(Det enda rationella)
di Jorgen Bergmark
Con: Pernilla August, Stina Ekblad, Magnus Roosman, Rolf Lassgard
Svezia, 2009
Erland e May tengono dei corsi di educazione matrimoniale nella chiesa protestante della città. Il loro legame appare forte e sereno. Sino a quando Erland non si innamora, ricambiato, di Karin, moglie di un suo collega e amico. I due preferiscono parlarne esplicitamente ai rispettivi coniugi in modo da cercare tutti insieme “una soluzione razionale” che consiste nel vivere nella stessa casa, in attesa che questa passione effimera svanisca. Ma la razionalità delle intenzioni stride con la profondità anche temporale dei sentimenti.
Ben scritto e splendidamente recitato dai quattro protagonisti, questo film riprende il percorso dell’indagine del maestro Bergman sulla famiglia, sull’eros, sulla geometria delle relazioni tra i sessi. Tutti ben maturi, i personaggi vivono le loro passioni con lo stesso trasporto dei ventenni, mostrando dall’intimo e dall’interno la potenza di un sentimento che secondo Proust «quelle qu’en soit la cause, est toujours erroné» (Sodome et Gomorrhe, «A la Recherche du temps perdu», Gallimard, pag. 1358). Molto bello anche il finale, con gli sguardi rasserenati dall’abbandono.
di Lars Norén
Traduzione di Annuska Palme Sanavio
Teatro Studio – Milano
Regia di Carmelo Rifici
Con Giovanni Crippa, Elena Ghiaurov, Francesco Colella, Melania Giglio, Gianluigi Fogacci, Silvia Pernarella
Produzione Piccolo Teatro di Milano
Sino al 27 febbraio 2010

Svezia. Due coppie. Le loro esistenze durante il decennio 1989-1999, vissute tra viaggi, aeroporti, case editrici, ville toscane. Borghesi agiati e colti ma irrimediabilmente soli. Le due donne alla ricerca di una maternità che dia senso, i due uomini che oscillano tra indifferenza e avventure. Una follia sottile o conclamata li sfiora o li afferra. Sullo sfondo l’Europa e le sue guerre. Il tutto narrato e quasi fotografato in 30 scene, 30 dettagli di tempo.
La regia di Carmelo Rifici e le scene di Guido Buganza disegnano quelli che Marc Augè ha definito “non luoghi”, spazi aperti e sempre uguali nei vari continenti. Gli interpreti sono molto bravi e dediti completamente ai loro non facili personaggi. E tuttavia il testo rimane troppo didascalico, senza riuscire a cogliere l’epicità tragica dei modelli -Strindberg, Bergman-, preferendo uno stile piatto, un grigiore uniforme.
di Wim Wenders
Con: Campino (Finn), Dennis Hopper (Frank), Giovanna Mezzogiorno (Flavia), Patti Smith (Se stessa) Milla Jovovich (Se stessa)
Germania-Italia 2008

Düsseldorf. Finn è un celebre fotografo che si divide tra gallerie d’arte, foto di moda, ascolto di musica e profonda solitudine. Da quando è morta sua madre, fa sogni nei quali il tempo diventa liquido, gli orologi si piegano, gli spazi si dilatano o contraggono. Abituato a fotografare ovunque -anche mentre guida- evita per poco uno scontro frontale. La foto scattata in quell’istante raffigura una persona che gli sembrerà di incontrare anche a Palermo, dove si reca per un servizio fotografico. Qui conosce Flavia, pittrice che sta restaurando il Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis. Con lei cercherà di capire che cosa davvero gli stia accadendo, chi veramente stia sognando…
Wim Wenders continua il suo personale periplo del mondo. Dopo Tokyo, Lisbona, Berlino, il Texas, immerge questa vicenda tra la sua città natale e Palermo. Senza concedere nulla a promozioni turistiche ma cogliendo l’inquietudine dei luoghi. Palermo Shooting affronta in modo diretto il tema chiave, la morte, e lo fa con espliciti riferimenti a Bergman (Il posto delle fragole, Il settimo sigillo), a Escher e -più nascosti- a David Lynch. L’opera comincia con le mummie della cripta del Cappuccini e ruota intorno al carattere, al corpo, agli incubi del protagonista, presente in ogni scena. Nel ruolo più difficile, un Dennis Hopper misurato ma sempre inquietante. Il film è rischioso perché oscilla di continuo tra il sublime e il ridicolo ma il risultato è di una certa suggestione, soprattutto nell’analisi dell’affresco quattrocentesco e nel modo in cui viene legato all’intera trama.

Pubblicato giorno
7 dicembre 2008
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