La donna e i poliziotti

Militarizzazione del territorio, manganelli, lacrimogeni ad altezza d’uomo, ruspe, distruzione delle tende dei cittadini, armi chimiche. Anziani, donne, persone inermi picchiate, inseguite nei boschi, insanguinate. Perché? Questa è l’azione dei manichini armati al servizio delle aziende mafiose, dei partiti corrotti, delle banche per le quali un’opera tecnicamente ed economicamente del tutto inutile e dannosa -la linea ad Alta Velocità da Torino a Lione- è una fonte di danaro fuori da ogni controllo. La pagheremo tutti noi quest’opera, con i nostri soldi, con le tasse, con i servizi sempre più scadenti. Valli distrutte, umani umiliati, potenti ghignanti. No, non si tratta di una questione soltanto locale. È la metafora più pregnante della guerra che lo stato sta conducendo contro i cittadini italiani, della distruzione di risorse comuni che il peggior governo e la peggiore opposizione dell’Italia repubblicana vanno praticando con tenace volontà di morte.
La grande stampa (per non dire le televisioni) è quasi tutta schierata a favore della disinformazione. Anche per questo invito a visitare il sito No Tav e a vedere due filmati. Nel primo una donna espone le ragioni del rifiuto del Tav a una schiera di poliziotti rigidi come burattini. Il secondo è un’efficace sintesi di testi, immagini, voci che documentano quanto sta avvenendo in Val di Susa. Durano nove minuti ciascuno. Meritano il nostro tempo.

28 commenti

  1. Andrea Tavano
    Pubblicato 3 luglio 2011 alle 14:58 | Permalink

    Troppe volte abbiamo fatto finta di niente. Ora la questione e’ montata e se io potessi scapperei via di qui a manifestare con loro, perche’ i loro ‘No’ sono anche i miei. La signora nel video dice delle cose cosi semplici eppure cosi ‘aliene’ per l’italiano medio. Ha proprio ragione, ormai ci siamo abituati, ci hanno fatto abituare. Io provo vergogna, che italia stiamo consegnando alle future generazioni? Solo gli idioti possono credere veramente alle fandonie del potere riguardo la modernizzazione che ci impone. Venissero a modernizzare le monorotaie di sicilia piuttosto.
    Io vorrei capire la posizione del pd, quello pseudo partito di amebe che abbiamo. E ‘Repubblica’, da che parte sta? un bel fondo non lo scrive? Davvero credono che sono tutti violenti? fa comodo crederlo, certo. L’ambiguita’ di queste cose la detesto.

    Grazie per diffondere questi filmati, professore.
    Bisogna conquistare ben altro pubblico purtroppo.

  2. aurora
    Pubblicato 3 luglio 2011 alle 17:36 | Permalink

    non so da quale parte sta la ragione.Non ho fiducia nella lega che non vuole far pagare le multe relativamente allo sforamento delle quote latte agli agrari,perchè con i loro voti Zaia è diventato governatore del Veneto, Maroni non mi piace,non mi piace neanche Calderoli perchè vuole andare con i lanciafiamme a Napoli e vuole che le immondizie se le tengano i napoletani,ignorando che industrie venete hanno portato per anni immondizie nocive da quelle parti.intanto il 25 aprile per il Berlusconi si allontana e Angelino Alfano si consola partecipando al matrimonio del principe Alberto di Monaco
    Distinti saluti

  3. Adriana Bolfo
    Pubblicato 5 luglio 2011 alle 11:56 | Permalink

    “Umani umiliati, potenti ghignanti”. Ce n’è più che abbastanza per pensare alla grafica di Grosz, che pur si riferisce ad altri tempi e contesto. Il fondo è quello comunque, l’oppressione, il disprezzo, la sicurezza dell’impunità.

    Imporre uno dei lavori pubblici….Uno dei commenti nella pagina del video dice che la maggioranza ha votato i lavori e che allora questo tunnel si farà. A parte il fatto che non si capisce se sia la maggioranza dei votanti in parlamento o una maggioranza d’altro genere, locale, questo comunque dovrebbe far interrogare su tante “convergenze parallele”.

    Anche i normali cittadini votanti non votano su singoli quesiti, quando votano un politico e per di più in liste “blindate”, altrimenti credo che i risultati locali (Piemonte) sarebbero stati almeno un poco diversi.

    Distruggere il territorio è uno dei modi per distruggere le persone.

  4. Maria
    Pubblicato 6 luglio 2011 alle 09:41 | Permalink

    Che dire oggi dopo gli scontri violenti, dopo un discorso fatto da una donna madre di famiglia militante per una affermazione ideologica ben definita, sottoscrivibile sotto tutti i punti di vista. Le parti non comunicavano, l’ appello, fermo e responsabile era indirizzato ad orecchie non sintonizzate; che dilemma terribile la scelta di stare dall’ una o dall’altra parte perchè serve rispettare i diritti e i bisogni di tutti, escludere l’ intervento violento, dialogare sul serio essendo disposti a riconoscersi nel patteggiamento. Temo che la forza continuerà ad avere il sopravvento, sia quella istituzionale sia quella ideologica. E dunque a continuare ad essere liberi di pensare.

  5. Pubblicato 6 luglio 2011 alle 22:17 | Permalink

    Ciao!
    Ho letto con piacere il tuo articolo ed è inutile dire che concordo appieno su quanto hai scritto. Credo che sia davvero vergognoso che si utilizzino tali metodi contro dei cittadini PER LO PIU’ pacifici e indifesi. Come alsolito, quello che mi fa rabbia è che da molti giornali emergano solo le ripetute e ridondanti parole di “black block, centri sociali e quant’altro” riferito al movimento NO TAV tralasciando del tutto la stragrande maggioranza di quelle persone che non sono nè black block né pericolosissimi “anarchici-insurrezionalisti” ma semplicemente cittadini incaxxati/ esasperati. Purtroppo da tempo sembra che ogni protesta rimanga del tutto inascoltata…e la cosa peggiore è che anche l’opposizione cade in quegli squallidi giochi di potere/profitto uniformandosi al triste “trend” di questi anni. no comment.
    Ciao:-)
    Giulia B.

  6. Pubblicato 8 luglio 2011 alle 22:45 | Permalink

    Finalmente anche la grande stampa comincia a esprimere dei dubbi sul Tav Torino-Lione. Consiglio di leggere un articolo su L’Espresso e poi rispondere al questionario collegato.

  7. Paolina Campo
    Pubblicato 14 luglio 2011 alle 08:50 | Permalink

    “Sei favorevole alla TAV?” No, non sono favorevole. Come non sono favorevole al progetto assurdo del ponte sullo stretto di Messina. Dove sta l’innovazione, il miglioramento della viabilità in Sicilia? Da una parte c’è la Salerno- Reggio Calabria che fa paura; dall’altra, una Sicilia in cui il territorio, la storia, le tradizioni vengono soffocate e deturpate da amministrazioni senza scrupoli. Penso a Palermo, la mia città d’origine. Quanti siciliani, o peggio, quanti palermitani conoscono la Zisa, la Cuba, la Kalsa se non nell’accezione di quartieri malfamati? Quanti conoscono la storia dei fiumi Papireto e Kemonia? Pochi, pochissimi. Attorno a questi gioielli della storia siciliani ci sono quartieri degradati, sporcizia, degrado. Parlo di Palermo come potrei parlare di Catania o Messina. Tutto ridotto ad un “cimitero” muto. La storia è vita, i nostri luoghi ci parlano. Dice bene quella donna ai poliziotti: “Cosa dobbiamo raccontare ai nostri figli?”

  8. Pubblicato 22 luglio 2011 alle 13:02 | Permalink

    Dario Sammartino mi segnala che sul periodico La Voce -redatto da economisti rigorosi, competenti, avalutativi e liberisti- Andrea Boitani e Marco Ponti hanno pubblicato un breve articolo che fa assoluta chiarezza sulla questione TAV: modalità, ragioni, conseguenze.
    Si legge in un minuto. Va letto.

  9. Pubblicato 22 luglio 2011 alle 14:12 | Permalink

    ho letto, è una verità per la quale non occorre neppure esser grandi ingegneri o economisti, per poterla intravvedere: le cosiddette grandi opere non sono utili ai futuri e ipotetici fruitori ma sono utili a chi ne distribuisce gli appalti

    diciamo che l’unico difetto dell’articolo è forse che lo sapevamo già, anche se è ben fatta e seria la puntualizzazione

  10. Adriana Bolfo
    Pubblicato 23 luglio 2011 alle 16:36 | Permalink

    Letti entrambi gli articoli, argomentati e pacati (anche argomentati e basta mi sembrerebbero buoni). E, infine, sono d’accordo con la domanda conclusiva dell’articolo sull’Espresso.

  11. Adriana Bolfo
    Pubblicato 26 luglio 2011 alle 10:45 | Permalink

    Sempre a proposito del problema, segnalo, sul Fatto Quotidiano del 6 luglio u.s.: Luca Mercalli,
    “Politici e TAV, come Pinocchio nel paese di Acchiappacitrulli”, p.10; Furio Colombo, “I veri nemici della Valle di Susa”, p.19.

    Forse non compendiano l’intero problema, ma sono ricchi di argomentazioni contro l’utilità dell’opera e contro certi assunti politico-istituzionali (come quello per cui una iniziativa votata debba essere comunque messa in atto anche stante l’opposizione degli abitanti, i diretti interessati, cioè colpiti, dall’opera stessa).

    Per mia informazione, mi piacerebbe una sintesi cronologica dell’iter e delle ragioni a favore dell’opera. Grazie a chi segnalerà.

  12. saskia
    Pubblicato 30 agosto 2011 alle 14:47 | Permalink

    Solo ora ho letto l’articolo e guardato i video, in questa calda ma tranquilla giornata di rientro al lavoro.
    Tra le mail “arretrate” ho appena letto anche questa I costi della giustizia infinita di Bush: 250.000 morti, che sintetizza i dati di una ricerca della Brown University sui costi della “guerra infinita” di Bush.
    Che dire, cerchiamo di continuare a raccontare queste cose non solo a “noi, al nostro giro” ma anche a tutti gli altri, è l’unica via, come fa la donna del video… anche se a volte mi sembra che la distanza tra chi si informa, si confronta, prova a “partecipare” e chi si beve ore di tv e di calcio o si accontenta di quello che dicono i “grandi giornali liberali” aumenti, aumenti, aumenti.

  13. Pubblicato 5 settembre 2011 alle 15:45 | Permalink

    Ricevo da un amico valsusino questa significativa testimonianza.
    Significativa degli enormi interessi finanziari in gioco in quella zona d’Italia e dello “Stato di polizia” che vi si sta costruendo, un’anteprima di ciò che si vuole applicare all’intera penisola.

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    Il clima in Val di Susa
    Per capire il clima che si vive in Val di Susa… una testimonianza per riflettere. Buona (istruttiva) lettura.

    Sabato 27 agosto 2011, verso le ore 17, ho visto dalla finestra della cucina della mia abitazione sita nella frazione San Giuliano di Susa, una vettura della polizia fermare un’auto nera, su cui erano presenti due ragazzi. Dalla volante sono scesi due poliziotti e, dopo aver chiesto loro i documenti, hanno incominciato a perquisire corporalmente prima i ragazzi e poi l’auto, buttando tutto per terra. Finita la perquisizione dell’auto e rimessi gli oggetti al suo interno, hanno incominciato di nuovo a controllare la vettura e a ributtare tutto in aria.

    In seguito, dopo circa un’ora e mezza, è arrivata un’altra auto della polizia e un’auto civile con tre persone a bordo, probabilmente agenti di polizia in borghese. Questi ultimi hanno fotografato il materiale sequestrato (un casco giallo, una corda da arrampicata e qualcosa che era dentro al casco) e i ragazzi. Incuriosito dalla operazioni di polizia, ho scattato alcune fotografie dalla finestra della cucina a ciò che stava accadendo in strada. A un certo punto, verso le 18.40 circa, l’agente in borghese con la maglia a strisce ha indicato che li stavo fotografando dalla finestra e, finita la perquisizione, ha suonato a casa mia (secondo piano) intimandomi di scendere.

    Nel frattempo mia nonna che abita al primo piano, ignara del fatto che mi avessero suonato e preoccupata nel vedere delle persone in abiti civili sostare davanti al cancello e scrivere su di un taccuino appunti controllando la buca delle lettere, è scesa in giardino e ha chiesto loro cosa volessero. L’agente in borghese con la maglia a righe le ha detto che erano della polizia e che doveva esibire un documento. Mia nonna ha risposto che non aveva il documento in tasca. A quel punto le è stato intimato di mostrare il documento altrimenti avrebbero perquisito la casa. Mia nonna, tremante e terrorizzata dall’eventualità di una perquisizione, è salita in casa per cercare il documento che conserva in un cassetto e, avendo presumibilmente impiegato più tempo di quanto loro avessero previsto, hanno suonato insistentemente il campanello.

    Quando è ritornata al cancello per presentare la carta d’identità, lo stesso signore con la maglia a righe le ha detto di farmi scendere e, quando lei ha affermato che ero minorenne e che a breve sarebbe arrivata mia madre, ha detto “appunto perché è minorenne deve scendere”. In quel momento mi sono accorto che mia nonna era terrorizzata e, avendo paura che potesse essere assalita da un malore, sono sceso in giardino a sono andato al cancello, dove il signore con la maglia a righe stava prendendo i dati dal documento di mia nonna.

    Mi hanno chiesto nome, cognome, luogo e data di nascita, poi mi hanno fotografato. Ribadisco che ero nel giardino di casa mia. Intanto l’agente in borghese con i capelli ricci mi ha chiesto perché fotografavo. Io ho risposto che era solo per documentare dei fatti e allora lui mi ha detto che dovevo smettere di fare le foto alla Polizia e che se avevo la memoria corta, per cui mi servivano le immagini, avrei dovuto studiare o fare qualcosa di utile. Ha aggiunto, che se volevo fare delle foto dovevo uscire per la strada e non scattare dalla finestra. Non paghi, prima di allontanarsi, hanno fotografato anche la mia abitazione. Durante la notte tra sabato e domenica la mia nonna, scossa per l’accaduto, non è riuscita a dormire.

    Francesco Perino, nato a Susa il 22 marzo 1994, e Marina Gioberto, nata a Susa il 13 giugno 1934

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  14. Pubblicato 11 settembre 2011 alle 10:44 | Permalink

    La linea TAV Torino-Lione è “la più grande rapina mai vista alle casse dello Stato“.
    Lo sapeva già il ministro socialdemocratico Luigi Preti che il 13 febbraio 1993 scrisse una lettera profetica, nella quale afferma -tra l’altro- che “quando io sarò morto e tu, Necci, Tesini e Barucci sarete vecchi, colui che presiederà al momento la TAV dirà che non è umanamente possibile fare ciò che il documento prevede. Così come io ho sempre detto, pagherà tutto lo Stato dei nostri figli e nipoti“.
    E’ quanto sta accadendo e accadrà sempre più se non si ferma questa insensatezza criminale, vera metafora dell’Italia più corrotta.
    Se ne parla in un libro di Ivan Cicconi presentato sul Fatto quotidiano.

  15. Pubblicato 25 ottobre 2011 alle 20:38 | Permalink

    Segnalo un ottimo articolo di Marco Travaglio -titolo: Troiate ad Alta Velocità-, che con la consueta vivacità e brevità chiarisce ancora una volta l’assurdità del TAV.
    Ricordo anche che il governo minaccia di far arrestare tutti coloro che entrano senza autorizzazione nell’area del cantiere. Le manette in Italia vengono applicate non ai corrotti, ai bancarottieri, agli amministratori ladri ma alle persone che difendono il buon senso, il loro territorio e quello che rimane della cosa pubblica, come documenta Marco Revelli in un altro articolo molto bello dal titolo Il popolo della Valle.
    E’ un’infamia dell’attuale maggioranza ma anche dell’opposizione, a cominciare da Fassino.

  16. Pubblicato 18 dicembre 2011 alle 18:13 | Permalink

    Beppe Grillo paragona giustamente gli abitanti della Val di Susa ai palestinesi di Gaza.

  17. Adriana Bolfo
    Pubblicato 29 dicembre 2011 alle 15:34 | Permalink

    Carissimi tutti, nell’inviarvi auguri per…..( completare a scelta), trascrivo testualmente il seguente trafiletto dal quotidiano genovese ‘Il Secolo XIX’ di ieri, 28 dicembre 2011, pag. 9:

    Pd protesta col ministro -Scolaresca portata in gita al cantiere Tav

    Torino. In gita scolastica davanti alle reti che circondano il futuro cantiere del Tav, fra le montagne della Valle di Susa. Come se il “fortino” presidiato dalla polizia e dagli alpini fosse un museo o una città d’arte. Due classi di un liceo, il Lorenzo Federici di Trescore Balneario (Bergamo), sono salite a Chiomonte (Torino) il 23 dicembre. Per visitare i luoghi che da almeno un anno rimbalzano agli onori della cronaca per le ripetute dimostrazioni dei No Tav. L’iniziativa – definita “un fatto sconcertante” – ha fatto infuriare Stefano Esposito, deputato Pd, convinto sostenitore dell’alta velocità Torino-Lione. Che ha protestato col ministro Profumo.

    Questa la notizia. A parte la punteggiatura opinabile e il “come se” della seconda frase (di chi si interpreta il pensiero, e da parte di chi?), la vera notizia è, per me, la protesta dell’Esposito Pd contro, di fatto, la libertà di insegnamento -tanto invocata proprio dalla sinistra- e la libertà di spostamento sul territorio nazionale. Tale protesta è stata indirizzata al ministro dell’ Istruzione, come ad additargli gli insegnanti reprobi, rei di tale iniziativa.

    Inoltre: viene ritenuta condannabile una ricognizione , che per se stessa non può inclinare a simpatie o antipatie per il progetto; viene ritenuta condannabile l’istituzione scuola pubblica (ancora una volta!; non è che tra un po’ verrà considerata responsabile della siccità nel mondo, della disarmonia delle sfere e di qualche epidemia galattica?).

    Non sarà che di fronte agli interessi sovrani -il solito denaro- le libertà conclamate, l’ambiente, la conoscenza e tanti altri bei temi di sospetta esercitazione retorica vanno immediatamente all’aria? Del resto, nella protesta dell’Esposito non c’è ideologia nel senso di falsa coscienza, dato che nulla viene coperto né dissimulato: un “convinto sostenitore” (cito dall’articolo) sostiene che nemmeno si debba vedere “il futuro cantiere” (sempre dall’articolo) di ciò che sostiene.

    Più chiaro di così….

    Saluti.

  18. Pubblicato 30 dicembre 2011 alle 20:33 | Permalink

    Auguri anche a lei, cara Adriana.
    Alberto Perino proposto come uomo dell’anno.
    Sono d’accordo.
    “L’elenco di chi vuole la Tav a qualunque costo, anche di trasformare una tra le più civili valli alpine in un territorio militarizzato come l’Afghanistan (non avvenne neppure durante l’occupazione tedesca nella Seconda guerra mondiale) è impressionante. Ci sono le banche, tutti i partiti, le cooperative rosse, le cooperative bianche, la ‘ndrangheta, le cosiddette Istituzioni, dalla Presidenza della Repubblica alla Regione Piemonte, le Ferrovie dello Stato, la Francia, i giornali, dalla Repubblica al Corriere della Sera. Contro la Tav ci sono solo semplici cittadini come Perino, valsusini che proteggono la loro terra da uno scempio insensato e per questo sono trattati da criminali, da bifolchi montanari, da retrogradi, da black bloc”.

  19. Pubblicato 22 febbraio 2012 alle 15:44 | Permalink

    Ricevo e segnalo.

    ================
    Invio questo avviso anche a chi non abita vicino perchè mi sembra un messaggio di speranza: resistenza unitaria di comunità montana, amministrazioni comunali, associazioni ecologiste (Legambiente nazionale si è dichiarata contraria alla nuova linea Torino-Lione) e movimento popolare nonviolento contro una decisione imposta e uno spreco immane di risorse nazionali in tempo di crisi!
    Federico Repetto

    —– Original Message —–
    From: Circolo Legambiente Valle Susa

    Subject: manifestazione notav 25 febbraio

    IN ALLEGATO IL MANIFESTO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 25 FEBBRAIO 2012

    Legambiente Vallesusa invita tutti..ma proprio tutti, grandi e piccini, a partecipare
    alla manifestazione, questa volta è importante esserci ed e esserci in tanti, con il
    nostri colori, dobbiamo essere in tanti per chiedere un servizio ferroviario decente,
    per chiedere che i piccoli comuni, che sono spesso le eccellenze di questa nostra Italia non vengano cancellati, che i soldi vengano spesi per mettere mano ad un territorio devastato dalla cementificazione selvaggia, dall’abbandono…. chiediamo che i pochi soldi che ci sono vengano spesi per la scuola, che rappresenta il nostro futuro….per le tante piccole opere necessarie alla vita di tutti i giorni, vengano spesi per un miglioramento del servizio di trasporto pubblico nei grossi centri urbani e per una politica del trasporto merci su rotaia

    DOBBIAMO ESSERE PRESENTI PER URLARE,
    ANCORA UNA VOLTA, I NOSTRI SI
    e dire no alla militarizzazione di un territorio,
    e alla criminalizzazione del dissenso, no ad un opera che nessuno vuole, e che sempre meno tecnici ed esperti ci credono, contro gli avvoltoi
    degli appalti delle opere pubbliche che hanno
    spolpato le casse del nostro paese….

    Il concentramento sarà per tutti i legambientini verso la testa al corteo,
    dietro lo striscione di legambiente vallesusa TAV: LA TRUFFA DEL SECOLO

    IL CONCENTRAMENTO E FISSATO PER LE 13,OO… SAREMO POSIZIONATI DOPO
    LA STAZIONE DI BUSOLENO….PORTARE BANDIERE GIALLE,….

    PER OGNI INFO:
    MARIO ACTIS 3200514499 OPP. 011 9649658

  20. Pubblicato 28 febbraio 2012 alle 19:00 | Permalink

    Sembra che la linea ad Alta Velocità Torino-Lione sia già stata ridimensionata e probabilmente non sarà mai portata a compimento.
    Perché, allora, si insiste nell’iniziare un’opera devastante e inutile? Perché si distrugge una valle e si utilizza la violenza contro i suoi abitanti, fino a ucciderli o quasi? Perché?

    Enrico Peyretti ha scritto parole del tutto condivisibili:

    ==============
    Il movimento NoTav, attivo da venti anni, è diventato un caso nazionale dopo il grave incidente di Luca Abbà, del 27 febbraio. E’ sempre più chiaro che estremismi e forzature, da un lato o dall’altro, occultano le ragioni sostanziali pro o contro la nuova linea Torino-Lione.
    Ogni volta che un dibattito, in sedi serie, tra competenti tecnici ed economici ha confrontato le une e le altre ragioni, quelle favorevoli non sono state capaci di reggere alle contrarie, precise e articolate.
    La politica ha largamente ignorato le obiezioni ambientali, sociali, economiche, trasportistiche, previsionali, e ha deciso in base a modelli di crescita materiale astratta dalla vita reale e dalle previsioni realistiche. Tali modelli si dimostrano sempre più fallimentari nella crisi radicale, e non settoriale, culturale e non solo economica, del sistema finanz-capitalistico.
    L’opposizione valsusina non è un localismo gretto, ma un esempio “glo-cale”, di seria esigenza di partecipazione concreta e motivata alla politica generale. Noi vorremmo che la preoccupazione e l’emozione permettesse ai notav di tenere ben fuori e lontano dalle loro manifestazioni chi ne approfitta per sfoghi eccessivi se non violenti, e così diffama le loro ragioni. E vorremmo che, nonostante il muro che incontrano, i notav puntassero soprattutto sulla campagna di informazione nazionale e internazionale. Ciò è possibile tanto meglio quanto il movimento di protesta agisce con mezzi positivamente nonviolenti per potere comunicare i suoi argomenti.
    Si sa bene che gli interessi in gioco vogliono in tutti i modi far apparire violenta e insensata l’opposizione al tav. La resistenza sarà più forte quanto più si dimostrerà qualificata presso l’opinione pubblica.
    E’ giusto che la magistratura persegua casi reali di violenza nelle proteste, ma lo stesso deve fare anche per gli indubbi abusi di forza compiuti dalla polizia. L’eccesso di una qualunque delle due parti nel confronto non giustifica mai una risposta eccessiva, tanto meno da parte dei tutori della legge.
    Enrico Peyretti, 28 febbraio 2012
    ==============

  21. Pubblicato 1 marzo 2012 alle 18:08 | Permalink

    In Val di Susa, e quindi in Italia, siamo ormai ai livelli della polizia cilena al tempo di Pinochet, ai livelli della polizia rumena sotto Ceausescu:
    - Una pizzeria invasa con i vetri infranti
    - Una testimonianza audio-video sulla violenza delle forze del disordine
    - Gli agguati della polizia contro chi tornava in treno dalla Val di Susa

  22. Pubblicato 3 marzo 2012 alle 15:28 | Permalink

    I fatti e la diffamazione

  23. Pubblicato 5 marzo 2012 alle 17:43 | Permalink

    La questione TAV chiarisce in modo efficace per quali ragioni Mario Monti è una pericolosa bufala (a voler essere buoni).

  24. Pubblicato 6 marzo 2012 alle 14:31 | Permalink

    Adriana Bolfo -che ringrazio- mi ha segnalato questo breve filmato, nel quale la competenza di alcuni decisori politici a proposito del Treno ad Alta Velocità Torino-Lione si mostra in tutto il suo fulgore.

  25. Pubblicato 6 marzo 2012 alle 21:49 | Permalink

    mi permetto, caro alberto, di riportare ad un post scritto da una lettrice abituale del mio blog, che mi pare ben inerente al tema

    http://noidelteatro.blogspot.com/2012/03/vogliono-fare-la-tav-pero-chiudono-gli.html

  26. Pubblicato 19 marzo 2012 alle 18:13 | Permalink

    Mafiosi, ladri, grandi evasori fiscali, bancarottieri, corruttori e corrotti di ogni risma -vale a dire amministratori e parlamentari- rimangono liberi a godersi i frutti dei loro crimini. Alcune persone che hanno difeso la propria terra dalla distruzione, dallo sfruttamento, dalla ‘ndrangheta -e cioè dal TAV- sono in regime duro nelle carceri italiane.
    Questa è la violenza dello Stato, questa è la sua “giustizia”.

  27. Pubblicato 26 novembre 2012 alle 08:34 | Permalink

    Dario Sammartino mi segnala un breve e rigoroso articolo nel quale si commentano le fortissime riserve della Corte dei Conti francese a proposito del TAV.

    TORINO-LIONE: I DUBBI DELLA CORTE DI FRANCIA
    di Andrea Boitani e Marco Ponti
    http://www.lavoce.info – 23.11.2012

    La Corte dei Conti francese, facendo appunto i conti, afferma in un suo non recentissimo documento ufficiale (1) che la nuova linea Torino-Lione presenta un’utilità sociale per lo meno dubbia e più probabilmente negativa. Per affermarlo si avvale di valutazioni quantitative del tutto analoghe a quelle da anni elaborate sia in Francia che in Italia da chi ha espresso perplessità sulla priorità economico-sociale del progetto. La Corte francese ignora la lacunosa analisi costi-benefici presentata dai promotori italiani e in più si sofferma sugli aspetti finanziari del progetto che – sempre secondo la Corte – presenta rendimenti attesi trascurabili. In Italia, invece, non risulta che l’analisi finanziaria del progetto sia mai stata presentata al pubblico.
    Il Primo Ministro francese – rispondendo alla nota della Corte dei Conti l’8 ottobre scorso (da qui la pubblicazione solo recente dei due documenti) – non entra in alcun modo nel merito degli allarmanti “numeri” snocciolati dalla Corte ma, in un documento di singolare lunghezza, parla dei molteplici e pressanti impegni presi in passato con l’Italia e la Commissione Europea. Sorprendentemente (o forse no), ci sono molte somiglianze tra gli argomenti del Primo Ministro francese e quelli usati da gran parte dei politici e dei governanti italiani. A Parigi e a Roma chi ha il dovere di decidere non sembra voler discutere dell’utilità sociale di questo particolare investimento in relazione ad altri possibili progetti su cui impegnare i denari pubblici, ma unicamente evidenzia come la scelta sia frutto dell’altrui volontà, che ci si è reciprocamente vincolati a soddisfare. Viene in mente – che il flatus arrivi da Roma o da Parigi – l’auto-assolutorio borbottio delle vergini spose alla prima notte di nozze: “…non lo fo per piacer mio, ma per far piacere a Dio”.
    Al margine, va segnalato che la nota della Corte dei Conti e la replica del Ministro hanno aperto un vivace dibattito in Francia. In Italia, invece, stampa e televisioni hanno ignorato tutto (fatta eccezione per il Fatto Quotidiano). Eppure, le notizie dalla Francia dovrebbero poter arrivare rapidamente in Italia: non devono mica inerpicarsi per le balze alpine con trogloditi treni sbuffanti. Però è meglio essere prudenti – devono aver pensato i grandi sacerdoti dell’informazione nazionale: con la situazione dei conti pubblici che abbiamo, a qualcuno potrebbero venire in mente strane idee (conclusione del malpensante Ponti). Chissà, si saranno distratti! (conclusione del Boitani buonista).

    (1) Doc. CdC REF 64174 del 1° Agosto 2012

  28. Pubblicato 11 gennaio 2013 alle 13:24 | Permalink

    “Vengono di notte come ladri qual sono. Polizia e Carabinieri eseguono il mandato della Cancellieri e forzano i blocchi dei pacifici cittadini di Niscemi che volevano impedire il passaggio della gru utile all’installazione della grande antenna del M.U.O.S. Azzerata con la violenza la volontà della popolazione. Scavalcato il pronunciamento dell’ARS contro il proseguimento dei lavori. La Sicilia è di chi la vive e la lavora non dei guerrafondai!”
    Fonte: Teatro Coppola

    Un articolo di CTzen riassume quanto sta accadendo ai cittadini siciliani che intendono difendere la loro salute e il proprio territorio dal danno ambientale causato dalle strutture di guerra dei nostri padroni, degli USA.

    Ma, in questo momento, sui siti di Repubblica, del Corriere e anche del Fatto quotidiano, la notizia nemmeno compare. Altre priorità spettacolari hanno il sopravvento.
    L’infimo livello dell’informazione italiana è una delle ragioni della nostra servitù, della nostra corruzione civile.

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