Gioiosa è davvero la musica quando chi la esegue si diverte e si fa una sola cosa con quei suoni che ci ricordano come l’esistenza sia un intrico di geometria e di scarto dal prevedibile, dal già fissato. E allora gli attimi possono danzare, come si faceva al ritmo delle ciaccone, delle passacaglie, delle follie, dei capricci, del passo e mezzo, che rendono il Barocco una festa permanente, malinconica, aritmetica.
I sonatori della marca trevigiana hanno interpretato tale repertorio con la lievità e il rigore da cui queste musiche sono scaturite. E come regalo ulteriore ci hanno offerto due brani di Marco Uccellini (1603 ca. – 1680), uno dei quali è l’Aria sopra la Bergamasca che propongo all’ascolto e che invito a ballare
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Conversos, marrani, moriscos. La Spagna del XV e XVI secolo è intrisa di un rapporto profondo e conflittuale tra la dominanza cattolica e le comunità ebraica e islamica. Le radici di questo incontro sono profonde e la musica lo testimonia. Brani in onore della “Madre di Nostro Signore” si alternano al pianto e all’ironia delle minoranze, ai loro ritmi mediterranei e orientali. Il concerto dell’eccellente Ensemble Antonio Il Verso ha alternato musiche cristiane, sefardite e arabe in un intreccio armonico e concettuale che ha nello oud -strumento a corda dal timbro duro e sensuale- uno dei suoi emblemi. Molto bravi tutti gli interpreti, il cui suono e la cui voce immergono nel canto di altri tempi, altre terre.
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(Sa’ dawi - Tradizionale sefardita [Andalusia]
Esecuzione del Thomas Wimmer & Accentus Ensemble)
Catania - Teatro Sangiorgi
25 settembre 2009
Direttore Warcislaw Kunc
Henryk Mikołaj Góreck (1933) è un compositore assai poliedrico, capace di toccare una varietà di generi e di forme musicali, di dedicarsi -rinnovandola- alla musica sacra come alle sinfonie, a semplici melodie e a composizioni d’avanguardia. Un saggio lo si è potuto avere nel bel concerto organizzato dall’A.M.E. con il gruppo Opera Na Zamku in una serata dal titolo «A coloro che non sono tornati dal mare».
Musichetta IV ha la forza del trombone che -insieme a clarinetto, violoncello e pianoforte- scandisce ritmi densi e sincopati a raccontare l’inquietudine senza posa del tempo; Piccolo Requiem per una certa polka tocca le tonalità più diverse e, in alcuni momenti, anche molto tese ma alla fine comunica sentimenti di paradossale serenità; Good Night è veramente un commiato notturno: la luce di una candela posta sopra il pianoforte ha illuminato la voce del soprano Joanna Tylkowska che accompagnata dal flauto, dalle percussioni e dalla pianista ha fatto risuonare il saluto di Orazio al principe Amleto in un pianissimo che sconfina nel silenzio.
Goonga e Mithu Sain CERIMONIA DOHL
Per la tomba del Maestro Sufi Baba Shah Jamal
Due musicisti percuotono il loro dohl, il tamburo rituale, creando ritmi, onde, movimenti sempre più intensi e arcaici. Musica e trance, la musica come porta che conduce alla terra ed esprime tutto l’amore per essa. Il Sufismo è parte eterodossa ma pur sempre parte dell’Islam e i due fratelli Goonga e Mithu Sain sono tra i più importanti Sufi pachistani. Nello spazio ristretto e chiuso -e dunque poco adeguato- di un palcoscenico europeo, essi cercano di comunicare almeno l’intuizione di un rapporto con il mondo che non sia il dominio soggettivistico e calcolante ma il riposo ritmato nel cuore della terra. La forza dei tamburi fa vibrare i corpi, li esalta.
[Benvenuto in questo spazio. Il mio consiglio è comunque di prendere un buon libro e leggere. Sarà sempre meglio che navigare nella Rete senza un preciso obiettivo]
Date degli appelli di Filosofia della mente e Sociologia della cultura febbraio-marzo 2012
Nella pagina di questo sito dedicata ai Corsi è possibile leggere i risultati delle valutazioni didattiche espresse dagli studenti sui corsi svolti nell'a.a. 2010-2011 (file pdf)