Corpotempo

Sento lo scorrere delle ore, dei giorni, in un modo fisico. Vorrei, spesso, fermare questo fiume che non conosce soste, rallentamenti, accelerazioni. Mi sembra di vedere quasi l’avvicinarsi della fine e vorrei immergermi sereno in un attimo immobile. Tutto questo accade perché percepisco con chiarezza la temporalità del mio corpo, il fluire dei suoi liquidi, l’avanzare della sua potenza e del suo tramonto.

6 commenti

  1. Illumination
    Pubblicato 1 febbraio 2010 alle 09:01 | Permalink

    E’ l’ulteriore conferma di ciò che penso da sempre : ciò che scrivi è sempre interessante e, soprattutto, molto stimolante.
    Il tuo sito dovrebbe essere reso “obbligatorio” a tutti,
    studenti diligenti o fannulloni, docenti preparati o asini, genitori coscienti o assenti, casalinghe serene o insodddisfatte, uomini consapevoli o semplici, …
    E, per dirti tutta la stima e la riconoscenza che provo per te,
    io ti auguro,
    non di immergerti in un attimo immobile ma,
    una lunga vita ricca di ” tuoi doni” per tutti quelli che hanno la fortuna di conoscerti !

  2. Pubblicato 1 febbraio 2010 alle 14:57 | Permalink

    Grazie Illumination, con tutto il cuore.
    Spero di meritare le tue parole e il tuo augurio.
    In ogni caso, arrivato a questa svolta del tempo, sono sempre più convinto che a contare non sia il quanto ma il come.
    E il come della vita non dipende dal singolo soltanto ma dal tessuto di relazioni nel quale è inserito.
    Anche per questo sono grato a te e a tutti coloro che mi vogliono bene.

  3. Giuseppe Cerruti
    Pubblicato 9 febbraio 2010 alle 10:07 | Permalink

    …il come “dirlo” … nel tessuto relazionale
    ecco che il linguaggio assume quell’enorme importanza che cerco di contribuire a definire, fra l’altro, relazionandomi in ambito opinativo-percettivo…

  4. Salvatore Fricano
    Pubblicato 13 febbraio 2010 alle 18:45 | Permalink

    Atteggiamento meditativo, semplicità, consapevolezza. Ecco come parla un filosofo! Questi pensieri sono per me momenti di ristoro. Sarebbe anche bello capire il tempo che tu stesso hai attraversato per gustare, in parte anche noi, la tua coscienza.

  5. Pubblicato 13 febbraio 2010 alle 23:48 | Permalink

    Grazie, Salvatore, per delle parole così belle. Il tempo, come sai, è nella sua essenza ineffabile. Cerco comunque di comprenderlo quanto più è possibile e di comunicare il compreso. Ed è per questo che nei miei testi teoretici parlo anche di me, senza dire “io”. Durante le nostre Vacanze Filosofiche, poi, i corpi parlano del tempo che sono e che li ha attraversati. Per questo risultano giorni tanto intensi. La comunicazione è sempre difficile ma quando si realizza ne veniamo appagati profondamente, da animali linguistici quali siamo. Un abbraccio.

  6. Giulio Penna
    Pubblicato 16 febbraio 2010 alle 14:33 | Permalink

    Ogni tanto leggere un pensiero del genere fa bene alla salute, questo blog è sempre un distributore di ossigeno. E non dimentichiamo che nella sua lucida prosa c’è molta poesia.
    Grazie di tutto

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