Loris Cecchini
Genova – Palazzo Ducale
Sino al 17 luglio 2011

Su questa mostra io e Giusy Randazzo abbiamo scritto un articolo uscito sul numero di luglio 2011 di Vita pensata, al quale dunque rimando.
Qui ribadisco tutto il valore e il significato dell’arte concettuale, che è capace di contaminare tra di loro scultura, design, pittura, fotografia, architettura, trasformando la materia in pensiero e il pensare in forma visibile. L’immagine che vedete a sinistra è una parete che vibra, sono sinapsi in azione, è l’antichissima perfezione del cerchio che si apre alla dissoluzione nel tutto.
Artisti come Cecchini mostrano -con l’evidenza che gli oggetti sanno dare- che la nostra specie non si muove e vive solo in un mondo pre-dato al quale cerca di adattare al meglio se stessa in vista della sopravvivenza ma produce in gran parte tale mondo che risulta un inseparabile intreccio di natura e di artificio.
Milano – Padiglione d’Arte Contemporanea
Sino al 13 settembre 2009
Si comincia con quattro televisori che trasmettono l’ingresso della famiglia reale britannica ad Ascot nei giorni delle corse. Si chiude con le installazioni-documento di Alan Kane e Jeremy Deller dal titolo The Folk Archive, testimonianze sulla vita quotidiana degli inglesi: dalla sagre di paese ai finti escrementi lasciati qua e là, dai più improbabili carri funebri alle torte. Segnali -all’inizio e alla fine- di una tranquilla volgarità. Nel mezzo, però, altre opere della collezione del British Council immergono in alcuni tratti dell’arte contemporanea: l’indistinguibilità tra pittura e scultura; l’ibridazione con la fotografia e i video; l’utilizzo dei materiali e delle mescolanze più diverse (raffinata la Prayer Mat di Mona Hatoum: un finto tappeto costruito con migliaia di spilli placcati al nichel, al centro del quale una bussola indica La Mecca); lo studio degli effetti percettivi che rende Cataract 3 di Bridget Riley un dipinto in movimento, illusorio -certo- ma inevitabile alla visione. Proprio accanto si trova l’opera Stone Line di Richard Long, delle pietre poste sul pavimento, ovviamente immobili, mentre il quadro è praticamente frenetico.
Un’opera illuminante è l’installazione Canoe di Tony Cragg. La canoa non c’è. Si tratta, infatti, di una serie variegata di oggetti in plastica e metallo collocati nello spazio a riprodurre la forma di una canoa. E allora l’imbarcazione compare davvero, dando ragione ad Aristotele, a Husserl, alla Gestalt, per i quali l’intero è superiore alla somma delle sue parti e l’oggetto è una costruzione semantica della mente, condensata nel suo nome. Questo accade nella percezione del mondo; di tale dinamica l’arte fa la propria ragione d’essere e divenire.

gennaio 2009
Aa. Vv.
LA MENTE
Tradizioni filosofiche, prospettive scientifiche, paradigmi contemporanei
A cura di Stefano Gensini e Antonio Rainone
Carocci, Roma 2008
Pagine 453

L’obiettivo del libro è dichiarato all’inizio ed è del tutto condivisibile: «consolidare una frequentazione» con la tradizione filosofica «oggi sembra essenziale affinché la filosofia della mente non si insterilisca in un certo teoreticismo o scolasticismo, che è fra le sue tentazioni ricorrenti, e sempre più si alimenti nel dialogo con la ricerca di punta, in settori quali le neuroscienze, l’intelligenza artificiale, le scienze del linguaggio e la psicologia sperimentale, che mostrano di volersi e doversi cimentare con tematiche e vocabolari descrivibili come “mentalisti”» (Gensini-Rainone, p. 15). Leggi il seguito »
Pubblicato giorno
15 gennaio 2009
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