Sento lo scorrere delle ore, dei giorni, in un modo fisico. Vorrei, spesso, fermare questo fiume che non conosce soste, rallentamenti, accelerazioni. Mi sembra di vedere quasi l’avvicinarsi della fine e vorrei immergermi sereno in un attimo immobile. Tutto questo accade perché percepisco con chiarezza la temporalità del mio corpo, il fluire dei suoi liquidi, l’avanzare della sua potenza e del suo tramonto.
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16 marzo 2010
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Corso di Filosofia della mente
Ogni pensiero dell’essere, ogni filosofia, non può mai essere confermato mediante i «fatti», cioè tramite l’ente. Rendersi intelligibile è il suicidio della filosofia. Coloro che idolatrano i «fatti» non si accorgono mai che i loro idoli brillano solo di luce riflessa. E non devono nemmeno accorgersene; ne sarebbero immediatamente sconcertati e diverrebbero così inservibili. Idolatri e idoli vengono però impiegati laddove gli dèi sono in fuga e annunciano così la loro vicinanza.
— Martin Heidegger, Contributi alla filosofia. (Dall'evento), Adelphi, § 259, p. 424
L’affrancamento della filosofia dalle strette della fondazione scientifica, dell’interpretazione culturale, del servizio ideologico, della metafisica quale sua propria prima essenza che degenera nella malaessenza, è solo la conseguenza dell’altro inizio, e solo come tale va veramente gestita.-
L'ombra d'Argo
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Lettera da una Quercia
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6 commenti
E’ l’ulteriore conferma di ciò che penso da sempre : ciò che scrivi è sempre interessante e, soprattutto, molto stimolante.
Il tuo sito dovrebbe essere reso “obbligatorio” a tutti,
studenti diligenti o fannulloni, docenti preparati o asini, genitori coscienti o assenti, casalinghe serene o insodddisfatte, uomini consapevoli o semplici, …
E, per dirti tutta la stima e la riconoscenza che provo per te,
io ti auguro,
non di immergerti in un attimo immobile ma,
una lunga vita ricca di ” tuoi doni” per tutti quelli che hanno la fortuna di conoscerti !
Grazie Illumination, con tutto il cuore.
Spero di meritare le tue parole e il tuo augurio.
In ogni caso, arrivato a questa svolta del tempo, sono sempre più convinto che a contare non sia il quanto ma il come.
E il come della vita non dipende dal singolo soltanto ma dal tessuto di relazioni nel quale è inserito.
Anche per questo sono grato a te e a tutti coloro che mi vogliono bene.
…il come “dirlo” … nel tessuto relazionale
ecco che il linguaggio assume quell’enorme importanza che cerco di contribuire a definire, fra l’altro, relazionandomi in ambito opinativo-percettivo…
Atteggiamento meditativo, semplicità, consapevolezza. Ecco come parla un filosofo! Questi pensieri sono per me momenti di ristoro. Sarebbe anche bello capire il tempo che tu stesso hai attraversato per gustare, in parte anche noi, la tua coscienza.
Grazie, Salvatore, per delle parole così belle. Il tempo, come sai, è nella sua essenza ineffabile. Cerco comunque di comprenderlo quanto più è possibile e di comunicare il compreso. Ed è per questo che nei miei testi teoretici parlo anche di me, senza dire “io”. Durante le nostre Vacanze Filosofiche, poi, i corpi parlano del tempo che sono e che li ha attraversati. Per questo risultano giorni tanto intensi. La comunicazione è sempre difficile ma quando si realizza ne veniamo appagati profondamente, da animali linguistici quali siamo. Un abbraccio.
Ogni tanto leggere un pensiero del genere fa bene alla salute, questo blog è sempre un distributore di ossigeno. E non dimentichiamo che nella sua lucida prosa c’è molta poesia.
Grazie di tutto