Archivi dei tag: Eibl-Eibesfeldt

Vita pensata 9 – Marzo 2011

È uscito il numero 9 di Vita pensata, Rivista mensile di filosofia

Indice del numero 9 – Marzo 2011

[Miei contributi]

Editoriale: Femmina (con Giusy Randazzo), p. 4

Irenäus Eibl-Eibesfeldt (I parte), pp. 22-31

Donne senza uomini, (con Giusy Randazzo), pp. 39-40

La donna che canta, pp. 41-42

Prospettive sulla guerra civile, pp. 46-47

Mente & cervello 68 – Agosto 2010

Femmine e maschi costituiscono la medesima natura umana, ci sono «pochissime differenze rilevanti nella struttura o nelle funzioni cerebrali di maschi e femmine» (L.Eliot, pag. 29). Questo non implica, è chiaro, che non si diano differenze di altro tipo. Diversità anche profonde che danno ricchezza alla specie, ai generi femminili e maschili, ai singoli: dal modo in cui donne e uomini affrontano la depressione -«il disturbo psichiatrico più comune al mondo» (E.Westly, 38)- alle forme della comunicazione linguistica e comportamentale; dall’umorismo, con i suoi importanti significati relazionali e sessuali -«una donna ride molto quando è attratta da un uomo o quando percepisce il suo interesse, e quella risata, a sua volta, potrebbe renderla più attraente ai suoi occhi» (C.Nicholson, 60)- alla interpretazione delle gerarchie sociali. Leggi il seguito »

Risorse postumane

«I mobili confini tra l’uomo e le altre specie»
il manifesto
30 ottobre 2009 – pag. 11

manifesto_postumano_30_10_09

Etologia umana

Irenäus Eibl-Eibesfeldt
ETOLOGIA UMANA
Le basi biologiche e culturali del comportamento

(Die Biologie des menschlichen Verhaltens Grundriss der Humanethologie
R.Piper GmbH e Co. KG München, 1984)
Edizione italiana a cura di Rossana Brizzi e Felicita Scapini, con gli aggiornamenti dell’autore per l’edizione USA, 1989.
Bollati Boringheri, Torino 1993
Pagine XII-554

etologia_umana

«L’etologia umana può essere definita come la biologia del comportamento umano» (pag. 4) dove si definisce comportamento ogni azione che abbia uno scopo e sia consapevole, pianificata e intenzionale. Studiare la biologia del comportamento vuol dire analizzarne le componenti innate, quelle insite nell’organismo, sapendo comunque che nei mammiferi gli elementi innati e quelli acquisiti cooperano sempre nel produrre l’una o l’altra azione. Dal punto di vista etologico innatismo non vuol quindi significare che la natura umana sia immutabile, proprio perché la capacità di apprendere e quindi adattarsi meglio all’ambiente è costitutiva della nostra specie. «La vecchia contrapposizione tra empirismo e innatismo è oggi senz’altro superata. I tentativi del behaviorismo di ricondurre ogni comportamento a semplici collegamenti stimolo-reazione che si formano attraverso l’esperienza, possono considerarsi falliti. Il nostro sistema nervoso centrale non viene riempito di contenuti solo attraverso le percezioni sensoriali. Esso, al contrario, è predisposto a percepire, e dunque non è una tabula rasa. Il behaviorismo sopravvive tuttavia nelle idee di molti profani e le sue tesi semplicistiche sono accolte da una certa parte delle pedagogia, psicologia e sociologia» (380). Leggi il seguito »