In sanscrito la radice della parola tempo fa riferimento all’illuminare e al bruciare. Fa riferimento dunque al fuoco degli astri e all’illuminazione interiore. Inseparabili. È il nostro corpo, infatti, a essere unito alla rotazione della Terra, al movimento del cuore e dei liquidi fisiologici, al moto della coscienza tra memorie e attese, alla trasformazione incessante delle strutture collettive. Il tempo è αἰών, stabilità ed eternità della materia, ed è καιρός, opportunità dell’istante nel quale cogliere la potenza del presente. Il tempo è un orologio dall’incessante e identico moto circolare ed è la freccia entropica, irreversibile e destinata alla morte termica. Temporalità è la durata interiore che rende presente tutto il sinora vissuto, ben diversa dall’istante che attraversa lo spazio attuale. Temporalità è l’impero dei segni, dei suoni, della scrittura, delle parole, il cui senso non è possibile senza un ordine esatto del prima e del poi. Un proverbio indiano afferma che se un umano dice il tempo passa, il tempo potrebbe rispondere l’uomo passa. Ma la realtà è che il dispositivo temporale dice di sé e del mondo: Ecco, passo. Il tempo rimane un oltre, sempre.
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Ultima modifica: 7 febbraio 2012
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Nella pagina di questo sito dedicata ai Corsi è possibile leggere i risultati delle valutazioni didattiche espresse dagli studenti sui corsi svolti nell'a.a. 2010-2011 (file pdf)
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La mente temporale
Recensione di Giuseppe O. Longo, in Nuova Civiltà delle Macchine, numero 3/2011, pp. 225-227
___________________________ [L'umanità] questo mare senza requie, fuori, sciabordava contro l’approdo di demenza, si abbatteva alle dementi riviere offrendo la sua perenne schiuma, ribevendosi la sua turpe risacca.
— Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, Garzanti, p. 131

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Un commento
,Il tempo è il nostro tiranno del vivere quotidiano, cullato da una invenzione dell’uomo , l’orologio questo segna tempo, dove in principio bastava solo controllare sole e luna , dopo si è passato a segnare la giornata con solo le ore, non avevano minimamente l’idea di segnare i quarti i minuti e i secondi, alla fine l’uomo si fa coinvolgere da questo tempo tiranno, e decide di controllare la giornata con l’evento di segnatempo più complicati, dove riusciamo a segnare minuti, ore, secondi, giorno, giorno della settimana,mese, anno bisestile, insomma dove veramente siamo diventati schiavi di questo tempo tiranno, e vero che sociologicamente ci aiuta ad rispettare dei principi di vita quotidiana ma è anche vero che passando irrevocabilmente passa anche la nostra vita, gli aborigeni per esempio non festeggiano mai il compleanno perchè li avvicina sempre di più alla fine,non c’è niente da festeggiare, al contrario festeggiano i passaggi di livello , tutto ciò che li gratifica che gli fa superare ostacoli viene festeggiato, forse festeggiano più sanamente rispetto a quello che festeggiamo noi,
il tempo passa e quello che rimane davanti si accorcia sempre di più , non pensiamo troppo al tempo ma pensiamo di più come passare di livello nel nostro vivere quotidiano, perchè il tempo siamo noi stessi e come tale è nostro dovere viverlo nel miglior modo possibile,senza guardare le lancette di un’orologio ma guardare l’orologio che c’è dentro di noi , l’orologio che nessuno può vedere.
p.s.chiedo scusa per eventuali errori di ortografia e di grammatica.
Filippo Scuderi