 8, 10-11). Come se il desiderio e il piacere fossero peccato!</p>
<p style="text-align: justify;">Contro la legge islamica ma anche contro quella mosaica, evangelica e civile, va detto con chiarezza che <strong>libertà è il </strong><strong>poter disporre in modo incondizionato, sovrano e ininterrotto del proprio corpo, del corpo che si è</strong>, senza che il potere dei preti e dello stato intervenga a imporre la sua infamia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2010/09/05/il-corpo-di-sakineh-linfamia-del-potere/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contro la colpa</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2010/07/06/contro-la-colpa/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2010/07/06/contro-la-colpa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brachilogie]]></category>
		<category><![CDATA[colpa]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=5369</guid>
		<description><![CDATA[Un autentico processo di liberazione sa distinguere in modo netto il danno rispetto alla colpa. Il danno è un dato empirico, è un fatto. La colpa è una costruzione culturale, è un veleno per la vita, la cui pervasività si deve in gran parte all&#8217;ebraismo, al cristianesimo e all&#8217;islam. Il senso di colpa è completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un autentico processo di liberazione sa distinguere in modo netto il <em>danno</em> rispetto alla <em>colpa</em>. Il danno è un dato empirico, è un fatto. La colpa è una costruzione culturale, è un veleno per la vita, la cui pervasività si deve in gran parte all&#8217;ebraismo, al cristianesimo e all&#8217;islam. Il senso di colpa è completamente inutile e dannoso. Sentirsi in colpa verso qualcuno significa infatti quasi sempre odiarlo, proprio a causa del senso di colpa che produce in noi. «Non rimorso! Bensì compensare il mal fatto con una buona azione!» (F.Nietzsche, <em>Frammenti postumi 1881-1882</em>, [Opere, vol. V/2], fr. 11 [345] ).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2010/07/06/contro-la-colpa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mente &amp; cervello 62 – Febbraio 2010</title>
		<link>http://www.biuso.eu/2010/01/30/mente-cervello-62-%e2%80%93-febbraio-2010/</link>
		<comments>http://www.biuso.eu/2010/01/30/mente-cervello-62-%e2%80%93-febbraio-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 16:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agbiuso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libro del mese]]></category>
		<category><![CDATA[buddhismo]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[ebraismo]]></category>
		<category><![CDATA[innamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Khajuraho]]></category>
		<category><![CDATA[mente]]></category>
		<category><![CDATA[Mente & cervello]]></category>
		<category><![CDATA[mindfulness]]></category>
		<category><![CDATA[monoteismo]]></category>
		<category><![CDATA[Paganesimo]]></category>
		<category><![CDATA[passioni]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.biuso.eu/?p=4341</guid>
		<description><![CDATA[La catastrofe dell&#8217;Italia contemporanea non è soltanto culturale, etica, antropologica. È anche economica. La disoccupazione è arrivata all&#8217;8,3 per cento, anche se il pifferaio che ci porta verso il baratro riesce coi suoi strumenti -televisione, stampa- a nascondere pure tale dato statistico. Le conseguenze sulla psiche di una condizione senza lavoro sono devastanti e coinvolgono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/Mente&amp;Cervello/1341845" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-4343" title="M&amp;C_62_febbraio_10" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/01/MC_62_febbraio_10.jpg" alt="" width="80" height="100" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La catastrofe dell&#8217;Italia contemporanea non è soltanto culturale, etica, antropologica. È anche economica. La <strong>disoccupazione</strong> è arrivata all&#8217;8,3 per cento, anche se il pifferaio che ci porta verso il baratro riesce coi suoi strumenti -televisione, stampa- a nascondere pure tale dato statistico. Le conseguenze sulla psiche di una condizione senza lavoro sono devastanti e coinvolgono l&#8217;<strong>identità</strong> profonda di una persona, il suo presente, le attese, le memorie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4341"></span>Drammi sociali e drammi individuali. Come quello di soggetti colpiti nei lobi frontali e che per questo cambiano identità, modi di essere e di fare. Un caso celebre è quello, ristudiato di recente da Antonio Damasio, dell&#8217;operaio Phineas Gage che dopo un pauroso incidente sul lavoro rimase illeso ma “non era più lui”. La <strong>demenza frontotemporale</strong> produce gli stessi effetti di quell&#8217;incidente, rendendo i soggetti che ne vengono colpiti del tutto indifferenti al significato e alle conseguenze dei propri gesti. La <strong>moralità</strong> umana, quella <em>virtù</em> di cui tanto andiamo fieri, abita dunque anche in settori ben specifici del nostro cervello.</p>
<p style="text-align: justify;">Un disturbo assai più raro e davvero particolare è la <strong>CIP</strong> (<em>congenital insensivity to pain</em>), una sindrome che impedisce di provare dolore. Sembrerebbe una benedizione e invece è una catastrofe. Il <strong>dolore</strong>, infatti, è un segnale potentissimo -anche se certo non piacevole- che ci avvisa di che cosa non funziona nel corpo che siamo e dei pericoli che possiamo correre. Tanto che «spesso i bambini che non provano dolore sono deformi e invalidi per le automutilazioni o le fratture di cui non si accorgono, e perché si rifiutano di stare fermi» (I.Wickelgren, p. 86). In generale, «malgrado l&#8217;inaccettabilità del dolore e la ricerca di analgesici sempre più potenti, l&#8217;umanità non può permettersi di cancellare il dolore, come invece potrebbe fare con il cancro o una cardiopatia. “Con una battuta, potremmo dire che non vorremmo più provare dolore, ma sarebbe una cosa terribile”, conclude Clark» (95). La soglia del dolore è, poi, molto diversa nei differenti individui poiché, prima di essere uno stato fisico, esso costituisce una condizione mentale, che la mente può dunque modulare in forme assai variabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la sofferenza è un portato inestirpabile dell&#8217;esistenza, gli umani fanno comunque di tutto per moltiplicarla. Un articolo molto bello e istruttivo di Massimo Barberi illustra come nel campo della <strong>sessualità</strong> i monoteisimi rappresentino un&#8217;autentica infamia, un gravissimo incitamento a praticare dei comportamenti <strong>contronatura</strong>. Si comincia dalla masturbazione infantile, che è un modo necessario che il bambino ha per conoscere se stesso, il corpo che è. L&#8217;imbarazzo dei genitori, quando non un esplicito e più o meno duro divieto, inculca nei bimbi un senso di colpa riguardo al piacere che costituisce la radice del senso del peccato, «è come se il bisogno di consenso parentale del piccolo gettasse le basi del senso di colpa, caricando quel comportamento, pur piacevole, di una valenza negativa» (24).</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Chiesa papista</strong> -ma in misura ridotta anche le altre- pone sempre più al centro dei propri discorsi l&#8217;ossessione del sesso, mettendo decisamente in secondo piano altri “peccati capitali”. Per quale ragione? Perché, come pensava Wilhelm Reich, «il sesso ha un potente valore rivoluzionario» (27) e ogni orgasmo «è senza dubbio anche un assaggio di paradiso» (26). Paolo di Tarso, il vero fondatore del cristianesimo, riteneva che «è cosa buona per l&#8217;uomo non toccare donna; tuttavia, per il pericolo dell&#8217;incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. (&#8230;) Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro. Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io; ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere» (<em>I lettera ai Corinzi</em>, cap. 7, 1-8). L&#8217;<strong>ebraismo</strong> pratica la circoncisione col presupposto -peraltro infondato- che essa provochi eiaculazione precoce e quindi renda il maschio «meno soggiogato dal potere delle donne» e incapace di «soddisfare appieno la propria partner» (28). L&#8217;<strong>Islam</strong>, infine, è la religione più contronatura tra quelle monoteistiche, punendo con la morte ogni tipo di piacere sessuale che non sia riconducibile al solo rapporto tra coniugi. Sulla facciata dei <strong>templi induisti di Khajuraho</strong>, invece, si possono osservare delle scene sfrenatamente erotiche.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/01/khajuraho7.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4345" title="khajuraho7" src="http://www.biuso.eu/wp-content/uploads/2010/01/khajuraho7-400x299.jpg" alt="" width="400" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">«I vantaggi della lussuria», come li definisce l&#8217;articolo, sono numerosi e diversi. Una sana, serena e libera attività sessuale «riduce il rischio di malattie cardiovascolari (&#8230;) inoltre aiuta a buttare giù i chili di troppo, grazie al consumo intenso di calorie -circa 200- che implica ogni rapporto (&#8230;) favorisce il rilascio di endorfine, e quindi rappresenta uno scudo nei confronti della depressione e può alleviare diversi tipi di dolore, dall&#8217;artrite al mal di testa. Le endorfine, poi, migliorano l&#8217;umore, favoriscono il riposo notturno e attenuano gli stati d&#8217;ansia. Per non parlare dei vantaggi di chi soffre di tensioni muscolari (&#8230;) Fare l&#8217;amore migliora anche l&#8217;elasticità della pelle (&#8230;), riduce la probabilità di andare incontro a dermatiti, purifica i pori e rende la pelle luminosa. (&#8230;) Fare sesso prima di tenere un discorso pubblico è il modo migliore per sconfiggere l&#8217;ansia, acquistare sicurezza in se stessi e mantenere la giusta concentrazione di fronte a una platea» (26).<br />
Tutti effetti che vengono ulteriormente esaltati se si tratta di una sessualità congiunta a un grande affetto reciproco, all&#8217;<strong>amore</strong> e all&#8217;innamoramento. Questi stati mentali, infatti, mettono in moto «un tipo di elaborazione complessiva che a sua volta stimola il pensiero creativo, interferendo con quello analitico (&#8230;) Forse l&#8217;amore è un modo particolarmente potente per indurre in noi un senso di trascendenza: essere “qui e ora” e al tempo stesso contemplare un futuro distante e, chissà, forse persino l&#8217;eternità» (N.Liberman e O.Shapira, 106-107). Naturalmente, queste sono descrizioni dell&#8217;amore che non spiegano perché mai essere innamorati scateni endorfine e creatività. Al di là degli effetti neurobiologici, l&#8217;amore rimane ineffabile ed è qui che abita davvero il sacro, nei corpi, nella loro tensione, nei loro piaceri.</p>
<p style="text-align: justify;">I monoteismi sessuofobici, con la loro povertà concettuale rispetto alla molteplicità splendente delle forme, con il senso di colpa che li intesse e che avvelena la vità già grama degli umani, con la miseria dei loro risultati storici, tali monoteismi -Ebraismo, Cristianesimo e Islam- costituiscono il veleno con il quale l&#8217;umanità si è da se stessa ammorbata. Non a caso, invece, la cosiddetta <strong><em>M</em></strong><strong><em>i</em><em>ndfulness</em></strong> rappresenta una pratica mentale che si ispira al buddhismo e ad altre forme meno abominevoli di religiosità. Mindfulness significa consapevolezza piena delle proprie sensazioni corporee, è una traduzione dell&#8217;indiano <em>Sati</em> e consiste in cinque elementi principali: «non reattività, auto-osservazione, concentrazione, descrizione, atteggiamento non giudicante», ai quali si aggiungono «curiosità, apertura, accettazione e amore» (F.Cro, 99). Appunto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.biuso.eu/2010/01/30/mente-cervello-62-%e2%80%93-febbraio-2010/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

