Archivi dei tag: illuminismo

Goya y Lucientes

Goya e il mondo moderno
Milano – Palazzo Reale
Sino al 27 giugno 2010

Goya o del presente. L’artista aragonese spezza la tradizione che fa dei ritratti e dei paesaggi uno strumento apologetico del potere o una semplice manifestazione emotiva del pittore. Con lui la realtà comincia a sfaldarsi, a transitare nel sogno, a diventare ciò che è: l’incontro della materia con la mente e della mente con gli eventi. E dunque con il tempo. Non c’è nulla di immutabile e fermo in questa pittura che trascorre dalla luce chiara eppur ironica delle opere giovanili -quasi una mescolanza di Canaletto e Francesco Guardi- al realismo sociale, per arrivare alla potenza dell’orrore, della guerra, della violenza, della morte. La serie di incisioni dal titolo Disparates descrive I disastri della guerra col linguaggio dell’incubo e di una notte insensata e pittoresca, tramite una congiunzione del terribile con il comico che è la cifra di ciò che chiamiamo “grottesco”. Goethe scrisse che, se visti dall’altezza della ragione, la vita appare una malattia e il mondo un manicomio. E sono esattamente questa vita e questo mondo che Goya disvela nella loro chiara e dolente assurdità.

I titoli delle cinque sezioni in cui la mostra è divisa rappresentano una sintesi del suo viaggio al termine della notte: Il lavoro del tempo. I ritrattiLa vita di tutti i giorniComico e grottescoLa violenzaIl grido. In ciascuna di esse le opere di Goya si accompagnano a quelle dei tanti che dopo di lui a lui si ispirarono, spesso in modo esplicito e con un’ammirazione senza limiti. Guernica sarebbe stata impensabile senza l’urlo di Goya. Il sarcasmo feroce di Otto Dix e di John Heartfield attingono a piene mani alla sua opera. Tra Goya e Bacon la continuità è evidente e profonda, in particolare nell’intuizione della temporalità che intesse ogni corpo e alla materia dà labile consistenza.
Un Settecento buio, un progresso dell’orrore che Horkheimer e Adorno hanno condensato in un celebre incipit: «L’illuminismo, nel senso più ampio di pensiero in continuo progresso, ha perseguito da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni. Ma la terra interamente illuminata splende all’insegna di trionfale sventura» (Dialettica dell’illuminismo, Einaudi 1982, p. 11). Di questa sventura che è di tutte le epoche, perché è l’umano, Goya ha colto il segreto e lo ha reso luce.

Trattato dei tre impostori

Anonimo
TRATTATO DEI TRE IMPOSTORI. La vita e lo spirito del Signor Benedetto de Spinoza
(Traité des Trois Imposteurs o Esprit de Spinoza)
A cura di Silvia Berti
Prefazione di Richard H. Popkin
Einaudi 1994
Pagine LXXXIV-313

tre_impostori

La vicenda di questo scritto è singolare. Sembra sia stato composto agli inizi del Settecento innestandosi sulla tradizione averroistica del leggendario De tribus impostoribus ma in realtà rielaborando e incastrando fra di loro testi di Spinoza, Hobbes, Vanini, La Mothe Le Vayer, Charron, Naudé, Lamy. Condannato, bruciato, gelosamente conservato e appassionatamente letto, sembrava lontano da ogni chiarificazione filologica fino a quando, nel 1985, Silvia Berti scoprì a Los Angeles un esemplare dell’edizione Levier del 1719, del quale qui presenta l’edizione critica. La curatrice lo attribuisce, con buoni argomenti pur senza una prova definitiva, al diplomatico olandese Jan Vroesen. In ogni caso, si tratta di uno dei documenti più significativi della letteratura libertina. Leggi il seguito »

Nicola Spedalieri tra Illuminismo e tradizione

in d’inverno un viaggiatore
Anno II – numero 2
Dicembre 2008
Pagine 14-16

dinverno_2

Da Canaletto a Tiepolo

Pittura veneziana del Settecento, mobili e porcellane della collezione Terruzzi
Milano – Palazzo Reale
Sino all’11 gennaio 2009

Venezia al centro, sempre. Nelle geometrie (il)luministiche di Canaletto, nei densi colori di Bellotto, nei frammenti e nelle forme già decadenti di Guardi. E poi i temi mitologici di Tiepolo, i capricci e le rovine di Luca Carlevarijs, gli dèi greci e i santi cristiani, i paesaggi bucolici e il mare. L’imponente collezione Terruzzi svela ancora una volta la molteplicità del secolo. Non uno, infatti, ma molti tempi convivono in quel mito razionalistico che è il Settecento.
Ai dipinti si aggiungono splendidi e ben conservati mobili e delle porcellane europee e cinesi.